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venerdì | 23 Febbraio | 2024

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Palazzo Bonocore riapre a Palermo

Palermo si riappropria di uno dei suoi cuori, l’antico palazzo che si affaccia sulla sua piazza più nota. E da quassù la osserva sornione. Palazzo Bonocore aspira a diventare una delle “bussole culturali“ di cui ha bisogno la città, l’hub da cui partiranno direttrici diverse che cercheranno, tra vicoli, piazze, residenze, quelle coordinate necessarie per ritrovare l’anima più autentica di una capitale che è aperta verso l’Europa ma che è fiera del suo legame con il Mediterraneo. Palazzo Bonocore è un progetto politico nel suo senso più antico perché parla al cittadino, racconta la comunità e ne recupera la memoria, utilizza il patrimonio culturale come strumento e stimolo alla cittadinanza attiva. Tramite interviste, documentari, dibattiti si potrà comporre – sotto la guida di un rigoroso comitato scientifico – una programmazione culturale (mostre, exhibit interattivi, eventi, itinerari in città) in collaborazione con le Istituzioni, le organizzazioni, le associazioni, i cittadini che vorranno contribuire.

Ma Palazzo Bonocore sarà anche un luogo interattivo e in continuo mutamento, dove la memoria si rinnova e si rende presente, in cui ciascuno potrà scegliere il proprio percorso. Approfondite e meticolose ricerche d’archivio alla base per costruire una collezione immateriale interpretata tramite tecnologie di ultima generazione. Il primo capitolo sarà dedicato a Palermo Felicissima, al preciso periodo storico a cavallo tra fine Ottocento e inizi Novecento. L’inaugurazione, è avvenuta alla presenza delle istituzioni cittadine: l’arcivescovo Corrado Lorefice, l’assessore regionale alle Attività produttive Edy TamajoMaurizio Carta, assessore comunale alla Rigenerazione Urbana e Giulio Tantillo, presidente del Consiglio comunale; Alessia Davì, portavoce dell’assessore regionale ai Beni Culturali, Scarpinato; dei direttori dei Parchi archeologici di Segesta, Luigi Biondo, e Selinunte Felice Crescente; del presidente di CoopCulture, Adriano Rizzi.

Palazzo Bonocore è stato affidato dalla Diocesi di Palermo a CoopCulture attraverso un avviso pubblico. 

E’ un segno di rigenerazione per Palermo. Un luogo dove “accompagnare” i giovani verso la bellezza – ha detto monsignor Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo –; qui, tramite le nuove tecnologie, si potrà ripensare la città nella sua ricchezza di storia. Qui si potrà veramente ricostruire una Palermo Felicissima”. 

Porte aperte a tutti: Palazzo Bonocore è luogo di esperienze, di scambio, di apprendimento e di intrattenimento. In termini di risorse, unità di lavoro e di programmazione è un grande investimento di CoopCulture, realtà nella gestione e valorizzazione di alcuni tra i luoghi della cultura più importanti della Sicilia; soltanto a Palermo, l’Orto Botanico, lo Steri, il Museo archeologico Salinas, il museo d’arte contemporanea RISO, fino al Palazzo della Zisa e al complesso monumentale di Monreale. “Grazie alla sinergia con la Diocesi, restituiamo uno spazio aperto  alla città – spiega Letizia Casuccio, direttore generale di CoopCulture – un hub culturale di prossimità a disposizione di tutti, un centro di produzione e laboratorio di innovazione. Per i giovani sarà un catalizzatore di creatività e di ispirazione individuale; per le realtà associative, una casa inclusiva e interculturale per la rigenerazione sociale”.

