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venerdì|6 Marzo|2026
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Elena Sabbatini
Elena Sabbatini
Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.

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Ben Ryé, il passito che racchiude il respiro del vento di Pantelleria

Elena Sabbatini
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Sono nata a Bologna, ma da 12 anni la Sicilia è la mia casa. Amo viaggiare, scoprire nuove storie e raccontarle attraverso la scrittura.
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C’è un’isola in mezzo al Mediterraneo dove il sole brucia, il vento sferza e le uve Zibibbo crescono abbarbicate alla terra come tesori millenari. Lì nasce Ben Ryé, che in arabo significa “figlio del vento”, il passito icona di Donnafugata, forse il più celebre tra i vini dolci siciliani nel mondo. Un sorso di luce e sale, dolcezza e mineralità, che racconta la fatica eroica della viticoltura pantesca e la straordinaria bellezza di un vino capace di emozionare. Ogni bottiglia è un piccolo rito: tra sole, vento, silenzi e dolcezza assoluta.

Il vino in poche parole

Ben Ryé è più di un passito: è un monumento liquido alla cultura contadina dell’isola di Pantelleria. Nato da uve Zibibbo appassite naturalmente al sole su graticci, porta con sé tutta la potenza del sole estivo e l’anima del vento che modella le vigne ad alberello. Il suo stile è inconfondibile: profumi intensi, dolcezza avvolgente, ma sempre sostenuta da freschezza e tensione. È un vino da meditazione, da fine pasto, da momenti speciali. Ma è anche un’opera d’arte sensoriale, firmata da una delle aziende simbolo della rinascita del vino siciliano: Donnafugata.

Ben Ryé, il passito che racchiude il respiro del vento di Pantelleria - Be Sicily Mag - 1
La bottiglia di Ben Ryé di Donnafugata

Scheda tecnica

  • Denominazione: Pantelleria DOC
  • Vitigno: Zibibbo 100%
  • Zona di produzione: Isola di Pantelleria (TP), 11 contrade diverse
  • Sistema di allevamento: Alberello pantesco (Patrimonio UNESCO)
  • Appassimento: Naturale al sole su graticci per 20–30 giorni
  • Vinificazione: Gli acini appassiti vengono immersi nel mosto fresco durante la fermentazione (settembre–novembre)
  • Affinamento: 7 mesi in acciaio + 12 mesi in bottiglia
  • Gradazione alcolica: 14.5%
  • Formato: 37.5 cl
  • Temperatura di servizio: 10–12°C
  • Calice consigliato: Piccolo, per vini dolci
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Carattere e proprietà organolettiche

Il Ben Ryé si presenta con un colore giallo ambrato intenso, quasi ramato. Al naso, esplode in un ventaglio aromatico opulento e raffinato: albicocche disidratate, fichi secchi, pesca, datteri, miele, spezie dolci e note minerali, figlie della terra vulcanica. Al palato è pieno, morbido, seducente, con un finale lunghissimo di albicocca candita. Il gioco tra dolcezza, sapidità e freschezza è magistrale: ogni sorso è una passeggiata tra i muretti a secco dell’isola, un viaggio nell’anima del Mediterraneo.

Ben Ryé, il passito che racchiude il respiro del vento di Pantelleria - Be Sicily Mag - 2
Un vigneto a Pantelleria. Dal sito ufficiale Donnafugata

Cosa ci mangi con un vino così?

Un passito così elegante e intenso chiede abbinamenti che ne rispettino la complessità. A tavola, è perfetto con pasticceria siciliana (cannoli, paste di mandorla, cassate), torte di frutta e crema, panettone e persino pandoro. Ma dà il meglio con formaggi erborinati come il gorgonzola dolce, il roquefort o uno stilton ben maturo. Per stupire, si può osare con foie gras o cioccolato fondente speziato. E poi c’è la sua vera vocazione: un bicchiere da solo, in silenzio, con un buon libro o una musica di fondo, a fine giornata.

Piatto siciliano in abbinamento

Il Ben Ryé chiama a sé la cassata siciliana al forno, quella versione più rustica e meno barocca della celebre cassata di Palermo. Fatta con pasta frolla, ricotta di pecora zuccherata e gocce di cioccolato, è un dolce che sa di casa, di festa, di intimità. La dolcezza cremosa della ricotta si fonde alla tensione aromatica del passito, mentre il burro della frolla accoglie il finale ambrato e persistente del vino. Un abbinamento che è puro conforto, perfetto per chi cerca bellezza e calore in ogni morso e ogni sorso.

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La storia che racconta

Ben Ryé, il passito che racchiude il respiro del vento di Pantelleria - Be Sicily Mag - 4
Giacomo Rallo, Josè Rallo, Gabriella Anca Rallo e Antonio Rallo. Dal sito ufficiale.

Ben Ryé è anche il racconto di una famiglia visionaria: i Rallo. Fondata nel 1983 da Giacomo Rallo e dalla moglie Gabriella Anca, pioniera della viticoltura femminile, Donnafugata è oggi guidata dai figli José e Antonio, insieme a un team che ha fatto dell’eccellenza il proprio mantra. L’azienda si è imposta come ambasciatrice del Made in Italy nel mondo, con uno stile inconfondibile, poetico, femminile, attento all’ambiente e ai dettagli.

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Il nome “Donnafugata” richiama il romanzo di Tomasi di Lampedusa e simboleggia la fuga di una donna dalla tirannide: un tributo alla libertà e alla creatività. Ben Ryé, tra tutte le creazioni della casa, è forse il più poetico, perché nasce in condizioni estreme e parla di resistenza, luce e bellezza, come solo Pantelleria sa fare.

Perché vale la pena provarlo

Perché è uno di quei vini che non si dimenticano. Un passito che parla il linguaggio del Mediterraneo più profondo e che riesce a coniugare tradizione, innovazione, artigianalità e piacere puro. È un vino da regalare e da regalarsi, un vino che rende ogni momento speciale. E ogni sorso è come un piccolo racconto, tra la sabbia nera dell’isola, i venti arabi e il profumo dolce della frutta al sole.

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