Lo scenario internazionale è complesso e le incognite sono tante, dai dazi alle tendenze no-alcool che fanno sempre più proseliti. Ma sono i numeri a dare forza (e coraggio) al settore vitivinicolo, tracciando la strada che Assovini percorre da 26 anni e che dal 6 al 10 maggio porterà l’associazione che riunisce le più importanti aziende siciliane a tagliare il traguardo della ventunesima edizione di Sicilia En Primeur. Sarà Modica, quest’anno, ad ospitare l’evento che lunedì 14 aprile è stato presentato a Palermo, nel quartier generale di Unicredit di via Magliocco.
Sicilia En Primeur 2025: export in crescita e la sfida dei mercati globali
Gli incoraggianti numeri del settore sono stati snocciolati durante la conferenza stampa da Denis Pantini, responsabile Wine Monitor Nomisma, che ha presentato il report dell’Osservatorio sulla competitività delle Regioni del Vino. Che la Sicilia enologica sia sempre più bianchista è ormai acclarato e i dati confermano la costante ascesa dell’export dei bianchi Dop siciliani che già l’anno scorso facevano registrare un +7,8% rispetto all’anno precedente e che oggi aggiungono un ulteriore + 8,9%. Volano le bollicine, con un dato nazionale di +6% a valore, trainato soprattutto dagli spumanti tricolori (+9%) le cui esportazioni incidono ormai per il 30% sulle vendite frontiera complessive di vino italiano. A trainare è ça va sans dire il Prosecco, il cui export sui mercati mondiali è aumentato dell’11% nell’ultimo anno. Tornando ai vini siciliani, continua la lenta discesa dei rossi Dop che registrano un nuovo segno negativo d’export con riduzioni del 4,5% nel 2023 e del 2,9% nel 2024.

Se l’Italia figura come il paese il cui export di vino è cresciuto di più tra tutti i competitor – con un eccellente +60% contro il +51% della Francia e il +33 della Nuova Zelanda – tra i top mercati di destinazione per i vini siciliani sono stati registrati incrementi a due cifre nel Regno Unito (+37%), in Russia (+34%), in Germania, Canada e Usa. A proposito di americani: dalla consumer survey del rapporto Wine Monitor sulla competitività delle regioni del Vino emerge che nei tre Stati di maggior consumo (New York, California e Florida) la Sicilia e la Toscana vengono indicate come le regioni italiane che producono i vini di maggior qualità, tanto che 6 americani su 10 dichiarano di conoscere almeno un vino siciliano e 2 su 10 di averlo anche consumato.
Le sfide di Assovini
Non è un caso che Mariangela Cambria, presidente di Assovini Sicilia, sottolinei che “il vino siciliano è uno dei simboli della cultura mediterranea, un elemento essenziale della cultura universale, che attraversa secoli e civiltà. La sfida alla quale siamo chiamati a rispondere – aggiunge – è tutelare il valore culturale del vino contro dinamiche internazionali restrittive e promuoverlo come espressione di civiltà, conoscenza, bellezza e tradizione”.

Con i piedi ben saldi in un passato che ben pochi possono vantare ma pronti alle sfide di un futuro che nell’economia del vino è quotidianità, Sicilia En Primeur si prepara dunque alla consueta maratona di visite alle aziende vitivinicole, degustazioni tecniche, incontri con i produttori, talk e convegni con un focus specifico dedicato quest’anno a enoturismo ed export che vedrà ospite, tra gli altri, il Master of Wine Andrea Lonardi. Un format collaudato che ha nella stampa internazionale i propri interlocutori principali. E se sono stati 106 i giornalisti provenienti da tutto il mondo che hanno partecipato alla scorsa edizione di SEP, la magnificenza barocca di uno dei gioielli Unesco del Sud Est siciliano potrebbe fare arrivare a Modica un numero ancora maggiore di giornalisti internazionali, pronti a raccontare le mille sfaccettature del vino siciliano e un territorio che, anche grazie al vino, vive un innegabile rinascimento turistico e culturale.


















