La Regione Sicilia ha ufficialmente avviato un piano da 32,2 milioni di euro per il risanamento delle strade provinciali, molte delle quali in condizioni critiche. Il primo passo operativo arriva con la firma dell’Accordo istituzionale tra l’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò, e i presidenti delle Città metropolitane e dei Liberi consorzi comunali, in seguito all’intesa sui Fondi Fsc siglata lo scorso maggio tra la premier Giorgia Meloni e il governatore Renato Schifani.
Una macchina operativa condivisa
Come spiegato dal presidente di Ance Sicilia, Salvo Russo, l’accordo segna un vero e proprio cambio di paradigma nella gestione delle infrastrutture: la Regione agirà in sinergia con gli enti intermedi offrendo supporto tecnico e amministrativo. L’Assessorato alle Infrastrutture assumerà il ruolo di centro di responsabilità e ufficio competente, mentre il Dipartimento regionale tecnico sarà la stazione appaltante. I Liberi consorzi e le Città metropolitane resteranno i soggetti attuatori, beneficiando però dell’assistenza regionale per accelerare tutte le fasi burocratiche.
“Questo modello sinergico – afferma Russo – rappresenta una svolta: la Regione viene in aiuto agli enti locali in difficoltà di personale, garantendo l’efficacia e la rapidità della spesa”. Secondo quanto previsto dall’assessore Aricò, i lavori dovrebbero partire entro la fine del 2025 e concludersi entro il 2026.
Come verranno distribuiti i fondi
Il piano di interventi prevede 15 cantieri strategici per la manutenzione straordinaria delle strade provinciali. Le risorse saranno così ripartite:
- Città metropolitana di Palermo: 2,5 milioni per un progetto
- Città metropolitana di Catania: 600 mila euro per un intervento
- Libero consorzio comunale di Agrigento: 4,6 milioni
- Libero consorzio comunale di Caltanissetta: 6,4 milioni per 4 progetti
- Libero consorzio comunale di Enna: 3,7 milioni
- Libero consorzio comunale di Ragusa: 5 milioni per 3 interventi
- Libero consorzio comunale di Siracusa: 1,6 milioni
- Libero consorzio comunale di Trapani: 7,6 milioni per 3 opere
Strade siciliane in condizioni disastrose
Secondo i dati di Ance Sicilia, più della metà delle strade provinciali siciliane si trova in uno stato di degrado avanzato. Frane, buche, tratti dissestati e collegamenti interrotti hanno finito per isolare decine di piccoli comuni, rendendo difficile – e talvolta pericolosa – la mobilità quotidiana di persone, merci e mezzi di soccorso.
Il nuovo piano mira a ricucire il tessuto viario delle aree interne, ripristinando i collegamenti verso porti, aeroporti e grandi centri urbani, e rilanciando l’economia locale grazie a infrastrutture più efficienti e sicure.
Un passo oltre il vecchio schema
Una prima apertura era arrivata con i due accordi siglati nel 2020 e 2021, durante la precedente legislatura. Ma l’iniziativa attuale, guidata dal governatore Renato Schifani e dall’assessore Aricò, va oltre. Supera la classica divisione tra livelli istituzionali per creare un fronte unico di responsabilità e azione, in grado di rispondere concretamente a un’emergenza che penalizza da decenni l’intera regione. “È una dimostrazione concreta – conclude Russo – dell’attenzione della Regione verso la rete viaria secondaria, troppo a lungo trascurata. Adesso, finalmente, si passa ai fatti.”



















