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venerdì | 1 Marzo | 2024

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Federica Milioto: Il cibo che fa tornare. Dalla toga agli uliveti del nonno

C’è da scomettere che a Sciascia, maestro anche in cucina, la storia della sua conterranea, Federica Milioto, 32 anni, avvocata con una bella carriera avviata a Roma e ritornata a Racalmuto per occuparsi degli uliveti di nonno Alfonso, sarebbe piaciuta. “Non è stata certo una scelta facile decidere di ritornare in Sicilia- racconta Federica- quando già vivevo e lavoravo a Roma in uno studio legale. Un traguardo raggiunto dopo anni di sacrifici e di faticosa gavetta. Ma la mia nostalgia si trasformava in disagio di giorno in giorno che si placava soltanto quando ritornavo qui”.

Federica Milioto Be Sicily Mah
Federica Milioto: Il cibo che fa tornare. Dalla toga agli uliveti del nonno 2

Dalla toga alla terra. La storia di Federica Milioto

Era il 2018 quando Federica sceglie di capovolgere la sua vita e di immergersi in una nuova realtà. Lo fa a gamba tesa con la consapevolezza di rimettersi a studiare per imparare un mondo che conosceva solo superficialmente. Si iscrive ad un master in Food and Wine Managment e in seguito ottiene il diploma di
Sommelier dell’Olio. Le si schiude un mondo di conoscenze e competenze tecniche che non esita a mettere in campo.

Gli uliveti del nonno nelle “Terre di Zaccanello”

Dieci gli ettari in quelle “Terre di Zaccanello”, dal nome dell’omonima contrada, dove nonno Alfonso si prendeva amorevolmente cura dei suoi ulivi. Federica con piglio deciso innesta innovazione a tradizione e oggi nella sua azienda agricola associata fin dall’inizio al Consorzio Olio Igp Scilia, vengono coltivate diverse cultivar, ciascuna con la sua particolarità: Biacolilla, Nocellara del Belìce, Gioconda, specifica del territorio, e la Bella di Spagna.

L’olio “Notte Tempo”

Ma c’è un olio che rappresenta il simbolo della passione, della ricerca e dello studio di Federica e della sua famiglia, ed è il “Notte Tempo” , primo esperimento in Italia di raccolta manuale sotto le stelle e di immediata frangitura a freddo. Appena mille litri a stagione ma è già un successo internazionale. Un blend di Nocellara del Belìce e Biancolilla, di cui Federica parla con orgoglio. “ La raccolta avviene interamente a mano per tre, quattro giorni giorni e la facciamo di notte quando la temperatura è più bassa. Dalle 20 andiamo avanti senza sosta fino alle 4 del mattino circa illuminati dai fari che sistemiamo attorno. Le olive vengono frante appena colte con il risultato di restituire al palato il sapore autentico della prima sprimitura. La stessa sensazione -dice contenta- che provavo quando assaggiavo l’olio in compagnia di mio nonno”.

Un omaggio a Pirandello

Un pregiato capolavoro di gusto ma anche di arte che si completa nella cura del packaging con la bottiglia a forma di giara, un omaggio a Pirandello e l’etichetta, disegnata dall’artista siciliana, Rosangela Leotta, parla di una donna delicata ed eterea, quasi a voler anticipare i sentori dell’assaggio. Dalla toga al frantoio, la tenace Federica Milioto ha coinvolto papà Salvatore, mamma Daniela ed i fratelli Giulia ed Alfonso. “Terre di Zaccanello” è infatti un’esperienza rigenerante da vivere e da gustare immersi nei profumi, nei colori e sapori che la famiglia Milioto offre nell’ Oikos, un casale di charme del’700 restituito al suo splendore dopo un accurato lavoro di restauro dove bellezza e sostenibilità si legano in armonia cercando di ridurre al minimo l’impatto ambientale.
“Utilizzo dei pannelli solari, raccolta e filtraggio delle acque piovane- spiega Federica- per ridurre gli sprechi per l’irrigazione delle nostre terre . Insieme all’uso di saponi biodegradabili e, tra l’altro anche l’uso di rifiuti organici compostati per fertlizzati naturali”.

Sostenibilità

Ma non basta. S’invitano gli ospiti a ridurre l’uso di lattine o a riutilizzarle con creatività come portafiori o originali abat jour. Agli ospiti che sono gli amici da accogliere come a casa propria, non manca neanche la compagnia di due simpatiche mascotte, Bea, un Bovaro del Bernese e di Nudol, il trovatello che è stato adottato. Si può partecipare a corsi di assaggio, cooking class ma anche a momenti conviviali a tavola con i prodotti del loro orto ed anche organizzare eventi tra il fruscio delle fronde degli alberi di ulivi o di carrube e sotto i mandorleti per respirare l’atmosfera di una Sicilia antica dal fascino evergreen.

Un percorso lungo la “Via degli scrittori”

Instancabile, Federica ha anche creato dei percorsi ad hoc dove “l’oro verde” di “Terre di Zaccanello” è l’ambasciatore ideale che accompagna il turista alla scoperta dei luoghi di Sciascia lungo la
“Via degli scrittori”. Dalla casa museo realizzata da Pippo Falco ai sapori amati dall’autore di “Il giorno della civetta”, dai taralli alla cubaita. Perchè l’olio è cultura. Da secoli.

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Articolo di Giusy Messina

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