Una pasta made in Sicily è protagonista di una speciale classifica stilata da TasteAtlas, celebre portale internazionale di cucina. Gli esperti della piattaforma hanno selezionato i “migliori piatti al mondo”. A sorpresa, ecco comparire al primo posto, nella categoria della pasta, la ‘ncasciata. Una pietanza non molto conosciuta oltre i confini dell’Isola, ma che sembra avere conquistato la giuria. Anche più della lasagna bolognese e della carbonara romana.
Cos’è la ‘ncasciata, pasta tipica messinese
La ‘ncasciata è una variante della più nota pasta al forno. È conosciuta soprattutto nella provincia di Messina, in particolare nella località di Mistretta. Gli ingredienti sono quelli che si trovano spesso nei timballi di pasta siciliani: maccheroni, melanzane, uova sode, ragù e formaggio. In questa ricetta ci sono però anche il salame e il caciocavallo, che danno al piatto un gusto molto forte, evidentemente apprezzato anche all’estero.
La pietanza messinese è entrata a far parte della cultura popolare, anche fuori dall’Isola, grazie alla serie TV “Il Commissario Montalbano”, in cui è apparsa a tavola. Non mancano però anche aneddoti e storie in cui è protagonista. Si narra, ad esempio, che la ‘ncasciata fosse molto apprezzata alla corte dei Normanni, ma anche dalle famiglie più povere e nell’esercito, perché adatta a sfamare tante persone. La pasta è stata citata più volte addirittura nei racconti legati alla spedizione dei Mille: si narra che i garibaldini l’abbiano mangiata in abbondanza.
Ma quali sono le origini di questa pasta? Il termine ‘ncasciata deriva dal siciliano “incasciari”, che significa “incassare” e dunque “mettere dentro una cassa”. Ciò si riferisce chiaramente al modo in cui gli ingredienti vengono stratificati e poi racchiusi, tradizionalmente in un tegame – in passato anche in una sorta di cassa per il trasporto – per essere poi cotti. È dunque un piatto che celebra da un lato la ricchezza degli ingredienti e dall’altro la sapienza della stratificazione.
La ricetta della ‘ncasciata
Per preparare la ‘ncasciata, si deve innanzitutto partire dal cuore della ricetta: un ragù saporito, spesso arricchito con polpette di carne o braciole messinesi, che cuoce lentamente per sviluppare una profondità di sapore unica. Parallelamente, le melanzane vengono tagliate a fette e fritte fino a diventare dorate, così da donare alla pasta la sua inconfondibile dolcezza. I maccheroni vengono lessati al dente, così da accogliere gli altri elementi.
L’assemblaggio avviene a strati all’interno di una teglia: si alternano pasta, abbondante ragù, melanzane fritte, pezzi di uova sode, cubetti di caciocavallo o provola e, a volte, salame o prosciutto cotto. Infine, una spolverata di pangrattato sulla superficie assicura una crosticina dorata.
Una volta assemblata nella teglia, la pietanza deve cuocere in forno a una temperatura di circa 180-200°C. Il tempo di cottura varia solitamente tra i 20 e i 35 minuti. Molti consigliano, negli ultimi 5 minuti di cottura, di attivare la funzione grill del forno per ottenere una doratura perfetta e più intensa. Dopo averla sfornata, va lasciata riposare per qualche minuto, in modo da assestarsi. Infine, non resta che tagliare le porzioni e gustarle.








