L’Autorità di Sistema Portuale (AdSP) del Mare di Sicilia Occidentale e il Comune di Palermo hanno pubblicato il bando del Concorso internazionale di idee per la progettazione di una nuova porzione del waterfront urbano della città: il nuovo Molo Sud, la riqualificazione del Foro Italico, il porticciolo di Sant’Erasmo e il Parco della Foce del fiume Oreto con una porzione della costa situata a Sud di quest’ultimo.
Il termine per la presentazione delle proposte è fissato a metà novembre. Il Concorso stabilirà una graduatoria di merito, con la distribuzione di un montepremi che ammonta complessivamente di 165 mila euro per i primi quattro classificati. Ad altre tre meritevoli proposte andrà un rimborso spese di 5 mila euro ciascuno.
Le 4 aree da riqualificare a Palermo col Concorso internazionale di idee
I progetti da presentare per il Concorso dovranno riguardare quattro macroaree:
- Il primo ambito comprende l’intero Molo Sud fino alla spiaggia urbana oggi occupata da una attività di ristorazione. Nell’area attualmente ci sono attività legate al diporto con piccole strutture, anche precarie, a servizio della nautica. La riorganizzazione delle funzioni consentirà un’ottimizzazione degli spazi e una maggiore efficienza per la nautica da diporto e per le nuove funzioni immaginate come sport acquatici e camminamenti ombreggiati fruibili all’utenza urbana al fine di costituire un punto privilegiato per la vista della città dal mare. A completamento delle aree disponibili si trova la Piazza Fonderia e la limitrofa porzione del porto della Cala, spazio da riconfigurare attraverso un camminamento in quota utile a connettere materialmente la città storica e il porto della Cala superando la cesura rappresentata dalla viabilità urbana.
- Il secondo ambito interessa tutta l’area del Foro Umberto I, luogo storicamente legato al tempo libero dei palermitani, oggi spazio ibrido negli usi. L’area si presenta come un grande spazio urbano a ridosso del mare che ha perso l’identità affidatagli dal progetto di Italo Rota e che negli anni ha sofferto a causa della poca attenzione riservatagli. I progetti dovranno generare spazi di condivisione quanto più aperti e fruibili a differenti utenti. Inoltre, gli interventi dovranno porre particolare attenzione alla componente vegetale del progetto e assicurare una spiccata sensibilità alla salvaguardia e alla valorizzazione paesaggistico-ambientale del paesaggio urbano e costiero.
- Il terzo ambito, contiguo al Foro Umberto I, si estende fino al porto di San’Erasmo comprendendolo. La porzione posta a nord è interessata da spazi vegetali e parcheggio di auto, oltre ad un affaccio a mare di recente interessato dal ripristino della pavimentazione. L’area costituita prevalentemente come spazio vegetale necessita di azioni di riconfigurazione degli spazi al fine di porsi anche come possibile filtro tra le attività ricreative e la città.
- Il quarto ambito, strettamente connesso alla foce del Fiume Oreto, costituisce una porzione della cosiddetta “Costa sud”. La presenza della foce costituisce un importante presidio paesaggistico per l’area ma al tempo stesso rappresenta una criticità in termini di pericolosità idraulica. È qui che si trovano l’Ecomuseo Mare Memoria Viva, lo Stand Florio e altri presidi culturali. I corpi edilizi, localizzati a ridosso di via Messina Marine, si pongono come separatori rispetto alle aree a ridosso del mare, in disuso, che attendono azioni di rifunzionalizzazione, volte alla fruizione pubblica nell’ottica di integrazione tra la città e il suo mare. Qui si auspicano spazi in grado di estendere la città fino al mare nell’ottica di integrazione tra paesaggio urbano, costiero e fluviale; un parco a forte valenza paesaggistica e culturale.


Pasqualino Monti: “Palermo guarda al futuro con un progetto ambizioso”
“Palermo guarda al futuro e lo fa dal waterfront. Con un progetto ambizioso, dal respiro internazionale, un punto di svolta per la città per la visione che ingloba, dove il mare è l’indiscusso protagonista e il verde non gioca un ruolo meno importante”, commenta il presidente dell’Autorità di Sistema portuale, Pasqualino Monti. “L’AdSP del Mare di Sicilia occidentale non si limita a migliorare l’infrastruttura portuale, ma si pone come motore di rinascita del waterfront, restituendo alla città aree precedentemente precluse. Qui, la dimensione portuale di “enclave” viene trasformata in una dimensione urbano-portuale, creando nuovi spazi condivisi per la fruizione del mare e un mix di funzioni. Gli interventi realizzati dall’Autorità hanno, infatti, già avviato un processo in cui il mare ritorna ad abbracciare la città, quasi invadendola e le funzioni introdotte negli ambiti portuali hanno aperto “nuovi varchi” che collegano quartieri storici e contemporanei, come il “quartiere d’acqua” realizzato sul molo Trapezoidale, oggi considerato un nuovo polo urbano di grande interesse”.

I commenti di Roberto Lagalla e Maurizio Carta
“Nell’idea di Palermo che la mia amministrazione sta portando avanti – spiega il sindaco Roberto Lagalla – a partire dalle direttive per il nuovo Piano Urbanistico Generale, il fronte a mare è un importante asse nord-sud su cui si agganciano alcune delle funzioni più importanti e si dispiegano le principali aree e i progetti bandiera per la città del futuro prossimo. È un asse di enormi potenzialità e risorse, composto da luoghi fragili e potenti allo stesso tempo che pretendono un progetto complessivo che ricucia le relazioni tra città e mare, che generi e rigeneri un nuovo fronte a mare, che sia propulsore di economie sostenibili”.
Si aggiunge la dichiarazione dell’assessore alla Rigenerazione urbana, Maurizio Carta: “Il concorso di idee per il Foro Italico e l’area di Sant’Erasmo-Oreto non è un semplice concorso di architettura ma è parte importante di una strategia di rigenerazione e sviluppo di Palermo, perché consente di avviare una riflessione internazionale su un’area preziosissima che dialoga con due grandi elementi identitari della città: il porto e il centro storico. Il concorso, quindi, serve ad avere idee dalle migliori competenze mondiali per un nuovo assetto del Foro Umberto I come spazio ibrido e multifunzionale, legato ad attività culturali e al tempo libero, con percorsi ciclopedonali ombreggiati, un luogo nel quale la dimensione vegetale sia protagonista, un grande terrazzo vegetale sul mare con passerelle, pontili e persino piccole piattaforme galleggianti. A questa parte centrale e principale del concorso si affianca la necessità di riconfigurare l’ambito del porto di Sant’Erasmo, anche attraverso l’integrazione delle funzioni esistenti con quelle nuove e legate alla fruizione del mare, come luogo per lo sport e per il tempo libero, e riproporre quel legame storico che le borgate marinare hanno con il mare, connettendosi meglio con il nascente parco della foce del fiume Oreto, integrando la dimensione naturale e paesaggistica con quella culturale e sociale, fino a comprendere porzioni della costa sud. Infine, il concorso chiede di ridefinire il molo Sud per completare la bellezza e l’attrattività del porto della Cala, dotandolo di servizi per la nautica e per gli sport acquatici, immaginando percorsi e spazi per una visione privilegiata della città dal mare. Oltre a queste richieste progettuali, il concorso chiede l’elaborazione di altre due componenti cruciali per la ricucitura: due passerelle di alta qualità architettonica e paesaggistica, una tra la Cala e piazza Fonderia e un’altra davanti al porticciolo di Sant’Erasmo, per rendere più agevole il passaggio tra la parte costiera e la parte più urbana”.




















