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martedì | 10 Febbraio | 2026
Davide La Cara
Davide La Cara
Giornalista formatosi tra Palermo, Roma e Milano, ha collaborato con diverse testate nazionali e siciliane, trattando temi che spaziano dalla politica al cinema, dall'attualità alla musica. Autore e conduttore radiofonico, ha sviluppato progetti editoriali e radiofonici, raccontando il mondo con uno sguardo critico e innovativo.

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Al via il raduno del carretto e del costume siciliano: il folklore invade San Vito Lo Capo

Sabato 12 luglio il borgo marinaro si trasforma in un palcoscenico di cultura popolare, con sfilate, musica e abiti tradizionali per celebrare l’identità siciliana. Un'opportunità per scoprire la storia del carretto siciliano, simbolo dell'Isola.

Davide La Cara
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Giornalista formatosi tra Palermo, Roma e Milano, ha collaborato con diverse testate nazionali e siciliane, trattando temi che spaziano dalla politica al cinema, dall'attualità alla musica. Autore e conduttore radiofonico, ha sviluppato progetti editoriali e radiofonici, raccontando il mondo con uno sguardo critico e innovativo.
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Torna per la terza edizione il “Raduno del carretto e del costume siciliano”, in programma sabato 12 luglio a San Vito Lo Capo. Dalle ore 18, il centro cittadino della cittadina sarà invaso da carretti decorati, musiche folkloristiche, costumi tradizionali e antiche emozioni. L’iniziativa, organizzata dal Gruppo “Coro Città di Trapani” con il patrocinio del Comune e dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana, vuole essere un omaggio alle radici culturali dell’isola.

Il raduno di San Vito Lo Capo è un’occasione imperdibile per riscoprire questa ricchezza culturale. Tra abiti tradizionali, sfilate e musica popolare, sarà possibile fare un tuffo nella Sicilia di un tempo, dove ogni colore e ogni dettaglio raccontano storie di lavoro, di ingegno e di orgoglio.

Una tradizione che racconta un popolo

Icona riconosciuta del folklore siciliano, il carretto è molto più di un semplice mezzo di trasporto: è una narrazione su ruote. Le sue origini risalgono alla fine del Settecento, quando il miglioramento della viabilità stradale della Sicilia ne favorì la diffusione. Le prime versioni erano essenziali, pensate per superare terreni impervi. Col tempo, però, il carretto si è trasformato in una vera e propria opera d’arte ambulante, con gli artisti che facevano a gara nel realizzare quella più bella.

Ogni carretto diventava quindi il frutto di un lavoro collettivo: pittori, intagliatori, fabbri e birocciai collaboravano alla sua realizzazione, impreziosendolo con scene epiche e decorazioni complesse. Perfino l’animale da traino veniva bardato con ornamenti e campanelli, creando uno spettacolo visivo e sonoro unico nel suo genere che è arrivato fino a noi oggi.

Un patrimonio da proteggere

Nel 2021 la Regione Siciliana ha avviato l’iter per il riconoscimento del carretto come patrimonio immateriale dell’umanità. Una scelta che sottolinea l’importanza di questa tradizione, non solo dal punto di vista artistico e artigianale, ma anche simbolico: il carretto è testimone dell’identità siciliana, mezzo di espressione e di memoria collettiva.

Leggi anche:  La moda ispirata al carretto siciliano: tradizione arte cultura

Anche se oggi il suo uso è perlopiù scenografico, limitato a eventi folkloristici e a giri turistici, il carretto siciliano continua a influenzare l’arte, la moda e il design contemporanei, dimostrando una vitalità che resiste al tempo.

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