La comparsa delle primo ciclo mestruale nella ragazza adolescente prende il nome di menarca e rappresenta l’inizio della fertilità femminile. La comparsa delle mestruazioni è una pietra miliare significativa dello sviluppo fisico, psicologico e affettivo, con conseguenze personali, culturali e qualche volta anche mediche. Il corpo si trasforma e le bambine diventano pian piano giovani donne. È l’evento che segnala l’inizio della fertilità e può essere vissuto con grande senso di gioia e completezza, ma qualche volta anche con ansia e preoccupazione, soprattutto se non se ne è parlato in maniera adeguata con i genitori, gli insegnanti e con le figure mediche di riferimento. È per questo motivo che prepararsi a dovere, per le famiglie, è fondamentale.
Come gestire la prima mestruazione: i consigli ai genitori
In molte culture la prima mestruazione di una bambina viene festeggiata: è il suo ingresso nel mondo delle donne e il potere della sua femminilità rende più ricca tutta la comunità. La ragazza riceve un nuovo e gratificante senso di sé, del proprio corpo, della propria centralità sociale: un valore che le permette di compensare alla difficoltà dell’abbandono dell’infanzia e dell’accesso alla dimensione adulta. Nella nostra cultura questi rituali di passaggio sono andati persi e il menarca, come tante funzioni del corpo, è spesso relegato in un clima di clandestinità, segreto, vergogna.
L’argomento mestruazioni andrebbe invece affrontato con un certo anticipo, in modo da avere il tempo di preparare: sono infatti la non conoscenza, le fantasie, i pregiudizi, a creare problemi e timori su questo argomento. Il semplice parlarne è tranquillizzante: sapere cos’è, perché accade, riscoprire il senso di ciclicità della natura, permette di inquadrarla in una logica di rassicurante e normale buon funzionamento dell’organismo. Importante poi spiegare alla diretta interessata che anche “in quei giorni” può condurre la vita di sempre: essere mestruate non significa essere malate. Sia l’American Academy of Pediatrics che l’American College of Obstetricians and Gynecologists (cioè le principali Società scientifiche americane, riferimenti per la pediatria e la ginecologia) hanno in tal senso recentemente segnalato l’importanza di pensare alla mestruazione come a un “segno vitale”.
Avere al proprio fianco un esperto di fiducia, per le famiglie, può essere fondamentale in un momento come questo. Non bisogna dimenticare però che spesso l’adolescenza segna anche il momento di passaggio dal pediatra curante (figura familiare, nota, ma legata alla vita “da bambina”) al medico di base, con possibili difficoltà nel prendere confidenza e nel dare fiducia, soprattutto per quanto riguarda le modificazioni del proprio corpo e la sessualità. Nessuno dunque dovrebbe farsi cogliere impreparato.
I sintomi del primo ciclo mestruale
È bene sapere innanzitutto che l’arrivo della prima mestruazione non è mai un evento improvviso e inaspettato, è sempre preceduto da una serie di “sintomi”, ovvero modificazioni fisiche e psicologiche che non possono sfuggire all’occhio di un genitore attento e che generalmente richiedono un paio d’anni per arrivare allo sviluppo puberale completo.
Il menarca è l’ultimo stadio di una serie di cambiamenti che iniziano circa 2-3 anni prima della prima mestruazione e che indicano che il corpo sta maturando e che l’apparato riproduttivo sta entrando in funzione:
- la crescita del seno (telarca), che si verifica mediamente verso gli 8 anni di vita e precede il menarca di 2-3 anni;
- lo sviluppo dei peli pubici (pubarca), che avviene in media verso gli 11 anni e precede la prima mestruazione di circa 1-2 anni;
- l’accelerazione della crescita in altezza (scatto di crescita o “spurt puberale”), che segnala l’imminente arrivo del menarca
- altre manifestazioni come acne sul viso, sbalzi d’umore, perdite vaginali di colore giallastro e frequenti dolori o crampi addominali.
Dopo il menarca, per effetto delle cicliche oscillazioni degli ormoni sessuali, lo strato superficiale dell’endometrio si riformerà e sfalderà periodicamente (ogni circa 28 giorni), dando luogo ai successivi cicli mestruali. Cicli mestruali irregolari, assenti, dolorosi, emorragici o prolungati andrebbero sempre strettamente controllati e trattati in maniera adeguata rispetto all’età.

Come si presenta il primo ciclo mestruale e a che età
L’età media della prima mestruazione è 12 anni e mezzo, anche se può normalmente variare dai 10 ai 15 anni. Se il primo ciclo mestruale si verifica prima dei 10 anni, si parlerà di menarca precoce. Se invece avviene dopo i 15 anni o più di 3 anni dopo il telarca, si parlerà di ritardo del menarca.
Ciò varia comunque considerevolmente da soggetto a soggetto, sia per fattori genetici individuali ed etnici, sia per fattori ambientali come condizioni socioeconomiche e familiari, attività fisica e abitudini dietetiche. Si sa ad esempio che, a parità di condizioni di vita, le ragazze caucasiche mediamente sperimentano il menarca con un ritardo di 3 mesi rispetto alle coetanee di origine africana. Tuttavia, esistono alcune situazioni di eccessivo ritardo o anticipo in cui è bene consultare il medico.
