Due medaglie d’oro e un sogno olimpico che inizia a prendere forma. È il bilancio straordinario di Martina Chiacchio, atleta palermitana classe 2000, protagonista ai Giochi del Mediterraneo di Taranto dove si è imposta nel sollevamento pesi.
La pesista delle Fiamme Azzurre e della Nazionale Italiana ha conquistato il gradino più alto del podio sia nello strappo sia nello slancio, disciplina nella quale ha anche stabilito il record dei Giochi. Un risultato che premia anni di sacrifici e una crescita costruita attraverso allenamenti quotidiani, competizioni internazionali e una determinazione che, per Martina, parte soprattutto dalla testa.
Due ori dedicati alla famiglia
“È stata un’emozione grandissima, sinceramente, vincere due medaglie” racconta Martina Chiacchio che ci è venuta a trovare nella redazione di BE Sicily Mag. Un successo che ha voluto dedicare innanzitutto alle persone che l’hanno accompagnata nel suo percorso. “Le dedico alla mia famiglia che mi ha supportata, a tutti i miei amici e poi al mio gruppo sportivo, senza il quale non potrei sicuramente continuare a fare questo sport”.
A Taranto, però, c’era qualcosa di speciale. Per una volta Martina ha potuto avere accanto i suoi familiari durante una competizione internazionale. Un dettaglio tutt’altro che secondario per un’atleta abituata a gareggiare lontano da casa. “I miei genitori o mio fratello non possono mai venire alle competizioni perché sono sempre in giro per il mondo o in Europa. Averli lì, vederli sugli spalti, poi con tutte le magliette e i cartelloni che mi hanno fatto, mi ha dato tantissima carica e mi ha fatto emozionare veramente tantissimo”.
La forza di una mente positiva
E proprio la tranquillità è stata una delle chiavi della sua prestazione. Prima della gara, racconta, non ha avvertito quella tensione che spesso accompagna gli atleti nei momenti decisivi. “In quella gara mi sentivo molto tranquilla, mi sentivo molto bene, quindi mi sono approcciata al carico in modo molto positivo“.
Le immagini della competizione raccontano anche questo stato d’animo: Martina che guarda verso gli spalti, cerca la sua famiglia e manda un cuore. “Mi sentivo molto felice e abbastanza spensierata. Questo mi ha dato la carica per fare bene”.
Una consapevolezza costruita anche attraverso un vero e proprio rituale mentale. Prima di sollevare il bilanciere, Martina si ripete alcune parole che sono diventate una certezza: “L’ho già fatto, so farlo, posso farlo, posso fare molto meglio di quello che faccio in palestra“.
“L’approccio deve essere sempre molto positivo perché secondo me la mente è tutto in una competizione. Quando la mente ti abbandona, come mi è successo ad esempio all’Europeo, rischi di mandare tutto il lavoro fatto proprio nel nulla”. Per allontanare i pensieri negativi c’è anche la musica: “Cerco di ascoltare quella che mi piace, che mi dà tantissima carica”.
Dal CrossFit alla pesistica: così è iniziata la sua storia
La strada verso il sollevamento pesi è iniziata quasi naturalmente. Martina si era avvicinata al CrossFit, disciplina nella quale il sollevamento pesi rappresenta una componente importante. “Mi sono avvicinata sempre più al sollevamento pesi perché ogni volta che andavo in palestra la mia priorità era sempre sollevare un carico maggiore, più che dedicarmi alla parte di ginnastica o di corsa”. Poi l’incontro con il suo allenatore a Palermo ha cambiato il percorso: “Lì mi sono avvicinata al sollevamento pesi e ho capito che era la mia strada”.
La prima conferma è arrivata già alla sua prima competizione regionale, una gara di qualificazione ai Campionati Italiani Junior. Martina conquistò l’argento e iniziò a capire che quello sport poteva diventare qualcosa di più di una semplice passione. “Ho capito che forse potevo continuare e potevo fare sempre meglio”.
Una vita costruita intorno al bilanciere
Dietro le medaglie, però, ci sono sacrifici, disciplina e una routine estremamente intensa. Martina si allena due volte al giorno il lunedì, mercoledì e venerdì. Il martedì, giovedì e sabato c’è invece una sessione quotidiana. La domenica dovrebbe essere il giorno del riposo, ma nemmeno quello è sempre garantito quando si avvicina una competizione: “Mi sveglio, faccio colazione, vado ad allenarmi, torno, cucino, vado di nuovo ad allenarmi, mangio e poi il riposo, che è la parte fondamentale secondo me”. Una quotidianità che lascia inevitabilmente poco spazio alla vita sociale. “È dedicata totalmente all’allenamento che, oltre alla mia passione, è anche il mio lavoro”.
Fiamme Azzurre, orgoglio e futuro
Martina fa parte delle Fiamme Azzurre, il gruppo sportivo della Polizia Penitenziaria. Un’appartenenza che le consente di dedicarsi professionalmente allo sport e, allo stesso tempo, di costruire un percorso all’interno del Corpo. “È un orgoglio grandissimo. Io sono un agente di polizia penitenziaria”.
Il gruppo sportivo sostiene gli atleti durante il percorso agonistico, permettendo loro di concentrarsi sull’attività sportiva. Una volta conclusa la carriera, spiega Martina, il percorso prosegue nel lavoro ed essendo laureata ha la possibilità di fare anche concorsi interni alla polizia. “Loro ci supportano all’interno del percorso sportivo per permetterci di andare avanti”.
Obiettivo Mondiali e Los Angeles 2028
Il doppio oro ai Giochi del Mediterraneo non rappresenta un punto di arrivo, ma un nuovo inizio. Martina ha già ripreso la preparazione in vista del prossimo grande appuntamento: i Mondiali di ottobre. “I Giochi del Mediterraneo per me sono stati un trampolino di lancio per iniziare nuovamente la qualifica olimpica e quindi queste gare”.
E inevitabilmente lo sguardo va oltre, verso il grande sogno di ogni atleta: le Olimpiadi di Los Angeles 2028. “Il mio sogno è il sogno di ogni atleta in realtà, quindi speriamo di sì. La qualifica sarà molto complicata, molto dura, durerà appunto due anni, però siamo pronti a lavorare per questo”.
Il legame con Palermo: “La vedo ancora più bella”
Da circa un anno Martina vive a Roma, ma il legame con Palermo rimane fortissimo. E forse proprio la distanza le ha fatto riscoprire la sua città con occhi diversi. “Spero di tornare un giorno. Mi mancano sicuramente tutti i miei affetti, casa mia”.
Poi una frase che racconta molto del rapporto con la sua terra: “Penso che quando ti trasferisci fuori dalla tua città la vedi con occhi ancora diversi. Palermo la vedo ancora più bella di quando ci vivevo“. Una promessa, dunque, quella di tornare. Ma prima ci sono ancora tanti bilancieri da sollevare, gare da affrontare e un sogno olimpico da inseguire.




















