Un trial clinico guidato da Miguel Ruiz-Canela dell’Università di Navarra ha dimostrato che piccoli cambiamenti costanti nello stile di vita e nell’alimentazione possono prevenire migliaia di casi di diabete in tutto il mondo. Le recenti evidenze suggeriscono che la dieta mediterranea può ridurre fino al 31% il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 nei soggetti a rischio. In fondo, lo sapevamo già: noi mediterranei mangiamo bene, ma non sapevamo quanto fosse davvero salutare.
Dieta mediterranea: in cosa consiste?
La dieta mediterranea non è solo una lista di cibi, ma un vero e proprio regime alimentare, diffuso in tutte le regioni che si affacciano sul Mare nostrum, compresa la Sicilia. Seguirla vuol dire adottare uno stile di vita sano, fare scelte alimentari consapevoli e saper abbinare bene gli alimenti. Si basa su frutta e verdura di stagione, legumi, cereali integrali e proteine vegetali, limitando quelle animali e i grassi saturi. Carne rossa, dolci e insaccati restano un’eccezione, mentre i grassi buoni come l’Omega3 proteggono il cuore, mantengono la glicemia stabile e sostengono lo sviluppo del sistema nervoso. Per questo, la dieta mediterranea è oggetto di continui studi, che ne confermano anche la capacità di aumentare il tasso di longevità.

La dieta alleata della salute: lo studio
Tra gli studi più importanti degli ultimi anni c’è quello dell’Università di Navarra, il più grande trial nutrizionale mai condotto in Europa. Avviato nel 2013 e finanziato dall’European Research Council, ha coinvolto 4.746 persone tra i 55 e i 75 anni con sovrappeso o sindrome metabolica, seguite per sei anni in oltre 100 centri di assistenza primaria spagnoli. L’obiettivo era capire se una versione ottimizzata della dieta mediterranea potesse rafforzare la prevenzione del diabete di tipo 2. Per sei anni, due gruppi si sono sottoposti ad osservazione: un gruppo ha seguito una dieta mediterranea ipocalorica, accompagnata da attività fisica moderata e supporto professionale, mentre l’altro ha continuato la tradizionale dieta mediterranea senza restrizioni caloriche né indicazioni sull’esercizio. Lo studio, frutto della collaborazione di più di 200 ricercatori tra università, ospedali e centri di ricerca spagnoli, ha mostrato quanto piccoli accorgimenti possano fare la differenza nella salute.
I risultati della ricerca
I risultati frutto della ricerca, pubblicata su Annals of Internal Medicine, sono impressionanti. I dati mostrano che, oltre a ridurre il rischio di diabete, il gruppo che ha seguito la dieta mediterranea ha perso in media 3,3 kg e ha ridotto la circonferenza vita di 3,6 cm, rispetto ai soli 0,6 kg e 0,3 cm del gruppo di controllo. In termini pratici, questo ha significato prevenire lo sviluppo del diabete di tipo 2 in circa tre partecipanti su cento. Un beneficio significativo per la salute pubblica, come dichiara il professor Miguel Ángel Martínez-González, Professore di Medicina Preventiva e Salute Pubblica all’Università di Navarra, Professore aggiunto di Nutrizione presso la Harvard University e investigatore principale del progetto: “Applicati su larga scala nelle popolazioni a rischio, questi piccoli ma costanti cambiamenti nello stile di vita potrebbero prevenire migliaia di nuove diagnosi ogni anno. Speriamo presto di poter mostrare evidenze simili anche per altre grandi sfide della salute pubblica”.


















