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Papa Leone XIV e la Sicilia: un saluto a San Cataldo e Licata durante l’angelus domenicale

Papa Prevost ha voluto dedicare un saluto speciale a delle comunità siciliane, confermando il suo legame con la Sicilia

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Papa Leone XIV, come già raccontato da Be Sicily Mag, ha da sempre avuto un legame particolare con la Sicilia: suo nonno paterno, Salvatore Giovanni Riggitano, è infatti nato a Milazzo, cittadina in provincia di Messina. Durante l’angelus domenicale del 27 luglio, ha confermato la sua vicinanza all’Isola, salutando diverse comunità siciliane.

Il saluto a San Cataldo e Licata

“Saluto tutti voi, provenienti dall’Italia e da tante parti del mondo in particolare i nonni e le nonne di San Cataldo e gli Scout di Licata” è stato questo il saluto che Papa Leone XIV ha voluto dedicare alle comunità siciliane particolarmente legate alla Chiesa Cattolica. Non è la prima volta che un Pontefice dona dei saluti alla comunità di San Cataldo: nel 2023, Papa Francesco, aveva dedicato un saluto speciale le famiglie del quartiere della città Pizzo Carano, che erano giunti a Roma come pellegrini. Gli abitanti del quartiere ringraziarono il Papa per il gesto, ringraziandolo per questa carezza e ricambiando l’affetto.

Il saluto a Licata, invece, è stato rivolto al gruppo Agesci Licata 3, della parrocchia di Santa Barbara, con il parroco Don Leopoldo Argento che ha definito questo momento come una gioia per tutta la comunità di Licata.

San Cataldo, Licata e il rapporto con il cristianesimo

Papa Giovanni XXIII (all’epoca monsignor Angelo Giuseppe Roncalli) fu ospite a San Cataldo durante il suo servizio come Nunzio Apostolico, ovvero diplomatico della Santa Sede, visitando la Chiesa Madre della città. Giovanni XXIII fu uno dei papi più amato dai fedeli, entrando nella storia con il soprannome di Papa buono.

Sia San Cataldo che Licata hanno un legame molto stretto con la religione: San Cataldo prende il nome dal santo San Cataldo, un monaco irlandese che, secondo la tradizione, giunse in Italia durante un pellegrinaggio e fu eletto vescovo di Taranto. Il barone Giovanni Battista Galletti, fondatore della città volle dare questo nome in onore del santo a cui era molto devoto.

Licata, invece, ha un rapporto addirittura più profondo con un santo, ovvero Sant’Angelo da Gerusalemme. Il Santo fu martirizzato nel 1220 proprio nella cittadina licatese, diventando il santo patrono della città, che lo celebra il 5 maggio di ogni anno, data del suo martirio.

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