Scatta un nuovo rincaro dei biglietti per i traghetti per le isole minori. È il secondo atto di un copione messo in scena lo scorso 4 agosto, esploso proprio alla vigilia di Ferragosto e messo in standby dopo l’intervento della Regione Siciliana.
Incremento del 18% sulle tariffe
La Società di navigazione Siciliana ha comunicato che verrà nuovamente applicato l’incremento del 18% sulle tariffe dei collegamenti marittimi regolati dalla convenzione Siremar. La comunicazione, firmata dagli amministratori delegati della società, parla esplicitamente di “ripristino dell’incremento tariffario”. L’incremento, dunque, riguarderà sia i collegamenti effettuati con le navi che quelli con i mezzi veloci.
La protesta di Federalberghi
Federalberghi Sicilia protesta contro la misura attuata e parla di un provvedimento destinato a pesare su residenti, pendolari, trasporto delle merci e turisti. Una vera e propria accusa nei confronti del Governo regionale, colpevole secondo l’associazione di non aver dato seguito concreto agli impegni assunti nelle scorse settimane.
Il ritorno dell’aumento arriva a meno di un mese dalle Deliberazioni di Giunta regionale n. 323 e 324 dell’11 agosto e dalle rassicurazioni fornite dal presidente della Regione Renato Schifani e dall’assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò dopo le pressioni esercitate da sindaci e operatori economici. Secondo Federalberghi, il nodo sarebbe rappresentato dalla mancata disponibilità di una copertura finanziaria esecutiva per la convenzione statale. La delibera 323 avrebbe infatti assicurato la copertura strutturale per le sotto-compensazioni relative ai mezzi veloci regionali, mentre la 324 avrebbe delineato un indirizzo in vista del 2027. Sarebbe invece rimasta scoperta la componente relativa ai collegamenti statali. Per l’associazione, il congelamento estivo dell’aumento si sarebbe dunque trasformato soltanto in un rinvio, con il conto che adesso torna a ricadere sugli utenti.
«Questo continuo susseguirsi di annunci, sospensioni e rincari proietta sui mercati un’immagine di precarietà e inaccessibilità che scoraggia i visitatori, danneggia la programmazione delle imprese e mina la tenuta sociale dei territori», dichiara Christian Del Bono, presidente di Federalberghi Isole Minori Sicilia. Il nuovo incremento, evidenzia Del Bono, si aggiungerebbe al 56% di aumento già applicato sulle tratte statali dal giugno 2022. «L’aumento del 18% – aggiunge – si aggiunge peraltro al +56% già applicato sulle tratte statali dal giugno 2022, portando il saldo complessivo a livelli insostenibili a fronte dei tagli di corse subiti». Per Federalberghi, non è soltanto una questione di tariffe. L’incertezza sulla continuità e sui costi dei collegamenti rappresenterebbe anche un problema per la competitività turistica delle isole e per la programmazione delle imprese. «L’incertezza dei collegamenti arreca un danno reputazionale incalcolabile alle nostre comunità. Occorre un intervento immediato del Governo regionale per bloccare la stangata e restituire stabilità al sistema», conclude Del Bono.
L’associazione torna quindi a chiedere un intervento congiunto della Regione Siciliana e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per congelare l’aumento e garantire, nei futuri Piani Economico-Finanziari, il reintegro delle corse statali soppresse dal 2022, in riferimento all’articolo 8 della Convenzione del 2016. Federalberghi sollecita poi risposte su alcuni punti rimasti ancora aperti: dall’esclusione dal trasferimento previsto dalla delibera 324 di collegamenti ritenuti essenziali, come la tratta per Ustica e quella Eolie-Napoli, alle garanzie di copertura statale per scongiurare nuovi tagli.
La risposta di Aricò, assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità
«Le corse regionali per il trasporto marittimo non hanno subito aumenti e non ne subiranno. È un impegno chiaro che il governo regionale ha mantenuto e continuerà a mantenere. Da quando ci siamo insediati, in questi quattro anni, non abbiamo mai incrementato di un solo centesimo le tariffe a carico dell’utenza nell’ambito dei servizi oggetto delle commesse regionali». Lo dichiara l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla mobilità, Alessandro Aricò, ribadendo la posizione del governo Schifani sul costo dei servizi di trasporto marittimo in Sicilia. «Per capire il valore di questo risultato, è importante leggere i numeri nel loro complesso – aggiunge l’assessore – perché raccontano con chiarezza lo sforzo compiuto in questi anni. Mentre il costo di numerosi fattori che incidono sul trasporto è aumentato, le tariffe dei biglietti marittimi in Sicilia sono rimaste stabili».
Secondo quanto emerge dai dati, da settembre 2022 allo stesso mese del 2026, il costo dei biglietti delle corse regionali è rimasto invariato, senza quindi registrare alcun aumento nell’arco di tempo considerato. Nello stesso periodo, si sono registrati, invece, significativi aumenti dei costi dovuti in larga parte anche alla crisi che ha interessato lo Stretto di Hormuz. Il gasolio, infatti, ha avuto un incremento complessivo del 21,6 per cento, passando da 1,8078 a 2,198 euro al litro. Da settembre 2022 a oggi, inoltre, il tasso di inflazione cumulata ha fatto registrare un aumento tra il 10 e l’11 per cento.
«Questi dati – conclude Aricò – dimostrano che la Regione ha assorbito la totalità dell’aumento dei costi senza trasferirlo sulle tariffe dei servizi regionali. È una scelta precisa, che conferma la volontà del governo Schifani di tutelare la mobilità dei siciliani e garantire la continuità dei collegamenti marittimi senza gravare ulteriormente sui cittadini».





















