Un romanzo per ragazzi che coniuga immaginazione e realtà, avventura e coscienza sociale. “Glenda Ronchi va nel metaverso” è il nuovo libro della scrittrice e docente palermitana Maria Stella Pucci, che insegna da diciassette anni nell’ambito dell’Istruzione e Formazione Professionale (IFP). Un’opera che parla, direttamente ai giovani, di educazione civica, diritto e ambiente attraverso il personaggio di una tredicenne che vive in un doppio mondo: da un lato quello reale e dall’altro quello digitale. A BE Sicily Mag, l’autrice ha raccontato il progetto.
Maria Stella Pucci e il metaverso come spazio narrativo e educativo
“Mi sono chiesta come potessi entrare davvero in contatto con i miei studenti e appassionarli a temi complessi come il diritto e l’impegno civile. Ho sempre scritto, ma questa volta ho scelto di rivolgermi ai bambini e ai ragazzi, parlando con un linguaggio vicino al loro”, ha spiegato Maria Stella Pucci. La scelta di ambientare la storia nel metaverso nasce proprio da questo desiderio. “Considerando i film Marvel e l’immaginario digitale di oggi, il metaverso è diventato per loro qualcosa di comprensibile. Piuttosto che parlare della città ideale di Italo Calvino, ho preferito quindi usare un contesto che li coinvolgesse direttamente”.
Nel mondo virtuale, la protagonista, la piccola Annamaria, alias Glenda Ronchi, trova ciò che nella vita reale le manca: sicurezza, determinazione e riconoscimento. Nel metaverso diventa una giornalista impegnata in prima linea, che combatte contro il maltrattamento degli animali, denuncia i danni del cambiamento climatico e promuove un modo di vivere più rispettoso. “È se stessa, ma anche qualcosa in più. In sostanza, rappresenta ciò che tutti i ragazzi possono diventare: un esempio positivo, glamour ma profondamente impegnato”.

Le storie vere dietro “Glenda Ronchi va nel metaverso”
Il libro affronta con chiarezza e delicatezza temi come l’educazione ambientale, la legalità, il rispetto per gli animali e la cittadinanza attiva. Non è solo una storia avvincente: è un vero e proprio strumento educativo.“Amo la natura e credo che proteggerla sia anche una forma di tutela della salute e della vita. Glenda incarna questo duplice approccio: la passione per l’ambiente e l’impegno giuridico”, ha spiegato ancora Maria Stella Pucci. Il personaggio della tredicenne si ispira alla giornalista Marianna La Barbera, attiva da anni nella difesa degli animali. “In lei ho sempre visto quella passione vera, scomoda, che porta ad agire in prima persona”.
Le illustrazioni sono invece a cura di un giovane studente del quartiere Sperone di Palermo. Grazie a questo progetto, è riuscito a emergere da un contesto difficile e a farsi notare a livello nazionale. “I suoi disegni sono stati molto apprezzati e oggi collabora con diverse realtà”.


Un successo che parte dalle scuole e dai quartieri
Il romanzo “Glenda Ronchi va nel metaverso” è già stato adottato da tre scuole palermitane come lettura estiva e anche dalla comunità albanese di Piana degli Albanesi, che lo ha inserito in un progetto educativo sull’ambiente. L’obiettivo è adesso farlo entrare in altri istituti. I numeri raggiunti sono importanti: oltre 500 copie vendute in soli due mesi, grazie al sostegno di partner come Rotary Club Palermo Libertà, Club Alfa Romeo Palermo e l’Associazione Nazionale dei Finanzieri d’Italia.
Alcune copie sono state donate a bambini e famiglie in difficoltà economica. “Il mio sogno è che Glenda diventi un punto di riferimento per tanti ragazzi, un’alternativa positiva a ciò che spesso viene proposto come modello di successo, perché credere in un mondo più giusto è possibile, anche partendo da quello virtuale”, ha aggiunto Maria Stella Pucci. “Il finale del romanzo è poi volutamente aperto: lascia spazio a nuove avventure”. Il futuro della protagonista insomma è tutto da scrivere. Una cosa però è certa: i giovani lettori hanno già iniziato a seguirla, con entusiasmo e partecipazione.









