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Al via l’XI edizione del Premio Cristiana Matano: stasera Ditonellapiaga e Colombre in concerto

tre giorni di incontri, teatro e musica per abbattere i muri del nostro tempo, dal caso Alaa Faraj alla musica delle grandi artiste italiane

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Prende ufficialmente il via l’XI edizione di Lampedus’amore – Premio giornalistico internazionale Cristiana Matano, in programma dal 6 all’8 luglio 2026. L’isola si trasforma ancora una volta in un laboratorio a cielo aperto dove il giornalismo incontra il teatro, la musica e la letteratura per interrogare le complessità del nostro tempo. L’edizione 2026 si sviluppa lungo un percorso tematico profondo che attraversa diritti umani, memoria, migrazioni, conflitti e libertà d’espressione, riaffermando con forza il valore della testimonianza e la responsabilità del racconto in una stagione storica drammaticamente segnata da guerre e profonde trasformazioni geopolitiche.

L’arte dei bambini di Gaza apre la manifestazione

L’inaugurazione ufficiale ha luogo al Museo archeologico delle Pelagie con l’esposizione “Heart of Gaza”, una mostra composta interamente dai disegni dei bambini della Striscia di Gaza. Attraverso il linguaggio universale dell’arte, l’iniziativa — realizzata in collaborazione con il Gonzaga Campus di Palermo — restituisce umanità a una delle crisi più drammatiche della contemporaneità, mostrando gli effetti della violenza visti con gli occhi dell’infanzia. In serata, le attività si spostano in piazza Castello per la cerimonia inaugurale condotta da Marina Turco, aperta dal tradizionale e commosso omaggio a Cristiana Matano, la cronista scomparsa nel 2015 di cui si ricordano il rigore professionale e la straordinaria sensibilità umana.

Il teatro civile e il Mediterraneo

La prima serata culturale prosegue sul palco con il testo teatrale “Io – Una corsa infinita” di Costanza Di Quattro, interpretato da Alessandra Salamida con le musiche di Mario Incudine e la regia di Cinzia Maccagnano. Lo spettacolo reinterpreta il mito della principessa Io per affrontare temi universali quali l’esilio, la ricerca d’identità e il bisogno di libertà, dialogando idealmente con le migrazioni del presente.

Per Filippo Mulè, presidente dell’Associazione Occhiblu ETS e direttore artistico della manifestazione “Iniziare l’evento con la mostra realizzata con i disegni dei bambini di Gaza dà il senso profondo del nostro impegno a favore della difesa dei diritti umani e rappresenta un messaggio di pace e un segnale di coscienza e solidarietà. Lampedus’Amore riparte per l’undicesima volta all’insegna del giornalismo rigoroso e della cultura che vuole abbattere tutti i muri. Spazieremo dal teatro civile alla musica d’autore, dalla narrazione alla letteratura raccontando l’intricata vicenda del giovane libico Alaa Faraj. Tre giorni per ricordare e includere sempre più voci, fotografando il Mediterraneo e le sue tante realtà. Emozioni, riflessioni e bellezza per parlare del presente con uno sguardo sul futuro”.

Il caso Alaa Faraj

Uno dei momenti più attesi del festival si tiene presso l’Archivio Storico di Lampedusa con la presentazione del volume “Perché ero ragazzo” (Edizioni Sellerio), scritto dallo studente libico Alaa Faraj insieme alla docente e attivista Alessandra Sciurba. Arrivato in Italia nel 2015, Faraj fu ingiustamente accusato di essere uno degli scafisti della “strage di Ferragosto” e condannato a trent’anni. Dopo dieci anni di reclusione, nel dicembre 2025 il presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha concesso la grazia parziale, consentendone la liberazione in attesa della revisione del processo. Il dibattito, moderato dalla giornalista Elvira Terranova, solleva interrogativi cruciali sul rapporto tra giustizia, criminalizzazione delle migrazioni e diritti fondamentali.

Leggi anche:  Dieci anni di Lampedus'Amore, a Palermo la proiezione di "Occhiblu" di Gabriele Vannini

La grande musica d’autore a piazza Castello

L’evento cambia registro per affidare il racconto della realtà alla forza della canzone d’autore con la serata “Notte in musica, da Sanremo a Lampedusa”, condotta da Salvo La Rosa. Sul palco sale Ditonellapiaga, una delle voci più eclettiche e originali della nuova scena italiana, capace di fondere pop, elettronica e cantautorato. Ad affiancarla ci sono Maria Antonietta e Colombre, artisti di spicco del panorama indipendente che offrono al pubblico una serata in cui la musica si fa strumento d’indagine e racconto delle inquietudini del nostro tempo.

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