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Il FIC Festival colora Catania con una parata all’insegna della “Gentilezza”, tra danza e valori

Il Festival, con la direzione artistica di Roberto Zappalà, andrà avanti fino al 10 maggio con workshop, consultazioni poetiche di attori, laboratori, concerti e spettacoli di ogni genere in varie zone di Catania

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Incursioni urbane di danza, musica e drammaturgia hanno reso l’atmosfera del centro storico di Catania calda e avvolgente. La Gentilezza, intesa come pratica relazionale e culturale, capace di trasformare lo spazio pubblico in luogo d’incontro, è stato il tema della festa inaugurale della settima edizione di “Catania Contemporanea/FIC Festival“, promosso da Scenario Pubblico – Compagnia Zappalà Danza, con la direzione artistica di Roberto Zappalà.

Ogni forma di arte è diventata un “focolaio di infezione creativa”. Un ricco programma di spettacoli, workshop e progetti diffusi nello spazio urbano che ospita, fino al 10 maggio, 38 eventi sparsi per la città e circa 200 artisti italiani e internazionali che si esprimeranno attraverso esperienze immersive e diffuse. La città sarà un vero e proprio focolaio contagioso d’arte. 

L’inaugurazione come omaggio alla danza della gentilezza

Nella Giornata Mondiale della Danza, la festa inaugurale del Catania Contemporanea/FIC Festival è stata davvero un contagio di gentilezza e positività, un gesto di affetto per la città. Passanti e turisti stranieri si sono fatti travolgere dall’allegria della Bloom’s Parade che ha percorso via Etnea, con partenza da villa Bellini fino a piazza Duomo. Alla parata hanno partecipato il collettivo SicilyMade, la banda di Avola e duecento cittadini con abiti coloratissimi, di ogni età, attori e ballerini, agghindati con fiori freschi donati ai passanti, tra baci, danze e slogan dolcemente pronunciati. L’arte si è fatta veicolo di promozione culturale, con la gentilezza come comportamento quotidiano, fatto di saluto, cortesia, tono pacato della voce, ascolto. Una parola semplice, ma necessaria.

La parata si è dissolta in piazza Duomo, dove  si sono esibiti vari artisti con uno spettacolo per “Carne e Verbo“, che ha visto i ballerini della Compagnia Zappalà Danza insieme agli attori del Teatro Stabile di Catania, all’Ensemble d’Archi del Conservatorio Bellini e al soprano Marianna Cappellani. Un connubio, che ha estasiato il numeroso pubblico in piazza, con un finale a sorpresa. Al termine delle performance, ballerini e attori hanno coinvolto i cittadini in una sorta di discoteca improvvisata, attorno dell’elefante, simbolo della città di Catania. Tutti insieme hanno ballato musica dance in un’armosfera di amicizia e fratellanza. È così che l’arte incontra la città, senza dover pagare un biglietto, ma lasciando le porte aperte a chiunque voglia prenderne parte. Un festival inclusivo in tutti i sensi.

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Cos’è il FIC Festival 

Il FIC Festival è nato nel 2018, con l’intento di contribuire allo sviluppo della città attraverso le arti contemporanee, grazie ad un comitato promotore formato da alcune delle più significative realtà culturali, artistiche e formative del territorio. L’Associazione Musicale Etnea, il Conservatorio Vincenzo Bellini, DISUM/Università di Catania, la Fondazione OELLE Mediterraneo Antico ETS, Isola Catania, Scenario Pubblico/Compagnia Zappalà Danza, il Teatro Stabile di Catania concorrono alla costruzione del Festival attraverso un modello di lavoro corale, in una visione unitaria coordinata da Roberto Zappalà. Il Festival è patrocinato dal comune di Catania ed è realizzato con il sostegno della Camera di Commercio del Sud Est Sicilia.

Leggi anche:  FIC Festival, a Catania torna la kermesse tra danza, musica, teatro e rappresentazioni artistiche

Il programma

Nei prossimi giorni ci saranno workshop, consultazioni poetiche di attori, laboratori, concerti, spettacoli di ogni genere in varie parti della città: teatri, chiese, parchi, piazze, cinema e luoghi non convenzionali. 

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I workshop sono importanti opportunità rivolte a danzatori professionisti e studenti avanzati che vogliono confrontarsi con i linguaggi più autorevoli della danza contemporanea internazionale. Saranno otto giorni di studio intensivo, con un massimo di trenta partecipanti, con docenti provenienti dalle compagnie più influenti della scena mondiale. 

I prossimi appuntamenti vedranno grandi performance, come quella del primo maggio, al Parco Gioeni, sarà una giornata piena di stimoli diversi, poeti, musicisti e danzatori saranno in mezzo alla gente. Anche questa è un’idea di condivisione paritaria con il pubblico.

Ampio spazio avrà la programmazione musicale. Inoltre, si faranno dialogare arcaico e contemporaneo. Altro tema importante: il Sud non è ai margini della cultura contemporanea, ma può essere protagonista e punto di riferimento nel dialogo artistico con il Mediterraneo e con il mondo.

Il programma completo del FIC Festival 2026 è disponibile sul sito ufficiale.

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