giovedì | 20 Giugno | 2024
Simona Castanotto
Simona Castanotto
Giornalista pubblicista dal 2009, traduttrice e raccontastorie.

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Libri dalla Sicilia, “I Culura” di David Paleino: narrazione e scoperta per bambini

David Paleino in collaborazione con la Cademia Siciliana propone “I Culura”, un libro per bambini che in modo semplice e coinvolgente li pone alla scoperta dei colori attraverso la narrazione

Simona Castanotto
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Giornalista pubblicista dal 2009, traduttrice e raccontastorie.

La rubrica “Libri dalla Sicilia” di Be Sicily Mag, che celebra la tradizione letteraria e i migliori autori dell’Isola con recensioni di libri a tema, si sofferma su “I Culura”, un lavoro per bambini dell’autore David Paleino in collaborazione con la Cademia siciliana

La recensione del libro “I Culura

I culura”, adattamento di una storia hindi, è un delizioso libro per bambini che, attraverso un racconto semplice e coinvolgente, introduce i più piccoli ai nomi dei colori in siciliano. Questo racconto non solo diverte, ma arricchisce il vocabolario dei lettori con parole ed espressioni comuni del “dialetto” siculo.

La storia racconta di un simpaticissimo orso bianco che, spinto dalla fame, va alla ricerca di miele. Nel suo viaggio, l’animale s’imbatte in varie situazioni dalle quali esce colorato in modo buffo e imprevedibile. Dalle orecchie gialle a causa di una goccia di miele, alla pancia marrone dopo una caduta nel fango, fino alle mani blu per colpa di un campo di fiori, si trasforma in una tavolozza vivente. Ogni incontro con un nuovo colore è descritto con parole semplici e divertenti, che catturano l’attenzione dei bambini e li aiutano a memorizzare i termini in siciliano.

L’illustratrice ha svolto un lavoro eccellente nel rappresentare ogni cambiamento di colore, rendendo la storia ancora più coinvolgente e visivamente stimolante. Tavole gioiose che accompagnano il testo a perfezione, aiutando i bambini a collegare ogni sfumatura alla parola siciliana corrispondente.

Un aspetto particolarmente apprezzabile del libro è il modo in cui riesce a coniugare l’insegnamento dei colori con una narrazione che promuove l’esplorazione, la curiosità e l’accettazione di sé. L’orso bianco, attraverso le sue avventure, mostra ai giovani lettori che essere diversi e colorati è qualcosa di speciale e divertente.

I culura è un’aggiunta stimolante a qualsiasi collezione di libri per bambini, un regalo diverso dal solito, utile per chiunque voglia avvicinarsi alla lingua siciliana in modo frizzante e interattivo. Un piccolo gioiello educativo, che lascia un sorriso su ogni bocca… russa (rossa, ndr)!

“Questo libro fa parte di un progetto, arriva dopo i Cunti di Giufà da colorare, e abbiamo l’intenzione di proseguire lungo questa strada”, racconta l’autore David Paleino a Be Sicily Mag. “Rivolgersi ai bambini è una grossa responsabilità, perché i racconti possono influenzare profondamente lo sviluppo emotivo, e aiutarli a comprendere e gestire le emozioni e le paure”.

La storia della letteratura per bambini

Lungi dall’essere un’arte “minore”, la letteratura per l’infanzia ricopre un ruolo di tutto rispetto nel panorama letterario. Già nel I secolo, Fedro, traducendo e adattando l’opera di Esopo in latino, ha reso celebri racconti come La volpe e l’uva, che ancora oggi hanno un impatto sulla letteratura e sulla cultura mondiale. 

È parere di molti, che l’esordio della letteratura per bambini coincida con la pubblicazione dell’opera di Charles Perrault I racconti di mamma Oca, che raccoglie storie che si rifanno alla tradizione fiabesca popolare orale europea del Seicento. Altri sostengono invece, che il primo libro europeo di fiabe sia Lo cunto de li cunti di Giambattista Basile, pubblicato postumo. È nel secolo decimonono, che la letteratura per l’infanzia assume un ruolo pedagogico che andrà rafforzandosi con l’Unità, e avrà intenti didascalici e moralistici terribilmente tenaci. Gli scrittori sono per lo più addetti ai lavori: educatori e insegnanti indottrinati. 

