A Palermo ci sono quasi cinque mila piazze, vie, giardini e in generale luoghi che portano il nome da personalità da celebrare, siciliane e non solo. Eppure, percorrendo a piedi le strade, è impossibile non notare che ben poche di queste sono dedicate a una donna. Nel dettaglio, sono soltanto circa duecentocinquanta, in base alle ultime rilevazione. Se si stringe il cerchio esclusivamente a quelle intitolate a personalità realmente esistite, si tratta di circa il 2,6% del totale. La statistica relativa alla toponomastica del capoluogo denuncia una disparità non di poco conto, nonché un evidente ritardo culturale nella rappresentazione femminile nello spazio pubblico. Anche in virtù del fatto, nel conteggio, sono inserite anche figure religiose e personaggi mitologici.
I nomi delle vie di Palermo
Il censimento sulle vie di Palermo a cui si fa riferimento è stato curato da Claudia Fucarino ed è stato aggiornato nel 2019 da Ester Rizzo e Barbara Belotti nell’ambito del progetto Toponomastica Femminile. È emerso, nel dettaglio, che la città conta 4874 toponimi, di cui 256 sono dedicati a figure femminili. La ricerca suddivide anche le strade sulla base delle categorie di persone a cui sono state intitolate:
- 25 titoli mariani (come Madonna delle Grazie, Maria Ausiliatrice ecc.)
- 33 sante, beate e martiri
- 5 suore e benefattrici religiose
- 3 benefattrici laiche
- 31 letterate
- 7 scienziate
- 14 donne dello spettacolo
- 34 figure storiche e politiche
- 2 tra atlete e imprenditrici
- 72 personaggi mitologici o letterari
- 15 legate a nomi e tradizioni locali femminili
Per un’analisi più lucida, nel totale di 256 strade dedicate alle donne, dunque, innanzitutto dovrebbero essere escluse quelle figure non realmente esistite. Una percentuale elevata infatti è rappresentata da personaggi mitologici. È evidente, poi, la predominanza di figure religiose. È così che rimangono ben poche (il 2,6%) le donne ricordate per ciò che hanno fatto, per le loro storie, per come hanno vissuto, lottato per i loro ideali e fatto parlare di sé. Donne passate alla storia per essere state artiste, letterate, scienziate, benefattrici. Non mancano sicuramente figure di questo genere in Sicilia e in tutta Italia, ma la maggior parte di loro è rimasta invisibile, almeno tra le targhe cittadine.
Andiamo a scoprire, invece, chi sono le (poche) donne che hanno ottenuto l’onore di avere intitolata una via.
Benefattrici e fondatrici di opere caritatevoli
Sono solo tre le strade dedicate a donne che hanno speso la propria vita per aiutare gli altri:
- Lucrezia Brunaccini, a cui è dedicata una piazzetta, fu una figura attiva nel sociale in epoca moderna.
- Anna Buccheri, con la sua via, è stata una delle donne impegnate nell’assistenza ai bisognosi.
- Annalena Tonelli, missionaria e medico, ha dedicato la sua vita alla cura dei malati di tubercolosi in Africa, fino a essere assassinata nel 2003 in Somalia. La sua figura incarna il coraggio e la dedizione senza confini.
Le letterate
Sono 31 le donne del mondo della cultura che hanno avuto l’onore di una targa. Tra queste:
- Giuliana Saladino, giornalista e scrittrice palermitana, impegnata nel racconto sociale e politico della città.
- Goliarda Sapienza, scrittrice anticonformista, autrice de L’arte della gioia.
- Grazia Deledda, premio Nobel per la Letteratura, unica italiana ad aver ottenuto questo riconoscimento.
- Maria Montessori, pedagogista rivoluzionaria e simbolo dell’educazione libera e inclusiva.
- Ilaria Alpi, giornalista assassinata in Somalia nel 1994 mentre indagava su traffici illegali.
Donne di scienza
Solo sette scienziate hanno visto il proprio nome immortalato. Tra queste:
- Margherita Hack, astrofisica, divulgatrice, figura iconica della scienza italiana.
- Rita Levi Montalcini, premio Nobel per la Medicina, pioniera della neurobiologia.
- Maria Curie, due volte Nobel, madre della radioattività moderna.
- Pia Nalli, matematica palermitana, docente universitaria di straordinaria levatura.
Donne dello spettacolo e delle arti
Uno spazio è stato concesso anche alle donne dello spettacolo (14) e alle artiste visive (15). Tra queste:
- Titina De Filippo, attrice e commediografa di talento, sorella di Eduardo e Peppino.
- Amelia Pinto, soprano di fama internazionale nei primi del Novecento.
- Artemisia Gentileschi, pittrice barocca e simbolo della lotta alla violenza di genere.
- Pina Calì, pittrice palermitana nota per il suo stile espressionista.
- Gae Aulenti, architetta di fama mondiale, protagonista del design moderno italiano.
Figure politiche, combattenti e vittime di mafia
Tra le 34 figure storiche e politiche, emergono donne di grande coraggio e valore:
- Felicia Impastato, madre di Peppino Impastato, che ha denunciato i mandanti dell’omicidio del figlio rompendo il silenzio mafioso.
- Francesca Serio, madre di Salvatore Carnevale, sindacalista ucciso dalla mafia, prima donna a denunciare pubblicamente i mafiosi.
- Emanuela Loi, agente della scorta di Paolo Borsellino, morta in via D’Amelio.
- Ida Castelluccio, uccisa insieme al marito, il poliziotto Antonio Agostino, mentre era incinta.
Il futuro della toponomastica di Palermo
È lecito domandarsi se in futuro la toponomastica di Palermo diventerà più inclusiva. La responsabilità è della Giunta comunale, che affida alla Commissione Toponomastica la scelta dei nomi, con l’autorizzazione del Prefetto. Per intitolare una strada a una persona servono requisiti precisi: la figura deve essere deceduta da almeno dieci anni (salvo eccezioni) e deve avere lasciato un segno nella collettività.
La toponomastica non è solo una questione di nomi: è memoria pubblica, identità collettiva, educazione urbana. Se le donne restano fuori dalle mappe, restano fuori anche dalla storia. È fondamentale che siano adeguatamente rappresentate anche in questo ambito, al fine di garantire una visibilità paritaria e riconoscere il loro contributo alla società.



















