domenica | 14 Aprile | 2024

ultimi articoli

Sicilia e Cinema: storia di un legame indissolubile

La Sicilia, da sempre, rappresenta uno scrigno prezioso di storie, immagini, racconti che il cinema ha saputo rappresentare e raccontare perfettamente.

La Trinacria come fonte di ispirazione, sorgente inesauribile dalla quale attingere.

Impossibile calcolare quante sceneggiature siano state ambientate in Sicilia (i recenti studi riferiscono di più di 2000 prodotti audiovisivi) ma una cosa è certa: il cinema si interessa della Sicilia perché la Sicilia è cinema. La paternità dell’aforisma è di Leonardo Sciascia, da sempre sostenitore del connubio tra l’isola e il mezzo cinematografico.

Palermo è la città più “prolifica” dell’isola in materia di ambientazioni, ma nel corso degli anni molti registi hanno deciso di far scoprire altre zone della nostra meravigliosa terra: nasce così un vero e proprio cineturismo, destinato a svilupparsi in modo sempre più radicale.

Emblematica, in questo senso, è la strada tracciata dal Commissario Montalbano.

Il primo episodio della collection di tv movie più longeva d’Italia è datato addirittura 1999.

La Palomar decise di scommettere sui romanzi di Andrea Camilleri, editi dalla Sellerio di Palermo, e di portarli in televisione.

Ai microfoni di Be Sicily Mag c’è Marco Camilli, produttore delegato della Palomar. Con lui ripercorriamo le tappe del rapporto tra la Sicilia e la nota casa di produzione romana, fondata nel 1986 da Carlo Degli Esposti.

Leader di settore con una comprovata esperienza nella realizzazione di film di qualità, tv drama e documentari, la Palomar dal 2019 è partner del gruppo internazionale Mediawan e nel tempo ha stretto importanti collaborazioni, proponendosi come interlocutore privilegiato nell’ambito delle coproduzioni europee.

aaf227b7 542c 4afe a411 7273adf76d79 2 - Be Sicily Mag
ph. Duccio Giordano

“Il primo Montalbano è stato girato nel 1998 – esordisce Camilli – ed è andato in onda nel 1999: 25 anni durante i quali tutto il Paese è cambiato profondamente. La provincia di Ragusa, in questi anni, ha avuto un’esplosione incredibile dal punto di vista del turismo. Montalbano è stato un catalizzatore prima e un acceleratore poi di una serie di dinamiche che definirei macroeconomiche. Per esempio, la riapertura dell’aeroporto di Comiso è un esempio di come il cineturismo abbia un’influenza notevole. Certamente la riapertura non è legata solo a Montalbano ma direi  che la ha favorita”.

I film e le fiction hanno il grande pregio di riuscire a far scoprire le bellezze del Belpaese: in questo senso la Sicilia, nell’ultimo trentennio, è stata davvero protagonista.

“Il lavoro di racconto filmico riesce a tirare fuori i gioielli del nostro Paese – prosegue Camilli – soprattutto quelli della Sicilia. È una terra che ci piace tantissimo per diversi motivi,: anche pratici, chiaramente. La potenza della luce siciliana, per chi deve raccontare con le immagini, è qualcosa di strepitoso: la luce è l’inchiostro fondamentale dei registi. Il clima poi è un vantaggio, così come il clima sociale che  si respira sul set: in Sicilia abbiamo trovato sempre delle situazioni di grande professionalità e rispetto per il nostro lavoro. L’isola, così come le zone del territorio napoletano, è legata ad una tradizione popolare di recitazione. Tutto questo rappresenta linfa vitale per realizzare un racconto vero e convincente”.

Montalbano ha tracciato la strada, il percorso da seguire, ma negli ultimi anni anche altre zone dell’isola hanno scoperto i benefici del cineturismo.

“Dopo tanti anni in cui tutto gravitava intorno al distretto di Montalbano, chiamiamolo così, mi sembra che il raggio d’azione si sia notevolmente allargato. Altri luoghi bellissimi della vostra terra sono stati raccontati: Màkari è alla terza stagione e stiamo già lavorando sulla quarta. La sceneggiatura è tutta ambientata nel trapanese e si sposta in location mozzafiato: la Riserva dello Zingaro è una cornice di grande impatto quanto la Tonnara di Scopello e l’isola di Favignana. Poi in primavera andrà in onda la serie dedicata a Vanina Guarrasi, il personaggio nato dalla penna di Cristina Cassar Scalia. La fiction si sviluppa nel catanese, dove il vicequestore palermitano lavora. Anche la politica ha compreso le potenzialità del territorio dal punto di vista del turismo, grazie a tutto l’indotto cinema”.

Quello tra la Sicilia e la Palomar è un legame profondo, destinato a non tramontare: “Camilleri ci ha fatto conoscere una terra mitica – racconta ancora Marco Camilli – ci siamo così tanto innamorati che adesso la stiamo approfondendo da più punti di vista: la Sicilia è un asset fondamentale per le nostre produzioni. Ci siamo sempre trovati bene sull’isola, vogliamo continuare a raccontarla sottolineando anche la strada verso la modernità intrapresa dal territorio. Per esempio, già in Camilleri stesso troviamo, oltre alla tradizione e alle radici, una grande innovazione. Per esempio, la trattazione del tema dei migranti o quello delle morti sul lavoro. In Màkari i personaggi rispettano le loro radici ma in un certo senso tendono anche ad affrancarsi dalla tradizione. Vanina è un vicequestore palermitano che abita a Catania, una donna dal carattere forte: i contorni della storia hanno indubbiamente una profonda modernità. Un percorso fortemente evolutivo – conclude Camilli – che la Sicilia ha avviato negli anni e che viene raccontato sul grande schermo”.

di Marco Capone

Condividi questo articolo sui tuoi social...

ULTIMI ARTICOLI

consigliato da be

non perderti

spot_img