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“L’amore che ho”, a maggio al cinema il film sulla vita di Rosa Balistreri: trama e cast

Nelle sale cinematografiche dall'8 maggio 2025 "L'amore che ho", il film di Paolo Licata che racconta la vita travagliata della cantautrice siciliana Rosa Balistreri

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Dopo il positivo debutto al 42° Torino Film Festival, “L’amore che ho” arriva al cinema dall’8 maggio 2025: il film di Paolo Licata ripercorre le gioie ed i dolori che hanno costellato la vita di Rosa Balistreri, leggendaria interprete della canzone popolare siciliana

Trama e cast del film “L’amore che ho” su Rosa Balistreri

Il titolo del film, “L’amore che ho” deriva da quello della canzone di Rosa Balistreri L’amuri ca v’haiu ed è liberamente ispirato all’omonimo romanzo scritto da Luca Torregrossa, nipote dell’artista e sceneggiatore del film insieme a Maurizio QuaglianaHeidrun Schleef e Antonio Guadalupi

La pellicola è ambientata nel 1990, anno della morte di Rosa Balistreri, che sessantatreenne fu colpita da un ictus. La trama ruota attorno alle relazioni familiari della nota cantautrice. Dopo aver perso tante opportunità, infatti, la donna sente il bisogno di ricucire il rapporto con la figlia Angela, ormai quarantenne, con cui è sempre stata in conflitto. In particolare, quest’ultima la additava come una donna assente, più concentrata sulla sua carriera che non sulla vita privata. Determinata a dimostrare di meritare una seconda chance, Rosa è disposta a qualsiasi sacrificio. È così che decide di vivere nella buia e angusta cantina della casa della figlia e di guadagnarsi da vivere esibendosi nei piccoli paesi dell’entroterra siciliano. Le vicende del presente s’intrecciano con quelle del passato, che riaffiorano sotto forma di ricordi nella mente della cantautrice. Dalle lunghe giornate da bambina trascorse a lavorare nei campi, passando per un matrimonio forzato e tanti amori dall’epilogo infelice, fino al successo conquistato con fatica, la donna fa coraggiosamente i conti con una vita segnata da ostacoli e difficoltà.  

Rosa Balistreri nel film “L’amore che ho” è interpretata nelle varie fasi della sua vita da Lucia SardoDonatella Finocchiaro, Anita Pomario e Martina ZiamiTania Bambaci recita nel ruolo di Angela, figlia di Rosa e personaggio cardine della narrazione, mentre Vincenzo Ferrara presta il volto ad Emanuele, il padre di Rosa, paladino dei valori di un tempo e promotore di un modello di famiglia patriarcale. Nel cast anche Carmen Consoli, che ha sempre considerato la cantautrice una fonte d’ispirazione per la sua musica e ha firmato la colonna sonora originale della pellicola. 

Carmen Consoli in L'amore che ho, film su Rosa Balistreri
Carmen Consoli e Lucia Sardo

Chi era Rosa Balistreri, dalla miseria alla fama: la vita tormentata della cuntastorie

Rosa Balistreri nasce a Licata nel 1927 da una famiglia poverissima, le cui uniche entrate provengono dal lavoro di falegnameria del padre. A soli 16 anni viene costretta a sposare Giacomo Torregrossa, un uomo definito dalla stessa Rosa come “latru, jucaturi e ‘mbriacuni” (dal dialetto siciliano “ladro, giocatore d’azzardo e ubriacone”), da cui avrà la figlia Angela. La cantautrice tenta anche di ucciderlo, ma essendosi subito costituita ed essendo lui sopravvissuto riesce a evitare il carcere.

Per mantenere sé e la figlia, Rosa Balistreri è costretta a fare molti lavori nel corso della sua vita: inizialmente trova impiego in una vetreria, poi come raccoglitrice e venditrice di lumache, capperi, fichi d’india e sarde. Mentre lavora presso una famiglia, viene denunciata per furto e arrestata. Dopo alcuni mesi trascorsi in carcere, si trasferisce insieme al fratello a Palermo, dove lavora come sagrestana della chiesa di Santa Maria degli Agonizzanti per conto della famiglia Tasca. A seguito delle molestie subite dal prete della parrocchia, viene forzatamente allontanata e, dopo avere rubato i soldi delle cassette dell’elemosina, parte col fratello Vincenzo per Firenze.

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In Toscana Rosa Balistreri conosce il pittore Manfredi Lombardi, con cui convive per 12 anni. È proprio lui a instradarla nel mondo dell’arte e a farle incontrare artisti come Mario De Micheli, Ignazio Buttitta e Dario Fo. Nel 1966 e nel 1969 la donna partecipa alle prime due edizioni di Ci ragiono e canto, uno spettacolo di canzoni popolari il cui regista è proprio Dario Fo. Nel 1973 riesce anche a passare le selezioni del Festival di Sanremo, ma viene poi esclusa perché il brano Terra ca nun senti non era stato ritenuto inedito.

Il ritorno di Rosa Balistreri in Sicilia risale al 1971. Dopo avere scoperto di essere stata tradita da Manfredi Lombardi, la cantautrice cade in depressione e decide di tornare alle sue origini. A Palermo si spegne il 20 settembre 1990, a seguito di un ricovero per un ictus celebrale all’ospedale Villa Sofia. 

Articolo di Gaia Pitarresi

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