Il comitato scientifico di Palazzo Bonocore. Ne fanno parte il direttore del MudaC Museo delle Arti Carrara e del Museo civico di Castelbuono Laura Barreca, il direttore generale di CoopCulture Letizia Casuccio, il direttore esecutivo del Museo Galileo e Museo di Storia della Scienza Roberto Ferrari, il professore di Arboricoltura e Coltivazioni arboree Paolo Inglese, il CEO di Strateghia ed esperto di marketing turistico e culturale Sebastiano Missineo, il pioniere della gamification in Italia Fabio Viola. A loro è demandato il compito di valutare le proposte giunte dalla città e farle proprie, costruendo un programma di iniziative che nascano e crescano sullo spazio.

La storia del Palazzo. Palazzo Bonocore è una residenza aristocratica edificata all’inizio del XVI secolo: il primo proprietario è Francesco Di Carlo che lo acquista nel 1547. Nel 1593 passa nelle mani del senatore di Palermo Stefano Conte, poi ai Gastone. Intorno alla metà del ‘700 Francesco Gastone, presidente del Tribunale, fece ampliare il palazzo per la figlia Margherita che sposò Francesco Antonio Lo Faso, duca di Serradifalco. I duchi abiteranno Palazzo Bonocore fino al 1829; ed è proprio ai Serradifalco che si deve la nuova facciata di gusto neoclassico su piazza Pretoria. Nel 1873 un ricco negoziante, Salvatore Bonocore, acquista il palazzo dall’ultima erede dei Lo Faso, Giuseppina Fardella. Negli anni Ottanta il suo atrio ha ospitato laboratori e sperimentazioni teatrali. L’edificio oggi è anche di proprietà di privati, il piano nobile  appartiene alla Curia Arcivescovile, ed è stato restaurato dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Palermo. La facciata su piazza Pretoria ha un pronao neoclassico; dallo scalone d’onore si accede ai saloni del piano nobile in parte affrescati, con una deliziosa “alcova” di gusto squisito.

E’ un lavoro che dura da parecchi anni, basato su lunghe ricerche: è una mostra-archivio organizzata per la fruizione – dice Luca Pintacuda di Odd Agency -. Abbiamo cercato di capire come la tecnologia in generale possa diventare un mezzo al servizio dell’utente, dal ragazzino allo storico: crediamo di esserci riusciti, Palermo Felicissima è soltanto un primo passo, ma anche un auspicio di buona speranza e di crescita per la città”. È il racconto di quella Palermo Felicissima che, nell’iconografia della città, si sistema su quel preciso periodo sociale e politico a cavallo tra Ottocento e Novecento, indicato come momento di fulgore europeo, di spinta imprenditoriale borghese, ma che ebbe anche le sue ombre. Sono gli anni in cui poche famiglie (quasi tutte giunte da fuori isola) cuciono su Palermo un racconto straordinario fatto di creatività, versatilità, crescita economica: primi fra tutti i Florio, in arrivo da Bagnara Calabra, ma anche Ingham e Whitaker dalla lontana Inghilterra, e pochi altri. Famiglie eleganti, fattive, che seppero cogliere le opportunità e coniugare la capacità imprenditoriale ad un gusto innato per il bello declinato su artisti, architetti, artigiani. Di tutto questo finora è mancato un racconto coordinato: le mostre, i libri, gli arredi, i documenti, le strutture architettoniche, i luoghi, tanti capitoli alla ricerca di un’unica direttrice narrativa.

Per produrre Palermo Felicissima, il team di lavoro, con il contributo del comitato storico-scientifico composto da Laura Barreca, Fabrizio Agnello e Ettore Sessa, ha studiato a lungo, spulciando archivi, collezioni private e pubbliche, studiando e raccogliendo spunti. Ne è nato un percorso scientifico mutuato sulle più moderne tecnologie; che si nutre di visioni, installazioni, postazioni, light books, proiezioni, realtà virtuale e intelligenza artificiale, seguendo una precisa timeline storica che mette in rapporto Palermo con il resto d’Europa. Sarà un viaggio che ognuno potrà ritagliarsi a sua immagine, seguendo direttrici autonome, nuclei tematici, personaggi. Adatto all’appassionato, al fine conoscitore, al curioso, allo studente, al turista. 

