Dieci anni di impegno e memoria raccontati attraverso i ricordi e le voci di chi ha vissuto Lampedus’Amore, la manifestazione che, nel ricordo della giornalista Cristiana Matano, celebra il suo amore sconfinato per Lampedusa. Da qui nasce l’idea di Occhiblu, un docufilm diretto da Gabriele Vannini, che raccoglie le testimonianze degli ideatori del festival e del Premio Giornalistico Internazionale Cristiana Matano. Ma anche degli abitanti dell’Isola, degli ospiti che negli anni hanno portato il proprio contributo e di quanti hanno avuto la fortuna di conoscere la giornalista di origine campana, ma siciliana d’adozione, prima della sua prematura scomparsa nel luglio del 2015.
Occhiblu – dopo una prima proiezione in occasione del decennale dalla nascita della manifestazione, lo scorso anno a Lampedusa – è stato proiettato martedì 23 giugno al Rouge et Noir, in una sala gremita che ha tributato un lungo applauso al progetto, documentario d’esordio del giovane regista palermitano. Presenti, tra gli altri, Filippo Mulè, giornalista e marito di Cristiana Matano, e colleghi e amici di sempre della coppia, da Elvira Terranova a Marina Turco e Paolo Vannini.
“Occhiblu”, dalla genesi di Lampedus’Amore a oggi
Il docufilm, che vede Filippo Mulè come voce narrante e soggetto principale, ripercorre il lungo percorso portato avanti dalla Associazione Occhiblu, dalla nascita dell’idea di Lampedus’Amore nel 2016. Quattro amici – Vannini, Terranova, Turco e Mulè – seduti attorno a un tavolo, che con poche risorse e con il desiderio di dare continuità all’impegno, alla dedizione e all’umanità di Cristiana Matano, scelgono di far nascere questo progetto. “Non potevamo darci pace, dovevamo creare qualcosa”, hanno raccontato al termine della proiezione.

È ancora Filippo Mulè, nel corso del documentario, a intervistare chi, nel corso di questi dieci anni, ha partecipato, sostenuto o semplicemente osservato un appuntamento che nasceva per commemorare una scomparsa, per vivere un lutto, e che nel tempo si è trasformato in una grande festa, in una celebrazione dell’amore per la vita e per l’isola che Cristiana aveva tanto amato e in cui oggi riposa. Isolani, commercianti, attori, cantanti – da Brunori Sas a Mario Biondi – giornalisti e l’amata figlia Marta uniti per portare avanti una manifestazione che sposa i valori che hanno guidato la giornalista nel corso della sua vita: la difesa dei diritti umani e un giornalismo libero, indipendente e senza censure.
Le dichiarazioni di Filippo Mulè e Gabriele Vannini
“L’emozione è sempre forte – ha dichiarato Filippo Mulè ai microfoni di BE Sicily Mag – noi lo abbiamo visto tante altre volte ma è sempre un qualcosa che colpisce, che crea un nodo alla gola. Racconta il nostro progetto, gli sforzi, il coraggio, l’intraprendenza, forse anche l’incoscienza di ciò che abbiamo fatto dal 2016 ad oggi”.

“Questo è il mio cinema d’infanzia, in cui sono cresciuto, e poter vedere per la prima volta un mio lavoro sul grande schermo è stato meraviglioso. Oggi ha assistito un pubblico diverso, composto non solo da tanti amici, ma anche dalle persone che hanno visto la costruzione di questo lavoro dall’inizio – tra cui Costanza Quatriglio del Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo e Naomi Kikuchi (che ne ha curato il montaggio) – ed è stato molto bello poter condividere questo momento con tutti loro”.




















