Il Festino di Santa Rosalia, insieme a tutte le tradizioni che porta con sé, riserva uno spazio speciale nella tavola dei palermitani, infondendo in ogni strada della città il profumo del cibo tipico, che stupisce sempre tutti coloro che partecipano all’evento. Gli “esploratori del gusto” potranno sbizzarrirsi in un viaggio culinario tra le combinazioni di sapori caratteristiche di Palermo. A fare da sfondo a questa full immersion gastronomica saranno tutte le attività in programma per U Festino, nella sera del 14 luglio 2025. Quella del 14 è infatti la notte che esprime al meglio la cultura e l’identità palermitana: da vivere in compagnia, con il cuore, tra sorprese, devozione e buon cibo.
Vediamo quindi i piatti che raccontano Palermo e la tradizione culinaria legata al Festino.
I Babbaluci
Babbaluci a sucari e fimmini a vasari nun ponnu mai stancari

Questo detto siciliano richiama i famosi babbaluci, ovvero le lumache condite con aglio e prezzemolo, facilmente reperibili tra le putìe delle strade di Palermo, servite in grandi cestoni. Una delle particolarità di questo piatto è il modo in cui si consuma: le lumache vanno infatti “succhiate” direttamente dal guscio. Per gustarle al meglio, è consigliabile munirsi di stuzzicadenti e abbondanti tovaglioli. Una curiosità: il termine babbaluci deriva probabilmente dall’arabo babush, che significa “scarpa con la punta ricurva”, in riferimento alla forma delle lumache o delle tradizionali pantofole siciliane, dette babusce.
Lo Scacciu
A festa nun cumincia si nun c’è u scacciu

Il scacciu è un misto di semi e frutta secca da sgranocchiare in compagnia, spesso durante la sfilata del carro. Si vende in comodi sacchettini e rappresenta un vero e proprio rito collettivo: semplice, ma immancabile.
Lo sfincione
Sfincione a Santa Rusulia, profumu di casa e d’allegria

Lo sfincione è una specialità dall’impasto soffice e alto, simile a quello della pizza, ma arricchito con ingredienti della tradizione contadina: pomodoro, cipolla, acciughe, caciocavallo siciliano e origano. Questo piatto, inserito nella lista dei Prodotti Agroalimentari Tradizionali Italiani (P.A.T.) del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (MiPAAF), sprigiona un profumo inconfondibile che sa di casa e di festa.
Le pannocchie
A Santa Rusulia si vasa e si balla, cu ‘na pollanca calda e ‘na vuci chi canta

Le pollanche, come vengono chiamate a Palermo, sono pannocchie fumanti, salate e cotte per bollitura o alla brace. Si mangiano con le mani, sgranocchiando chicco dopo chicco. Alcuni le avvolgono nelle foglie durante la cottura per esaltarne ancora di più il sapore.
Il melone
‘Na fetta di muluni a u festinu, rinfresca u cori e u camminu

Durante il cammino con il carro della Santuzza, a rinfrescare i palati ci pensano le fette di melone rosso, ghiacciato e succoso. È la frutta estiva per eccellenza, perfetta per dissetarsi nelle calde sere palermitane.
Il Festino di Santa Rosalia è dunque un’esperienza totale, che coinvolge i sensi, la memoria e l’anima. Un’occasione unica per gustare Palermo nella sua forma più autentica. Non resta che dire “Viva Palermo e Santa Rosalia“.



















