Classe 1985 e di origini peruviane, l’artista Daniela Ortiz ha fatto tappa giovedì 5 giugno all’Accademia delle Belle Arti di Catania per incontrare gli studenti. L’incontro, tenutosi presso l’Aula Magna dell’Istituto a cura della Fondazione Oelle, si è evoluto ben presto in un’occasione molto importante per la comunità accademica e per il pubblico di conoscere il lavoro ma anche il pensiero che c’è dietro una delle voci più influenti dell’arte contemporanea internazionale. Un’occasione preziosa per comprendere la sua arte e quel legame indissolubile con le questioni sociali.
Chi è Daniela Ortiz
Daniela Ortiz vanta opere in tutto il mondo: collezioni personali al Palais de Tokyo, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, il Ludwig Museum di Colonia, il Kunstverein di Wiesbaden e l’EMST di Atene. Alcune sue opere sono fruibili altresì presso il Museo Reina Sofía, il MACBA, il Museo de Arte de Lima, il CNAP di Parigi e la Cisneros Fontanals Art Foundation di Miami. Numerosi i riconoscimenti ricevuti nel corso della sua brillante carriera pur essendo ancora giovane: lo scorso anno la Ortiz ha vinto il premio OELLE Mediterraneo Antico, la borsa Barcelona Producció (2013), la borsa di ricerca del Grupo Investigación Península del MNCARS (2013).

A BE Sicily Mag ha spiegato quanto sia importante il collegamento tra la sua arte e le questioni sociali: “È fondamentale che l’arte venga utilizzata. Io uso l’arte da tanti anni, per meglio favorire la conoscenza su quello che ci circonda, comprendere il passato per abbatterlo senza mai dimenticarlo e fondare una cultura differente, epurata dalle piaghe del passato”. Patriarcato, razzismo, colonialismo e sfruttamento sono segni ricorrenti nella sua arte, che è un mix di espressione estetica e analisi critica del potere coloniale capitalista che esplora concetti come nazionalità, classe sociale e genere.

“Avvicinarsi ai giovani”: la lezione civile e artistica di Daniela Ortiz
L’artista in occasione dell’incontro all’Accademia delle Belle Arti di Catania ha sottolineato quanto sia doveroso parlare con i più giovani di temi importanti: “Avvicinarsi a loro, fare pedagogia politica per disciplinarli affinché niente venga dimenticato. Sono state annientate intere generazioni nei decenni del Novecento e questo ha portato ad una mancanza della loro espressione, artistica e non solo. Non deve accadere più”.
Soprattutto nelle zone più deboli del mondo. “La Sicilia è una regione del Sud, mi ricorda molto Lima, la capitale peruviana. Credo che abbia molte questioni ancora da affrontare che colpiscono le famiglie ed i lavoratori. Ecco, se dovessi rappresentare in un’opera pittorica l’Isola, la immaginerei così”.
L’incontro con l’artista è stata un’opportunità per meglio comprendere come l’arte assorbe quello che è attorno e dà forza vibrante. L’arte non è più pura estetica ma è rappresentazione di ciò che ci circonda, una dimensione che rappresenta i problemi che affliggono la società. E questo è stato il messaggio che Daniela Ortiz ha voluto mandare ai presenti.














