Le vacanze sono finite, le scuole sono ufficialmente riaperte per tutti gli studenti italiani: circa 8 milioni di alunni sono pronti a tornare su banchi di scuola. In alcune regioni la macchina organizzativa della scuola è già ripartita, in altre la campanella suonerà a breve. Domani in Sicilia le aule torneranno ad animarsi, dopo diversi mesi di stop.
Tante novità per il nuovo anno scolastico
Sono numerose le novità che il mondo della scuola si prepara a veder applicate nei prossimi mesi. A fare il punto della situazione sulle principali misure in arrivo è il portale Skuola.net, insieme all’approfondimento di Sky Tg24. Tra le più attese ci sono il divieto dell’uso degli smartphone in ogni ordine e grado, anche per attività didattiche; stretta decisa, poi, sulla condotta alle scuole medie e superiori dove una insufficienza è più facile da comminare rispetto al passato ed equivarrà alla bocciatura; una sospensione di lunga durata porterà gli studenti a svolgere attività di volontariato e non soltanto a restare a casa.
L’aggiornamento più atteso e di maggiore impatto didattico per il primo ciclo di istruzione è l’entrata in vigore delle Nuove Indicazioni Nazionali (varate con il Decreto Ministeriale 221/2025), che mandano definitivamente in archivio quelle del 2012. In termini pratici, da questi documenti di indirizzo derivano poi programmi di studio e metodologie didattiche che vengono proposte, nell’ambito dell’autonomia scolastica e dei docenti, agli studenti. La loro applicazione avverrà gradualmente: a partire da settembre riguarderà esclusivamente la scuola dell’infanzia, le classi prime della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado (medie), mentre le classi già avviate proseguiranno con i vecchi programmi fino alla fine del ciclo.
Ci sarà, tuttavia, la possibilità di anticipare il debutto del LEL – Latino per l’Educazione Linguistica – già in seconda e terza media, in maniera opzionale: non si tratterà solo di iniziare a prendere la mano con le declinazioni, ma di impiegare il latino per comprendere meglio il contesto in cui viviamo e l’eredità che ci ha lasciato in termini di strutture linguistiche e di vocabolario. Nel corso di quest’anno scolastico verranno poi messi a punto i nuovi programmi anche per le scuole superiori, per una attuazione prevista a partire da quello successivo.
Tra le modifiche introdotte dalle Indicazioni nazionali per i licei, scompare la materia Geostoria: al primo biennio, Storia e Geografia tornano a configurarsi come discipline distinte, ciascuna con la propria specificità metodologica. Per quanto riguarda nello specifico Storia, viene esteso l’arco temporale coperto dal programma, che arriva fino alla svolta cinese e ai nuovi equilibri geopolitici. Diventa più centrale la storia d’Italia, così come quella d’Europa. Nella scuola primaria, tra le principali novità c’è il debutto di un rinnovato programma di italiano. Sarà garantita maggiore rilevanza a poesie a memoria, che “rafforzano l’attenzione e arricchiscono il linguaggio”, evidenzia il ministero dell’Istruzione, e anche a riassunti, scrittura in corsivo, grammatica e sintassi. Secondo le nuove indicazioni del governo, sempre nell’ottica di potenziare le competenze tecnologiche degli alunni italiani, lo studio dell’informatica sarà garantito fin dalla scuola primaria. Il governo spinge anche sulla lingua inglese, già dalla primaria: suggerisce alle scuole di inserire la lingua straniera in attività ludiche e quotidiane, con un “approccio immersivo”. Novità anche per quanto riguarda l’educazione musicale di base, che verrà introdotta fin dalla scuola dell’infanzia attraverso la pratica vocale, corale e strumentale, l’ascolto attivo e l’interazione con i musicisti.
Da questo anno scolastico, l’Intelligenza Artificiale cessa di essere una “sperimentazione isolata” ed entra stabilmente nel sistema scolastico italiano. Il 2 agosto scorso l’AI Act europeo è diventato pienamente operativo e il 4 agosto il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto legislativo di adeguamento nazionale. Tra le novità più sostanziali, in questo ambito, figura l’obbligo di un Regolamento d’Istituto per ogni scuola, volto a disciplinare l’uso etico e sicuro dell’IA per studenti e personale. Verranno istituiti dei Comitati Tecnico-Etici Territoriali per guidare la sperimentazione didattica, vigilare sulla tutela della privacy e assicurare che l’uso della tecnologia sia sicuro e verificabile. Allo stesso tempo, lo studio dell’IA e delle sue implicazioni etiche entra ufficialmente nei programmi di Educazione Civica. Per sostenere questa transizione, il ministero dell’Istruzione e del Merito ha stanziato un piano da 200 milioni di euro (di cui 100 milioni destinati alla formazione continua dei docenti), volto a promuovere l’uso pedagogico delle tecnologie digitali e a prevenire rischi di dipendenza da social media e abusi digitali nei minori.
