Ha lasciato Palermo a soli quindici anni per inseguire il suo sogno. Oggi, Federica Bona di anni ne ha ventisei ed è una ballerina professionista del corpo di ballo del Teatro Nazionale di Praga. La sua storia è raccontata in un libro autobiografico, dal titolo “La bambina che amava danzare”. In una intervista rilasciata a Be Sicily Mag, l’artista siciliana ha ripercorso le tappe principali del suo percorso artistico e umano, lanciando un messaggio di speranza e determinazione alle nuove generazioni.
Federica Bona e la danza, una passione nata da bambina
“Avevo cinque anni quando ho messo piede per la prima volta in una sala di danza ed è stato amore a prima vista”, ricorda Federica Bona. Prima anni di studio a Palermo al fianco della maestra Candida Amato, poi la decisione di partire. “Trasferirmi a Milano è stato emozionante, ma anche molto difficile. Sentivo la mancanza della mia famiglia, della Sicilia, dei miei amici. Ma sapevo che stavo inseguendo qualcosa di grande”. Nel 2018 si è diplomata alla Scuola di Ballo del Teatro alla Scala di Milano, ma era solo l’inizio del suo viaggio. Un percorso fatto di rinunce, lontananza da casa, ma anche di momenti indimenticabili, come calcare il prestigioso palcoscenico scaligero.

Dopo il diploma, Federica Bona ha lavorato per alcuni mesi al Teatro San Carlo di Napoli nella produzione del Lago dei Cigni. È proprio questo progetto che le ha aperto le porte del mondo della danza oltre i confini. “Desideravo confrontarmi con un contesto internazionale e ho scelto il Balletto Nazionale Ceco per il suo repertorio ricco, che comprende i grandi titoli del balletto classico come La Bayadère, Lo Schiaccianoci e ovviamente Il Lago dei Cigni”. Dopo un’audizione andata a buon fine, il contratto si è rinnovato anno dopo anno. Oggi, la ballerina danza da sei stagioni a Praga, in uno dei teatri più prestigiosi del continente.


“La bambina che amava danzare” di Federica Bona
Nella sua intervista a Be Sicily Mag, Federica Bona ha spiegato cosa l’ha spinta a scrivere il suo primo libro, dal titolo “La bambina che amava danzare”, edito da Scatole Parlanti. “Mi piacerebbe essere un punto di riferimento per le giovani generazioni, soprattutto per chi sogna di diventare ballerino o ballerina e magari ha paura di non farcela. Quando ero piccola, mi sarebbe stato utile leggere una storia come la mia”. Il libro è infatti un messaggio positivo, rivolto a tutti coloro che credono nei propri sogni, dentro e fuori la danza.
La passione per la scrittura non è tuttavia inedita, perché già negli anni passati la ballerina aveva raccontato la sua quotidianità attraverso il suo blog. Inoltre, nel 2022 si è laureata in Comunicazione d’impresa nel mondo digitale.

The Vegan Ballerina: danza, stile di vita e ispirazione
Nel 2020, Federica Bona ha aperto anche un canale YouTube, The Vegan Ballerina, che ad oggi conta nove mila iscritti. È un diario digitale dove racconta la vita da ballerina professionista, mostrando il dietro le quinte e gli spettacoli. “Quando ero piccola sognavo di danzare, ma non sapevo come sarebbe stata davvero la vita quotidiana di una ballerina. Con il mio canale voglio mostrare cosa c’è dietro le quinte, dare ispirazione, motivare e anche semplicemente regalare emozioni a chi ama la danza, anche senza praticarla” dice.
Nei suoi video, la ballerina condivide anche aspetti relativi alla vita privata, dall’amore all’alimentazione. Come recita il nome stesso del canale, infatti, nel 2013, a quattordici anni, ha scelto di iniziare a seguire un regime alimentare vegano e in generale di impegnarsi nella difesa dei diritti degli animali. Il canale ha riscosso un grande successo, creando una community internazionale di appassionati, danzatori, e giovani che trovano nella sua esperienza un esempio concreto di tenacia e realizzazione personale.
Federica Bona ha un sogno nel cuore: tornare a danzare in Sicilia
Nonostante viva all’estero da anni, Federica Bona non dimentica le sue radici. “Mi piacerebbe molto tornare in Sicilia per danzare o magari portare nella mia terra un progetto legato alla danza. Sarebbe un grande sogno”. Chissà che questo desiderio non possa un giorno esaudirsi. La sua storia è un esempio di tenacia, talento e coraggio. E il suo messaggio arriva forte e chiaro: con impegno, dedizione e amore per ciò che si fa, anche il sogno più lontano può diventare realtà.



