Ma anche autori come Capuana, Gozzano e Pascoli, scrivono per bambini e ragazzi, e le case editrici intuiscono che questo mercato può rivelarsi redditizio. Come non citare Carlo Lorenzini, alias Collodi, con il racconto Viaggio nell’Italia di Giannettino, e specialmente Le avventure di Pinocchio, l’opera per l’infanzia italiana più famosa e tradotta di sempre! Ancora, vanno menzionati De Amicis, autore nel 1886 di Cuore, “libro … scritto per fare amare la scuola”, vissuta come luogo di formazione etica e civile, e Salgari, che pubblicherà ben ottantatré romanzi d’avventura e più di centocinquanta racconti, famoso soprattutto per La tigre della Malesia.

Nel dopoguerra, nonostante la bassa scolarizzazione, il clima politico dettato dalla Liberazione rinvigorisce tutta la letteratura. Siamo di fronte a una grande stagione della narrativa italiana e straniera, basti pensare che Einaudi pubblica Fiabe italiane di Italo Calvino e Le straordinarie avventure di Caterina di Elsa Morante.

Chiudiamo la nostra veloce carrellata con l’unico italiano a vincere il premio Andersen, Gianni Rodari, giornalista, poeta e scrittore: nel 1951 escono Il Libro delle Filastrocche e Il Romanzo di Cipollino, seguono le Favole al telefono, e tanti altri fino a Il Gioco dei quattro cantoni nel 1980. Il gran lavoro svolto da questi scrittori colmò il divario con l’Europa, dove già erano apparsi i capolavori di Carroll, Verne, Alcott, Montgomery o Burnett, che in Italia arriveranno tardi.

In Sicilia

La produzione letteraria per ragazzi e bambini in siciliano, non solo preserva e tramanda il “dialetto“, ma svolge anche un ruolo cruciale nella formazione culturale e identitaria delle giovani generazioni. Attraverso fiabe, racconti e poesie, i bambini vengono, infatti, introdotti alla ricca storia e alle tradizioni della loro terra natale.

La lettura di testi in siciliano, stimola lo sviluppo cognitivo e linguistico, arricchendo il vocabolario e migliorando la comprensione della struttura grammaticale della lingua che, con la sua musicalità e ricchezza espressiva, offre, infatti, un’esperienza unica ai suoi lettori. Le storie affrontano temi universali come l’amicizia, il coraggio, la generosità e la giustizia. Inoltre, sono profondamente radicate nella cultura siciliana, riflettendone il paesaggio e le tradizioni, i miti e le leggende locali.

I protagonisti sono spesso contadini, pescatori, animali parlanti e creature fantastiche, personaggi che incarnano valori e insegnamenti morali: avventure che hanno le radici nella tradizione orale, e che col passare del tempo sono state trascritte, preservando un patrimonio inestimabile. Uno degli esempi più emblematici è la figura di Giufà, un personaggio leggendario e popolare in molte culture del Mediterraneo, noto soprattutto per la sua ingenuità. Le storie di Giufà sono state adattate e raccontate in dialetto siciliano, diventando un pilastro della narrativa popolare.

Il più importante raccoglitore e studioso europeo di tradizioni popolari del XIX secolo fu Giuseppe Pitrè. Dedicò gran parte della vita alla raccolta di proverbi, indovinelli e fiabe. Un’impresa titanica, che sfociò in un’opera in venticinque volumi, la Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane, che comprende quattro volumi di Fiabe, novelle e racconti popolari locali.

La letteratura per bambini in siciliano merita di essere preservata e valorizzata, perché trasmette alle nuove generazioni non solo la lingua, ma anche l’anima della Sicilia. Tutelarla, significa investire nel futuro culturale dell’isola, assicurando che le radici profonde della sua identità continuino a fiorire nelle menti e nei cuori dei più giovani.

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