Un prezioso tassello del patrimonio archeologico delle Isole Eolie torna a splendere in tutta la sua bellezza per il pubblico e gli studiosi. Il cratere di Alcmena, raffinato vaso a figure rosse risalente al 350 a.C., è stato ricollocato nel percorso espositivo del Museo archeologico eoliano Luigi Bernabò Brea di Lipari, al termine di un accurato intervento di restauro.
L’operazione è stata resa possibile grazie al contributo del Soroptimist Club Lipari-Eolie, in collaborazione con il Parco archeologico delle Eolie, diretto dall’architetto Rosario Vilardo, confermando l’importanza della sinergia tra istituzioni culturali e associazioni del territorio nella tutela dei beni archeologici. Il progetto è stato seguito sotto il profilo scientifico dall’archeologa Maria Clara Martinelli, mentre l’intervento conservativo è stato eseguito dalla restauratrice Amalia Criscione.
Il mito di Alcmena raccontato attraverso la ceramica greca
Il reperto rappresenta una delle testimonianze più significative della produzione ceramica della Magna Grecia. Il cratere di Alcmena raffigura infatti la celebre eroina Alcmena sul rogo, affiancata dalle figure di Zeus ed Hermes, richiamando la tragedia perduta Alcmena di Euripide.
L’opera testimonia il profondo legame tra mitologia, teatro e arti figurative nel mondo greco, dove i racconti mitici trovavano espressione non soltanto sulla scena, ma anche attraverso oggetti destinati ad accompagnare i defunti nelle sepolture.
Un reperto scoperto nella necropoli di Lipari
Il vaso fu rinvenuto nella contrada Diana, all’interno della vasta necropoli greca e romana di Lipari, durante le campagne di scavo avviate negli anni Cinquanta dal celebre archeologo Luigi Bernabò Brea, cui oggi è intitolato il museo.
Il reperto proveniva da una cista funeraria caratterizzata da un ricco corredo, elemento che ne sottolinea il valore simbolico e artistico. La sua presenza in una sepoltura conferma il ruolo centrale che il teatro rivestiva nella cultura dell’antica Lipàra, dove i grandi miti della tradizione ellenica venivano celebrati e reinterpretati anche attraverso la produzione ceramica.


















