Nella giornata di ieri, lunedì 28 aprile, ha avuto luogo, presso gli spazi di Scenario Pubblico di Catania, la conferenza stampa di presentazione del FIC Festival. È stato annunciato il calendario degli eventi che si susseguiranno dal 29 aprile all’11 maggio, per un totale di tredici giorni tra musica, teatro, rappresentazioni e danze. La kermesse è promossa da Scenario Pubblico / Compagnia Zappalà Danza – Centro di Rilevante Interesse Nazionale, sotto la direzione artistica di Roberto Zappalà.
Torna a Catania il FIC Festival
Il FIC Festival è un evento dallo spirito gioviale e frizzante, che è emerso anche nel corso della conferenza stampa, in cui Maria Inguscio ha presentato con profondo entusiasmo e precisione quello che accadrà nei prossimi giorni. Roberto Zappalà – direttore artistico del FIC Festival – ha altresì spiegato come sarebbe stato molto più semplice fare un festival solo della danza, data la natura della sua Compagnia. Il direttore artistico tuttavia ha avvertito la necessità di proporre a Catania un qualcosa di più penetrante e più coinvolgente.

Università, istituzioni ed associazioni. Saranno tanti gli enti coinvolti in questo festival, così come le location nelle quali si eseguiranno gli eventi in programmazione: dal Teatro Massimo Bellini all’Associazione Musicale Etnea, che saranno anche curatori di alcuni degli eventi del FIC Festival. Anche l’Università di Catania, nello specifico il CUT – Centro Universitario Teatrale – sarà punto nevralgico per molti appuntamenti previsti in scaletta. Coinvolti altresì Isola Cultural Hub, la Fondazione Brodbeck e il Palazzo Biscari che sarà teatro dell’evento di chiusura del FIC Festival con dj set e party finale.
“Aspettando il Fuji”: Catania omaggia la giornata internazionale della danza
In occasione dalla Giornata Internazionale della Danza, che si celebra il 29 aprile, inoltre, il FIC Festival vuole fare un dono alla città con uno spettacolo in una location particolarmente suggestiva: Aspettando il Fuji. Una performance che anticipa la nuova creazione di Roberto Zappalà dal titolo Brother to Brother: dall’Etna al Fuji e che sarà presentato a Modena il prossimo ottobre. La kermasse, quindi, debutterà con questo evento aperto a tutti in Piazza Dante, davanti all’imponente chiesa di San Nicolò l’Arena.

Le origini del Festival
In molti si sono chiesti del perché il Festival si chiami FIC e quale sia il significato dell’acronimo. La scelta non è affatto causale, in quanto sta per Focolaio di Infezione Creativa. La sigla sintetizza lo scopo del festival, ovvero diffondere in maniera più capillare l’arte come un’infezione che si propaga e genera nuove connessioni, conformemente a quanto detto nel corso della conferenza stampa sull’importanza di proporre eventi culturali che abbraccino i vari luoghi della città di Catania. In un periodo sempre più caratterizzato dall’isolamento sociale e dove le nuovissime generazioni prediligono il mondo virtuale, è arrivato il momento di cambiare tendenza rafforzando gli incontri dal vivo.
Anche la spilla da balia, presente in locandine e brochure, è emblema del Festival stesso. Simbolo di unione tra tradizione, contemporaneità e collaborazione tra istituzioni, essa manifesta il desiderio di Scenario Pubblico di promuovere un dialogo tra le eccellenze culturali del territorio.

Il calendario del FIC Festival
Ben 25 appuntamenti e oltre 150 artisti coinvolti nel calendario fitto di eventi del FIC Festival che fondano danza, musica e arti visive. Tra i protagonisti immancabili la Compagnia Zappalà Danza e quella di Virgilio Sieni, il violoncellista Mario Brunello ed i tamburi giapponesi del Munedaiko. Non mancheranno altre realtà artistiche consolidate, ma l’organizzazione lascerà ampio spazio anche a talenti emergenti, workshop e mostre.















