Valorizzare e promuovere il patrimonio artistico e storico del “Liberty” di Canicattini Bagni attraverso un grande evento culturale che prevede mostre, conferenze ed eventi legati alla tradizione e agli antichi mestieri come, su tutti, quello dello “scalpellino” e del “falegname”. Andrà in scena sabato 3 agosto, nell’ambito dell’edizione 2024 del Festival del Mediterraneo, “Armonie Liberty, dalla pietra al legno”. Una manifestazione unica nel suo genere che permetterà ai visitatori e ai turisti (che, soprattutto in estate, a Canicattini, sono sempre tanti), di conoscere da molto vicino lo stile che caratterizza ancora oggi le splendide facciate e le porte realizzate artigianalmente tra le vie della cittadina iblea.
“Armonie Liberty”, lo spazio culturale espositivo al museo Tempo
“Armonie liberty, dalla pietra al legno” si apre con le visite allo spazio espositivo promosso dal museo Tempo nella centralissima via XX Settembre, dove, per l’occasione, si approfondiranno una serie di aspetti legati alla celebre corrente artistica a partite dalle architetture fino al design, passando per la moda e l’oreficeria. Tutto ciò con l’intento di coniugare la bellezza femminile e la natura, proprio come un tempo facevano gli artigiani e gli scalpellini nella realizzazione dei volti e delle numerose figure floreali scolpite su pietra calcarea e su legno.
Alle 18,30, nella sala conferenza del museo, l’antropologa Teresa Di Blasi della Sovrintendenza ai monumenti di Catania parlerà degli “Splendori di Sicilia” e poi, a seguire, sarà la volta di Rosario Amenta, che, con le sue fotografie, ha colto alla perfezione gli elementi di spicco dell’artigianato locale. Quindi si procederà all’inaugurazione della mostra degli oggetti che ripercorrono la storia del falegname Paolo Aiello, visitabile su appuntamento per tutto il mese di agosto e di settembre.
A seguire uno dei momenti più attesi, l’itinerario tematico lungo il percorso “liberty” del centro storico canicattinese, con il sottofondo musicale di Alessio Currò: la passeggiata si concluderà a palazzo Messina Carpinteri, la storica sede della biblioteca comunale di Canicattini, che conserva un’elegantissima porta in stile Liberty. A chiudere, in serata, sul palco della piazza cittadina, è prevista premiazione della “porta più elegante” del Liberty canicattinese.


Chi sono i falegnami e gli scalpellini: la tradizione
Tanti sono i falegnami locali che hanno tramandato la loro arte, e che, oltre agli strumenti destinati all’agricoltura, si occupavano già nel secolo scorso della realizzazione di arredi. I più bravi venivano considerati dei veri e propri “mobilieri”, e proprio ad essi le famiglie benestanti (ma non solo) si rivolgevano per dar vita ad una serie di mobili. Ancora oggi sono tantissimi anche i portoni (come, su tutti, quelli di alcune delle chiese cittadine e dei palazzi nobiliari), le porte e le finestre delle abitazioni ben visibili e conservati perfettamente grazie ad una metodologia utilizzata nella produzione che li rendeva praticamente “eterni”. Lo stesso avveniva per i salotti e per le sale da pranzo, oppure, in relazione alle famiglie più modeste, per la produzione di camere da letto, sedie e cassapanche.
Tra i tanti falegnami e le botteghe più rinomate del secolo scorso ci sono, oltre a Paolo Aiello (artigiano a cui, per l’appunto, è dedicata una rassegna), quella dei fratelli Santino e Salvatore Petrolito, di Sebastiano Cianci, Emanuele Amato, Paolo Puzzo, Sebastiano Di Domenico, Giovanni Pensavalle, Paolo Randazzo, Sebastiano Bonanno, Santo Ciarcià, Sebastiano Miano, Emanuele Reale, Francesco Matarazzo, Antonino Tordonato, Santo Aloisio, Sebastiano Amenta, Santo Di Mauro e Alfio Barbagallo. Per quanto riguarda gli scalpellini, invece, a Canicattini vi fu una vera e propria “scuola”. Già nell’800 si ricordano Antonino Bonaiuto, Paolo e Sebastiano Vasquez, Salvatore e Vincenzo Bonaiuto mentre negli anni a seguire vi furono, tra i tanti, Salvatore Gozzo, Pasquale Boncoraggio, Sebastiano Formica, Salvatore Romano, Mario Bonaiuto, Nicola Cultrera, Giuseppe Cassarino, Antonino Cultrera e Salvatore Cultrera.
E sono solo alcuni degli artigiani canicattinesi che diffusero la cosiddetta “art nouveau” ottenendo notorietà e successi anche al di fuori dall’ambito locale. Tanti di questi, ispirandosi ad un vago concetto di naturalismo, si cimentarono nella scultura di volti femminili divenendo anche dei veri e propri creatori di fiori di pietra, ma anche frutti, foglie e rami, a cui spesso accostavano proprio la donna dando sfogo, così, al loro estro per raggiungere quell’ideale artistico al quale aspiravano.



















