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Pietro Grasso inaugura il Termini Book Festival: “La memoria va custodita per agire nel presente”

Dal 2 al 7 settembre riprende l’appuntamento al Termini Book Festival, primo ospite della manifestazione Pietro Grasso

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È stato Pietro Grasso ad aprire la settima edizione del Termini Book Festival, la manifestazione culturale che dal 2 al 6 settembre porta a Termini Imerese incontri, libri, autori e testimonianze. Un’apertura dal forte valore simbolico, affidata a uno dei protagonisti della storia giudiziaria italiana, che ha scelto di tornare a raccontare il Maxiprocesso di Palermo attraverso le pagine del suo ultimo libro, ’U Maxi. Dentro il processo a Cosa Nostra.

Il Maxiprocesso raccontato da Pietro Grasso: una svolta nella storia italiana

Nell’incontro con Pietro Grasso è stato previsto un dialogo con il professore ordinario di diritto penale Angelo Mangione e il professore ordinario di diritto processuale penale Antonino Pulvirenti, che hanno guidato l’autore attraverso alcuni dei passaggi più significativi del libro e della sua esperienza personale. La prima domanda non poteva che riguardare ciò che, a distanza di decenni, è rimasto di quella straordinaria esperienza giudiziaria. “Il Maxiprocesso fu una svolta di civiltà. Quando uno Stato, in tutte le sue componenti, vuole raggiungere un obiettivo, ci riesce”, ha affermato.

“Se non ci fosse stato quel momento storico oggi non saremmo in questa situazione”, ha aggiunto riconoscendo i passi avanti compiuti ma sottolineando al tempo stesso la necessità di non considerare quella stagione come definitivamente chiusa. Perché la memoria, da sola, non basta. “La memoria va custodita per evitare che tante cose vengano ripetute, ma serve anche per agitare il presente e non rimanere nella contemplazione del passato, così da costruire insieme il futuro”. Da qui l’esigenza di scrivere il libro.

Pietro Grasso ha ripercorso gli anni del Maxiprocesso e le difficoltà personali vissute insieme alla sua famiglia. In un periodo di enorme tensione, dovettero imparare a convivere con il rischio e con la consapevolezza di trovarsi al centro di una delle più importanti battaglie contro Cosa Nostra. “La paura è un fatto umano, ma è qualcosa che non ti deve condizionare. Io l’ho provata tante volte, ma c’è qualcosa che mi ha aiutato a superarla: il senso del dovere, il senso dello Stato. Ho messo dunque da parte questa emozione, affrontando anche il pericolo”.

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“La mafia non è scomparsa: si è trasformata”

Dalla memoria del Maxiprocesso il dialogo è arrivato al presente.  La silenziosità della mafia di oggi è sintomo di una sua debolezza o è il segnale di unatrasformazione? Per Grasso la risposta non lascia spazio a equivoci: la mafia non è scomparsa. “Una delle motivazioni che mi ha spinto a scrivere questo libro è la constatazione che il fenomeno mafioso si è trasformato silenziosamente in una mafia degli affari”.

Leggi anche:  Pietro Grasso racconta il Maxi Processo: “Lo Stato vince quando diventa comunità”

Da che parte stare, allora? Questa è una domanda che ha attraversato l’intera serata, perché ancora oggi profondamente attuale. L’intervento di Pietro Grasso ha inaugurato la settima edizione del Termini Book Festival e ha interrogato la città di Termini con una riflessione sul ruolo dello stato, delle istituzioni, delle amministrazioni comunali e soprattutto dei cittadini nella lotta alla criminalità e alla difesa della legalità.

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Interrogativi che Pietro Grasso cerca di diffondere non solo grazie ai suoi libri ma anche attraverso la fondazione da lui creata, Scintille di Futuro – a cui sono stati destinati i proventi della vendita del libro – con l’obiettivo di incontrare studenti, docenti e persone in tutta Italia, con cui condividere la propria esperienza e a cui trasmettere la forza del ricordo, della legalità e dell’esempio di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e di tutte le vittime di mafia.

La VII edizione del Termini Book Festival

La serata inaugurale del Termini Book Festival ha unito dunque letteratura, memoria e impegno civile, con la partecipazione di numerosi cittadini, rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico e forense. Sul palco anche la sindaca di Termini Imerese, Maria Terranova; Elisa Demma, avvocato e presidente del Movimento Forense; e Giampaolo Frezza, Direttore del Dipartimento GEC (Giurisprudenza, economia e comunicazione) della Lumsa Palermo. L’incontro è stato organizzato e condotto da Giorgio Lupo.

Grande soddisfazione da parte si Fabrizio Melfa, presidente del festival. “Sette anni non sono più un’occasione per vedersi, ma un momento culturale importante per Termini Imerese”, ha sottolineato. La manifestazione è cresciuta nel tempo, arrivando quest’anno a coinvolgere 35 ospiti nell’arco di cinque giorni e a spaziare dalla pittura alla scultura, dal teatro alla letteratura.

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“Il Termini Book Festival – ha aggiunto Maria Terranova – non è solo un’occasione in cui parlare di libri ma negli anni è diventato un luogo in cui la nostra comunità ha imparato a incontrarsi e a condividere, nonché dove si sceglie da che parte stare. Ed è quello che le istituzioni sono chiamate a fare. La nostra amministrazione ha voluto puntare sui servizi educativi per l’infanzia perché pensiamo che la lotta per la legalità inizi ogni volta in cui si investe nell’educazione dei nostri bambini. Ed è per questo che abbiamo voluto che i nidi comunali fossero presidi di legalità”.

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