Lonely Planet, piattaforma che fornisce informazioni utili in merito a viaggi in tutto il mondo, ha stilato una classifica delle migliori sei gelaterie italiane, selezionate per la loro creatività nella preparazione dei gusti e per la qualità dei prodotti. Tra le regioni inserite nella guida non poteva mancare la Sicilia, terra in cui l’arte della gelateria è uno dei tratti distintivi della cultura gastronomica.
La classifica delle migliori gelaterie: c’è Cappadonia
All’interno della speciale classifica stilata da Lonely Planet, tra le rinomate gelaterie selezionate in giro per l’Italia, ce n’è una di Palermo. Si tratta di Cappadonia, che viene esaltata dagli esperti soprattutto per la prelibatezza della sua brioches, per la scelta delle materie prime nella preparazione del gelato e per gli accostamenti tra questi ultimi, figli della cultura gastronomica siciliana. In particolare, secondo la guida, non si può rinunciare alla brioche accostata al gelato al pistacchio. Una opzione che può rendere la colazione più dolce e piacevole. Il pistacchio di questa gelateria, inoltre, sembra essere il più autentico nelle caratteristiche, dal gusto al colore. Quest’ultimo – non di certo verde elettrico – è segno della bontà dello stesso.
Le altre gelaterie che compongono la speciale classifica sono a Milano (Pavè), Roma (Come il latte), Firenze (La Strega Nocciola), Treviso (Dassie) e Reggio Calabria (Cesare). Anche qui non mancano gusti di gelato piuttosto particolari: dallo speciale gusto al panettone milanese al gorgonzola, l’arte del gelato italiana riesce a sorprendere i turisti, che però spesso non rinunciano alle scelte più classiche, come nocciola, cioccolato e fior di latte.
L’arte della gelaterie siciliane
Al di là di premi e riconoscimenti, in Sicilia, il gelato occupa un posto speciale nella cultura gastronomica locale e viene gustato praticamente tutto l’anno. Il motivo è probabilmente da ricondurre all’antichità della ricetta, che risale addirittura alla dominazione araba. A quel tempo, infatti, si usava conservare la neve per l’estate in apposite fosse, chiamate neviere, che venivano scavate in aree particolarmente fresche sull’Etna. La neve veniva mischiata con miele, frutta e succo di limone o arancia, facendo nascere l’antenato delle attuali granite e gelati.
La ricetta in questione venne poi esportata all’estero, in particolare a Parigi, grazie a un uomo originario di Aci Trezza, tale Francesco Procopio de Coltelli, che perfezionò la formula per preparare il gelato: utilizzò lo zucchero al posto del miele, aggiungendo del sale al ghiaccio per evitare di farlo sciogliere immediatamente. Nella capitale francese inaugurò così il Cafè Procope, un caffè letterario in cui serviva anche il suo gelato artigianale.