Per rispondere alle crescenti situazioni di fragilità, ansia e disagio vissute dagli studenti in età adolescenziale, il Mim, in stretta collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, con l’anno 2026/27 lancia le attività del servizio “AscoltaMI”. Finanziato con 18,5 milioni di euro, il progetto si rivolge specificamente agli studenti dell’ultimo anno delle medie e del primo biennio delle superiori. Il funzionamento è interamente digitalizzato: attraverso il portale Unica, i genitori dei ragazzi che ne avranno bisogno possono richiedere un voucher gratuito che dà diritto a un ciclo di cinque incontri di consulenza psicologica, individuale e in videoconferenza.
Novità, poi, sul fronte dell’educazione sessuale. Il tema a scuola è stato oggetto di una legge ad hoc varata dal Parlamento, con al centro il cosiddetto consenso informato. Temi fondamentali come l’educazione al rispetto e la conoscenza delle nozioni di base di educazione sessuale, incluse le malattie sessualmente trasmissibili, continuano a far parte dei programmi scolastici curricolari – in maniera congrua all’età degli studenti – e la scuola non dovrà informare preventivamente i genitori sul contenuto delle lezioni. Qualora, però, alle medie o alle superiori si decida di ampliare il raggio d’azione rispetto a quanto contenuto nei programmi, bisognerà informare i genitori (e ottenere l’autorizzazione) condividendo preventivamente il materiale didattico. Anche il coinvolgimento di esperti esterni e associazioni richiederà la deliberazione del collegio dei docenti e l’approvazione del Consiglio di istituto.
L’escalation di violenza a scuola, culminata lo scorso anno con diversi casi di accoltellamento, ha portato il Ministero dell’Interno e quello dell’Istruzione a varare in sinergia, lo scorso gennaio, una circolare che consente ai dirigenti scolastici di richiedere controlli da parte delle forze dell’ordine, se necessario anche con l’ausilio di metal detector. Una misura, questa, che si aggiunge ai provvedimenti già previsti dal Decreto Sicurezza per limitare la circolazione di armi bianche e improprie tra i minorenni. Il 2026/2027 segna anche una svolta storica per l’istruzione tecnica e professionale, con l’avvio della riforma ordinamentale che punta a colmare il divario tra scuola e mondo del lavoro. La riforma dei tecnici si applicherà da settembre alle classi prime, per poi estendersi progressivamente negli anni successivi, potenziando le competenze Stem, le attività di laboratorio e le sinergie con le imprese, le università e gli Its Academy.
Parte in via sperimentale – in 100 scuole secondarie di secondo grado individuate sul territorio nazionale – il Liceo Matematico. Il progetto non costituisce un indirizzo a sé stante, ma si inserisce all’interno di percorsi già esistenti, come il liceo Scientifico e il liceo Classico. La grande novità, in questo ambito, è l’introduzione del Laboratorio Matematico: un’ora o più di insegnamento aggiuntivo finalizzato all’applicazione pratica della matematica e a percorsi interdisciplinari con arte, filosofia e letteratura. Il che comporterà un aumento dell’orario scolastico, quantificabile in due ore settimanali in più per il primo e il secondo anno, e in un’ora settimanale in più per terzo, quarto e quinto anno.
A settembre è scattata la tutela assicurativa Inail nella scuola, resa strutturale dal decreto legge 90 del 2025. La misura copre oltre 10 milioni tra studenti e personale scolastico. Inoltre parte la nuova polizza sanitaria integrativa per oltre 1,2 milioni tra docenti, personale Ata ed educativo, dipendenti del Mim, con adesione automatica ma volontaria, aperta anche al personale a tempo determinato con incarico annuale o fino al termine delle attività didattiche.
Divieto di utilizzo del telefono cellulare durante lo svolgimento dell’attività didattica, e più in generale in orario scolastico. Non si possono usare gli smartphone durante l’orario scolastico nemmeno per fini didattici, e sono previste specifiche sanzioni disciplinari per chi trasgredisce.
Alle medie tornano i voti per la condotta e faranno media. Il voto dovrà essere riferito a tutto l’anno scolastico (non più al quadrimestre) e con il 5 a fine anno scatta la bocciatura. In caso di voto inferiore a sei, in sede di valutazione periodica, lo studente dovrà essere coinvolto in attività di cittadinanza attiva e solidale. Se si prende 6 in condotta, alle superiori, verrà generato un debito scolastico in educazione civica da recuperare a settembre. Il voto per il comportamento incide anche sui crediti per l’ammissione all’esame di Stato. Il punteggio più alto può essere assegnato solo agli alunni che hanno ottenuto da nove decimi in su.
L’allontanamento dalla scuola, fino a un massimo di due giorni, comporterà il coinvolgimento dell’alunno in attività scolastiche – assegnate dal consiglio di classe – di approfondimento sulle conseguenze dei comportamenti che hanno determinato il provvedimento disciplinare, che si concluderanno con la produzione di un elaborato critico su quanto si è appreso. Se la sospensione dura più di due giorni, lo studente dovrà essere impegnati in attività di cittadinanza solidale presso strutture convenzionate con le istituzioni scolastiche e individuate nell’ambito degli elenchi predisposti dall’amministrazione periferica del Mim.

















