Da domani, sabato 4 luglio, prendono il via i saldi di fine stagione in tutte le regioni italiane: uno dei momenti più attesi dai consumatori. Nel Mezzogiorno la propensione all’acquisto tocca il 70%, con una spesa media nazionale che si attesta intorno ai 209 euro a persona.
In Sicilia, secondo una stima elaborata sui dati nazionali di Confcommercio e tenendo conto del diverso potere d’acquisto delle famiglie, la spesa media prevista si aggira intorno ai 170 euro per nucleo familiare (circa 75 euro pro capite), per un volume complessivo di acquisti stimato in circa 350 milioni di euro sull’Isola.
Budget prudente e differenze tra Nord e Sud
Il sondaggio realizzato da Ipsos per Confesercenti su un campione di 800 cittadini tra i 18 e i 65 anni fotografa un atteggiamento prudente. Il Nord-Ovest guida la spesa media con 247 euro, mentre il Sud si ferma a 181 euro. Gli uomini prevedono un budget medio di 225 euro, contro i 196 euro delle donne.
Rispetto allo scorso anno, il 28% degli intervistati dichiara di voler ridurre la spesa, con picchi al Nord-Est e al Sud. Solo il 18% prevede un aumento, mentre la maggioranza (54%) mantiene invariato il proprio budget.
Le dichiarazioni di Patrizia Di Dio
“L’avvio dei saldi rappresenta un appuntamento fondamentale per il commercio e per l’economia delle nostre città. Questo periodo può rappresentare – commenta Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo e vicepresidente nazionale di Federmoda Italia – una piccola ma importante boccata d’ossigeno per tante imprese che arrivano a questo appuntamento dopo mesi estremamente difficili e offrirà ai consumatori l’opportunità di acquistare prodotti di qualità a prezzi particolarmente convenienti”.
“I saldi – aggiunge – rappresentano anche un’occasione per riscoprire il valore dell’acquisto consapevole. Scegliere un capo di qualità, affidarsi ai negozi di fiducia, ricevere consulenza, assistenza e trasparenza significa non soltanto fare un acquisto migliore, ma sostenere le imprese di prossimità che ogni giorno mantengono vivi i nostri centri urbani, creano occupazione e garantiscono un importante presidio sociale”.
Commercianti in allarme: “Calendario da rivedere”
Accanto all’attesa dei consumatori, cresce però anche il malcontento dei commercianti. Le associazioni di categoria contestano la progressiva anticipazione delle promozioni, che rischierebbe di svuotare di senso il calendario ufficiale dei saldi.
“Serve un sistema di regole nazionali più chiaro e uniforme, capace di garantire equilibrio tra negozi fisici e online”, ha dichiarato Francesca Recine, presidente di Fismo Confesercenti, annunciando una petizione alla Camera dei Deputati che ha già raccolto oltre 3.000 firme di imprenditori e punta a chiedere un posticipo della data ufficiale dei saldi.



