PALERMO FELICISSIMA – IL PERCORSO DELLA MOSTRA

INTRO – LA STORIA

L’esperienza inizia qui, da una timeline illustrativa dei principali fatti avvenuti a Palermo, e nel mondo, tra il 1870 e il 1914. Servirà per orientarsi all’interno della Belle Époque e di tutti quegli avvenimenti che la caratterizzano. Gli eventi saranno suddivisi per nuclei tematici che ricalcano quelli delle sale espositive della mostra: Architettura e Urbanistica, Economia, Società.

1. ARCHITETTURA E URBANISTICA

Installazioni interattive mostreranno le maggiori opere architettoniche della Palermo Felicissima, altre racconteranno le trasformazioni urbane della città tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento: il taglio di via Roma, la costruzione dei grandi teatri, la nascita di via Libertà. Postazioni touch screen e schede “fisiche” permetteranno di navigare tra la vita e le opere dei maggiori esponenti dell’Art Nouveau e dello stile Liberty nell’architettura e nell’arte.

2. ECONOMIA E SOCIETÀ

Un grande tavolo interattivo mostrerà i settori che hanno caratterizzato lo sviluppo economico ed industriale di Palermo e, più in generale, della Sicilia occidentale (le tonnare, l’estrazione dello zolfo, la produzione del Marsala, il settore bancario e assicurativo, trasporti navali, design di prodotto). Ai fatti che invece riguardano i fenomeni di costume come gli eventi, la moda, gli sport, le curiosità sulle vite dei personaggi di spicco, saranno dedicate due postazioni con libri interattivi che si popoleranno di testi, foto e animazioni. Ci sarà anche un libro di ricette d’epoca, che ripropone quelle che Matilde Incorpora ritrovò in uno scantinato, tra “cataste di legno, scatoloni, bauli e colli di ogni tipo”: libretti dai fogli Ingialliti dove, vergate con calligrafia ottocentesca, fanno bella mostra di sé 76 ricette del nonno di suo nonno, Giuseppe Incorpora, uno dei padri della fotografia italiana”. Ne è nato un libro, Il Fotografo cuoco – diario gastronomico di Giuseppe Incorpora. È il primo spunto che porterà alla digitalizzazione dell’intero patrimonio fotografico degli Incorpora.

3. FILM ANIMATO

Non si può parlare di una Palermo Felicissima senza fare riferimento alla famiglia Florio. Il team artistico di Odd Agency ha realizzato un film d’animazione sull’epopea della famiglia, che sarà proiettato su un grande schermo curvo ed immersivo. Dall’arrivo di Paolo e Ignazio Florio da Bagnara Calabra fino all’epilogo con Ignazio Jr., l’intera vicenda sarà raccontata da una narratrice d’eccezione, l’unica vera testimone delle loro vicende.

4. REALTÀ VIRTUALE: UN VIAGGIO A PALERMO NEL 1892

L’esperienza continua con postazioni con visori di realtà virtuale: sarà possibile fare una passeggiata virtuale nella Palermo del 1892. Il team VR di Odd Agency ha ricostruito fedelmente il percorso che va da piazza Verdi a piazza Castelnuovo, proponendo gli scenari dell’epoca. Il Teatro Massimo in costruzione, piazza Regalmici prima delle trasformazioni novecentesche, la scomparsa piazzetta Milazzo e, soprattutto, i padiglioni della grande Esposizione Nazionale del 1891/1892.

5. LA RAFFINATA ART NOUVEAU

Una stanza immersiva trasporterà il visitatore in un viaggio multi sensoriale che celebra l’estetica floreale e raffinata dell’Art Nouveau: una proiezione a 360° che darà vita ad un caleidoscopio di colori vivaci e forme sinuose.

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