Nella notte tra sabato 25 e domenica 26 ottobre 2025, l’Italia metterà le lancette indietro di un’ora tornando all’ora solare. Un gesto semplice e quasi automatico, che però nasconde una serie di effetti curiosi sul nostro corpo, sull’umore e persino sull’economia. E non riguarda solo chi ama dormire fino a tardi: il “gioco delle lancette” muove ricerche scientifiche, discussioni politiche e qualche mito da sfatare.
Un piccolo jet lag casalingo
Potrà sembrare strano, ma spostare l’orologio di un’ora è come affrontare un mini jet lag. Lo confermano gli studi italiani più recenti, tra cui quello del Centro di Medicina del Sonno del Neuromed di Pozzilli: cambiare orario altera i ritmi circadiani, cioè il nostro orologio biologico interno.
Il risultato? Qualche giorno di sonno disturbato, irritabilità, calo della concentrazione e un leggero “sfasamento” che interessa fino al 30% della popolazione. E i più colpiti, dicono i ricercatori, sono i “gufi”, cioè chi tende a fare tardi la notte.
Effetti collaterali (anche sul cuore)
Sembra incredibile, ma l’ora legale e il suo ritorno all’ora solare sono stati studiati persino dai cardiologi. Alcune ricerche italiane e svedesi hanno rilevato un aumento temporaneo dei casi di infarto nei giorni successivi al cambio, soprattutto in primavera. In autunno, invece, l’effetto si riduce o scompare del tutto, tanto che qualcuno lo considera un piccolo “bonus” per il corpo: un’ora di sonno guadagnata e un ritmo più naturale.
La Sicilia e la luce del Sud
Nell’Isola l’effetto del cambio orario è più “morbido”. La Sicilia, trovandosi a latitudini più basse, gode di più ore di luce anche in autunno e inverno. Significa che al mattino la luce arriva prima e che l’adattamento è spesso più facile rispetto al Nord Italia. A influire, secondo gli esperti, è anche lo stile di vita mediterraneo: orari di cena più tardi, clima mite, abitudine a trascorrere tempo all’aperto. Tutti fattori che aiutano il nostro orologio interno a sincronizzarsi senza troppi scompensi.
Risparmio energetico: mito o realtà?
C’è poi l’aspetto economico, meno romantico ma molto concreto. Secondo Terna, nel 2025 i sette mesi di ora legale hanno fatto risparmiare 310 milioni di kilowattora — l’equivalente del consumo annuo di 120.000 famiglie — e circa 90 milioni di euro in bolletta. Ma attenzione: vent’anni fa il risparmio era quasi doppio. Col cambiamento dei consumi e delle tecnologie, l’effetto sull’energia si sta affievolendo.
Ora legale sì o no?
Da anni si discute se mantenere il doppio cambio stagionale o scegliere un’ora fissa. La Commissione Europea ha lasciato ai singoli Stati la decisione, ma l’Italia non ha ancora preso una posizione. E qui entra la curiosità più sorprendente: gli esperti non sono d’accordo.
La Società Italiana di Medicina Ambientale spinge per mantenere l’ora legale tutto l’anno, mentre cronobiologi come Roberto Manfredini (Università di Ferrara) sostengono il contrario: meglio l’ora solare, più “naturale” per il nostro organismo.
Insomma, dormiamo un’ora in più, ma restiamo divisi su quale sia il vero orologio del benessere.




















