In occasione del ventitreesimo anniversario dell’attentato dell’11 settembre 2001 alle Torri Gemelle, la memoria continua a essere tanto vivida quanto dolorosa. Soprattutto per coloro che hanno vissuto il dramma da vicino. Tra le storie delle persone che si trovavano a New York quel giorno passato tragicamente alla storia, ce n’è una che emerge per la sua straordinaria semplicità: quella di Francesca Lo Monaco D’Angelo, una siciliana scampata alla morte grazie a un gesto quotidiano, quasi banale, ovvero quello di preparare la passata di pomodoro.
Francesca Lo Monaco D’Angelo e l’attentato dell’11 settembre 2001
Francesca Lo Monaco, originaria di Alcamo, in provincia di Trapani, si trasferì a New York negli anni ’70 con la sua famiglia. Come molti emigrati siciliani, inseguendo il sogno americano, è riuscita a costruirsi una carriera solida e una vita nuova nella Grande Mela. Lavorava come manager per la Fireman’s Fund Insurance Company, una delle principali compagnie assicurative con sede proprio all’interno delle Torri Gemelle. Nel 2001, il suo ufficio si era appena trasferito al 41esimo piano della Torre 2 del World Trade Center, la stessa che sarebbe stata colpita alle 9.03 di quel tragico martedì 11 settembre 2001.
Ma quel giorno, Francesca non era in ufficio. Un motivo apparentemente insignificante la tenne lontana dal suo posto di lavoro: la conserva di pomodoro. Un rituale di fine estate tipico del Sud Italia che la sua famiglia aveva ancora a cuore, nonostante il trasferimento. Il marito della donna, qualche giorno prima, aveva acquistato delle cassette di pomodori e le aveva chiesto se poteva prendere un giorno di ferie per preparare insieme la conserva. E così fu. “Ho chiesto a una collega di sostituirmi al lavoro e sono rimasta a casa”, ha spiegato in un’intervista di qualche anno fa.
La mattina dell’11 settembre 2001, dunque, Francesca aveva appena accompagnato le figlie a scuola quando ricevette una telefonata da sua cognata. “Mi chiese se fossi a casa, mi disse di accendere la televisione”. Era l’inizio dell’attacco terroristico. Alle 8:46 il primo aereo, il volo 11 dell’American Airlines, si era schiantato contro la Torre 1. Poco dopo, Francesca vide in diretta televisiva il secondo aereo colpire la Torre 2, la torre dove lavorava.
Tra i 50 dipendenti della Fireman’s Fund, nessuno perse la vita. Alcuni colleghi erano in ritardo, altri bloccati nel traffico, altri ancora avevano preso un giorno di ferie, come lei. Tuttavia, il peso emotivo di quella giornata rimane indelebile. “È il giorno più brutto della mia vita. Non dimenticherò mai il momento in cui ho visto crollare la Torre 2, dove c’era il mio ufficio. È come se una parte di me fosse morta con essa”, ha raccontato a Il Fatto Quotidiano.
Oggi, a distanza di 23 anni, Francesca ricorda quei momenti con gratitudine, ma anche con dolore. “Gesti comuni, ordinari, come preparare la conserva di pomodoro, possono salvarti la vita. Non era solo fortuna, era la vita che, in modo inspiegabile, si dispiegava in tutta la sua imprevedibilità” (Il Fatto Quotidiano).

L’attentato che ha segnato la storia del mondo: qualche informazione
L’anniversario della caduta delle Torri Gemelle, l’11 settembre 2001, ricorda uno degli eventi più drammatici e significativi della storia contemporanea. In quella data il gruppo terroristico al–Qaeda orchestrò una serie di attacchi negli Stati Uniti, di cui il più devastante fu proprio il dirottamento degli aerei civili che si schiantarono contro le Twin Towers del World Trade Center a New York e il Pentagono a Washington D.C.
Gli attacchi causarono la morte di quasi 3.000 persone e cambiarono profondamente la politica internazionale, innescando guerre e portando a una maggiore attenzione globale alla sicurezza e alla lotta al terrorismo. Ogni anno, il mondo si ferma per ricordare le vittime e riflettere su quanto accaduto, mantenendo viva la memoria di quell’evento tragico e delle sue conseguenze.




















