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venerdì|10 Aprile|2026
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Daniela Ortiz e l’arte come forma di denuncia sociale a Catania: “La Sicilia mi ricorda il mio Perù”

L'Accademia di Belle Arti di Catania ha ospitato, in un incontro a cura della Fondazione Oelle, la peruviana Daniela Ortiz, un nome noto tra gli attivisti e gli appassionati di arte: è una delle artisti contemporanee più influenti nel sociale

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Classe 1985 e di origini peruviane, l’artista Daniela Ortiz ha fatto tappa giovedì 5 giugno all’Accademia delle Belle Arti di Catania per incontrare gli studenti. L’incontro, tenutosi presso l’Aula Magna dell’Istituto a cura della Fondazione Oelle, si è evoluto ben presto in un’occasione molto importante per la comunità accademica e per il pubblico di conoscere il lavoro ma anche il pensiero che c’è dietro una delle voci più influenti dell’arte contemporanea internazionale. Un’occasione preziosa per comprendere la sua arte e quel legame indissolubile con le questioni sociali.

Chi è Daniela Ortiz

Daniela Ortiz vanta opere in tutto il mondo: collezioni personali al Palais de Tokyo, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, il Ludwig Museum di Colonia, il Kunstverein di Wiesbaden e l’EMST di Atene. Alcune sue opere sono fruibili altresì presso il Museo Reina Sofía, il MACBA, il Museo de Arte de Lima, il CNAP di Parigi e la Cisneros Fontanals Art Foundation di Miami. Numerosi i riconoscimenti ricevuti nel corso della sua brillante carriera pur essendo ancora giovane: lo scorso anno la Ortiz ha vinto il premio OELLE Mediterraneo Antico, la borsa Barcelona Producció (2013), la borsa di ricerca del Grupo Investigación Península del MNCARS (2013).

Daniela Ortiz e l'arte come forma di denuncia sociale a Catania: "La Sicilia mi ricorda il mio Perù" - Be Sicily Mag - THEATER NEUMARKT Take My Blood Foto Philip Frowein Web 31
Daniela Ortiz, Take my blood and write on the soil, the people must know that we are being taken prisoners, 2022spettacolo teatrale

A BE Sicily Mag ha spiegato quanto sia importante il collegamento tra la sua arte e le questioni sociali: “È fondamentale che l’arte venga utilizzata. Io uso l’arte da tanti anni, per meglio favorire la conoscenza su quello che ci circonda, comprendere il passato per abbatterlo senza mai dimenticarlo e fondare una cultura differente, epurata dalle piaghe del passato”. Patriarcato, razzismo, colonialismo e sfruttamento sono segni ricorrenti nella sua arte, che è un mix di espressione estetica e analisi critica del potere coloniale capitalista che esplora concetti come nazionalità, classe sociale e genere.

Lo spettacolo di marionette The children are not of the Wolf di Daniela Ortiz
Lo spettacolo di marionette The children are not of the Wolf di Daniela Ortiz

“Avvicinarsi ai giovani”: la lezione civile e artistica di Daniela Ortiz 

L’artista in occasione dell’incontro all’Accademia delle Belle Arti di Catania ha sottolineato quanto sia doveroso parlare con i più giovani di temi importanti: “Avvicinarsi a loro, fare pedagogia politica per disciplinarli affinché niente venga dimenticato. Sono state annientate intere generazioni nei decenni del Novecento e questo ha portato ad una mancanza della loro espressione, artistica e non solo. Non deve accadere più”.

Soprattutto nelle zone più deboli del mondo. “La Sicilia è una regione del Sud, mi ricorda molto Lima, la capitale peruviana. Credo che abbia molte questioni ancora da affrontare che colpiscono le famiglie ed i lavoratori. Ecco, se dovessi rappresentare in un’opera pittorica l’Isola, la immaginerei così”.

L’incontro con l’artista è stata un’opportunità per meglio comprendere come l’arte assorbe quello che è attorno e dà forza vibrante. L’arte non è più pura estetica ma è rappresentazione di ciò che ci circonda, una dimensione che rappresenta i problemi che affliggono la società. E questo è stato il messaggio che Daniela Ortiz ha voluto mandare ai presenti.

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