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Tagano di Aragona: una ricetta che accompagna il sabato di Pasqua in provincia di Agrigento

Un tegame fatto con pasta, uova, formaggio e tante spezie viene preparato il sabato di Pasqua in una tradizione che va avanti da anni

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Quella del tagano di Aragona è una delle ricette pasquali più conosciute della provincia di Agrigento. Figlio di una tradizione centenaria, è un timballo fatto di tanta pasta, uova, formaggio e spezie varie. Esso viene, da tradizione, preparato il sabato antecedente la Pasqua, con tutte le famiglie della zona che si riuniscono per portare avanti un vero e proprio rito culinario che si tramanda da generazioni.

La leggenda dietro il tagano di Aragona

Dietro il tagano di Aragona si cela una storia secolare. Una leggenda racconta di una abitante del Comune in provincia di Agrigento, madre di un gran numero di figli, che proprio per Pasqua nutriva il desiderio di preparare qualcosa di buono per farli felici. Essendo però una umile contadina e non avendo la sua famiglia grandi disponibilità economiche, pensò di preparare un timballo, mettendo dentro tutti gli ingredienti che aveva nella dispensa e infornandolo.

Gli ingredienti presenti nella ricetta del tagano di Aragona riconducono proprio all’agricoltura e alla pastorizia: pasta, formaggio, uova, prezzemolo e qualche spezia. La leggenda vuole che il gusto della pietanza sia piaciuto ai bambini, al punto da farla diventare una tradizione.

Il nome, in dialetto taganu, deriva dal tegame, cioè il contenitore in cui il timballo veniva inserito per la cottura. In passato, veniva utilizzato infatti un vaso di creta. Adesso, il piatto viene preparato dentro ad una moderna pentola alta, anche se alcuni preferiscono mantenere viva la tradizione con il vaso di terracotta.

La ricetta del tagano di Aragona

La ricetta del tagano di Aragona prevede l’utilizzo di questi ingredienti per sei persone:

  • 1 kg di rigatoni
  • 500 gr di formaggio grattugiato
  • 1 kg di tuma
  • 40/50 uova
  • prezzemolo q.b.
  • sale q.b.
  • cannella q.b.
  • zafferano q.b.
  • tritato di carne o polpette (facoltativo)
  • pan grattato (facoltativo)

È necessario innanzitutto cuocere la pasta per 7/8 minuti (preferibilmente con un po’ di olio dentro l’acqua di cottura) e nel frattempo sbattere le uova con il formaggio grattato, spezie, prezzemolo e sale. L’olio nella pentola contribuisce anche ad evitare che il composto si attacchi. Poi, la pasta va posta dentro le uova sbattute, creando un composto. Quest’ultimo dovrà andare a formare diversi strati, ognuno con sopra la tuma a fette. A questo punto, il tegame va infornato per circa due ore e mezza, coprendolo con la carta stagnola per il primi 90 minuti. Dopo la cottura, il piatto va fatto riposare per 1/2 ore. La tradizione vuole che il timballo venga tagliato a fette prima di essere gustato.

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Le varianti

Con il passare del tempo la ricetta del tagano di Aragona ha subito delle variazioni. Oggi molte famiglie propongono delle varianti, aggiungendo al composto le polpette fritte o il tritato di carne. Alcuni, invece, aggiungono la ricotta oppure del vino bianco o del brodo vegetale per dare maggiore sapore al timballo. Data l’abbondanza del pasto, questo viene consumato anche durante i giorni successivi, come ad esempio la domenica di Pasqua oppure durante Pasquetta.

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Negli ultimi tempi, il tagano di Aragona è diventato anche un prodotto commerciale, proposto dunque da panifici e ristoranti anche nelle settimane precedenti alla Pasqua in tutta la provincia di Agrigento.

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Gli ingredienti del Tagano di Aragona

La tradizione che unisce la famiglia

Un aspetto molto importante relativo alla tradizione del tagano di Aragona è il sentimento di unione che si crea nelle famiglie durante la fase di preparazione. L’odore del timballo inonda le vie del paese, con bambini e adulti che si riuniscono, solitamente dalle nonne.

Il taganu è un vero e proprio motivo di orgoglio per Aragona. L’unica altra località che lo propone in occasione del sabato di Pasqua è infatti Comitini, cittadina confinante che, data la vicinanza, ha assorbito la cultura tradizionale del suo paese gemello.

Anche i fuorisede aragonesi (circa 9 mila iscritti all’AIRE e tantissimi altri sparsi per l’Italia), ovunque si trovino, sono abituati a portare avanti a distanza la tradizione del taganu, pubblicando le foto sui social network.

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