Un’originale iniziativa contro la violenza sulle donne e uno spot promozionale da condividere e diffondere. Il progetto “Chiedi di Lucia” è stato presentato a Siracusa con l’intento di favorire la conoscenza sul tema. L’obiettivo è quello di rafforzare la rete antiviolenza al fine di contrastare e prevenire i reati di genere. Il piano, grazie alla Prefettura e al coinvolgimento di una lunga serie di attività commerciali, prevede la sottoscrizione di un apposito protocollo, condiviso dalle forze dell’ordine e dalla Procura.
L’iniziativa “Chiedi di Lucia” contro la violenza sulle donne: come funziona
Il protocollo “Chiedi di Lucia” permetterà a una donna vittima di violenza di chiedere e trovare aiuto attraverso il messaggio in codice “C’è Lucia?”. Ciò farà scattare l’attivazione, in totale sicurezza, della rete di protezione a suo favore. L’esercente che aderisce all’iniziativa, nei casi in cui dovessero esserci messaggi di questo tipo, potrà girarli alle forze dell’ordine consentendo loro d’intervenire.
Il progetto ha preso vita a fine giugno, dopo la conclusione del primo ciclo di incontri formativi condotto dalle forze dell’ordine e rivolto agli operatori economici. Promossa dalla prefettura in collaborazione con i comuni di Siracusa, Avola, Lentini e Rosolini, la Procura, le forze dell’ordine, l’Asp e le associazioni di categoria, l’iniziativa ha sin da subito dato mostra della sua importanza, coinvolgendo tantissime persone.
I dati sulla violenza di genere nel siracusano
La presentazione dello spot che promuove l’iniziativa “Chiedi di Lucia” è avvenuta martedì 23 luglio alla presenza del procuratore di Siracusa, Sabrina Gambino; del sindaco della città, Francesco Italia; del comandante dei carabinieri, Gabriele Barecchia; del comandante della Finanza, Lucio Vaccaro, e del questore Roberto Pellicone. Nel corso dell’evento il prefetto di Siracusa, Raffaella Moscarella, ha commentato i numeri scoraggianti sulla violenza di genere nella provincia.
“Oltre il 60% dei reati che avvengono qui sono purtroppo legati alla violenza di genere. A confermarlo, del resto, sono le forze dell’ordine. Un numero davvero impressionante – ha aggiunto – che risulta essere tra i più alti d’Italia”. Sempre secondo i dati a disposizione delle autorità, sarebbero pochissime, ad oggi, le denunce legate a questo fenomeno. “Pensiamo che ci sia innanzitutto un problema di resistenza culturale, da qui l’esigenza di diffondere in maniera capillare i contenuti del progetto e di far diventare virale questo messaggio”.


