Menarca tardivo: quando preoccuparsi
Sebbene l’età di comparsa della prima mestruazione sia associata a una certa variabilità, è importante interpellare il medico se:
- il menarca tarda oltre i 15 anni di età, nonostante si siano correttamente verificati sia l’accelerazione della crescita staturale sia la comparsa dei caratteri sessuali secondari (telarca e pubarca in particolare);
- il menarca tarda oltre i 13 anni di età e ancora non si sono presentati né accelerazione di crescita né sviluppo dei caratteri sessuali secondari.
In queste situazioni di parla di amenorrea primaria, dove il termine amenorrea indica la mancanza dei cicli mestruali, mentre il termine primaria indica che le mestruazioni non si sono mai presentate. Questa condizione si distingue dall’amenorrea secondaria, in cui il menarca si è verificato normalmente ma poi le mestruazioni sono saltate per almeno 3 cicli o 6 mesi.
Le cause possono essere diverse:
- Livelli molto bassi di massa corporea: il menarca può tardare o mancare in adolescenti con bassissima quantità di grasso corporeo (meno del 17%), per malattie che causano malassorbimento o per disturbi alimentari come l’anoressia nervosa.
- Esercizio fisico intenso: il menarca si verifica più tardi nelle atlete agoniste (in presenza di un esercizio fisico di almeno due ore al giorno) rispetto alla popolazione generale
- Sindromi genetiche: diverse malattie genetiche possono associarsi ad amenorrea primaria, a causa delle anomalie ormonali che le caratterizzano.

Il fenomeno della pubertà precoce
Alcuni studi hanno rilevato un abbassamento dell’età del menarca negli ultimi decenni, anche se la definizione di pubertà anticipata va riservata a casi in cui i caratteri sessuali secondari compaiono prima degli otto anni. Questo fenomeno può essere determinato da numerosi fattori, tra cui, in modo sempre più frequente, negli ultimi anni, il sovrappeso e l’obesità. Il tessuto adiposo infatti produce un ormone, la leptina, che è uno dei fattori che concorrono all’avvio della maturazione sessuale. È bene segnalare al pediatra eventuali “campanelli”.
Oltre a sovrappeso ed obesità, rientrano tra i fattori di rischio di una pubertà precoce:
- eventi o ambienti (familiare e non) portatori di stress; anche l’ambiente urbano sembra predisporre al menarca precoce rispetto a chi vive in ambiente rurale (minore sedentarietà);
- livello socioeconomico elevato: le bambine provenienti da famiglie di alto livello socioeconomico sono a maggiore rischio di menarca precoce rispetto alle coetanee di livello socioeconomico più basso (fonte da indagine statistica prima di motivazione scientificamente riconosciuta);
- alimentazione ricca di proteine animali: studi scientifici hanno dimostrato che le bambine che tra i 3 e i 5 anni di età hanno assunto una dieta ricca di proteine animali e povera di proteine vegetali sono più a rischio di menarca precoce;
- allattamento artificiale: l’allattamento con latte formulato nei primi mesi di vita è anch’esso associato al rischio di menarca precoce.
Prima mestruazione e fertilità: la correlazione
Parlare del menarca significa anche parlare di fertilità. I due aspetti vengono spesso associati, ma non è sempre corretto. I cicli mestruali nell’adolescente sono spesso irregolari, si oscilla cioè da cicli corti della durata di meno di 15 giorni a cicli che superano i 45 giorni. Nei primi anni, inoltre, vi è una fisiologica immaturità dei meccanismi ormonali, per cui i cicli mestruali sono spesso anovulatori, cioè non si associano all’ovulazione. Questo vuol dire che non vi è alcuna liberazione di cellule sessuali in grado di essere fecondate e quindi di dare origine ad una gravidanza. Nella maggioranza dei casi, i cicli diventano regolari e ovulatori solo dal terzo-quarto anno dopo il menarca. Non è comunque la regola, c’è un’ampia variabilità individuale.
Quel che è certo è che ad oggi solo il 10% degli adolescenti parla in famiglia di rapporti sessuali e contraccezione. Eppure, insieme a un corpo che cambia, le ragazze vivono intense emozioni date dalla forte attrazione per l’altro sesso. La domanda che si pongono spesso è “a chi posso chiedere?”. Per molte, è impensabile affrontare determinati temi coi genitori. La fonte preferenziale è da sempre il passaparola tra amici, seguito poi da internet. E sono proprio social, blog, forum e siti di informazione medica, i luoghi privilegiati, col rischio che si diffondano molti luoghi comuni difficile poi da sfatare.
Inoltre, secondo il sistema di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità, ogni anno si registrano circa nuovi 4 mila casi di malattie sessualmente trasmesse e l’allarme degli esperti riguarda soprattutto la fascia di età più bassa, cioè i teenager con una elevata percentuale di soggetti che confondono contraccezione con prevenzione di malattie sessualmente trasmesse.
Fare una corretta informazione sulla base dell’età, dunque, è fondamentale.


















