L’idea è semplice e potente: raccontare il cibo della memoria, quello che le nonne e le mamme preparavano quotidianamente – oggi, sempre meno – per figli e nipoti, fatto di ingredienti freschi, sani, scelti uno per uno nei mercati, tra gli scaffali delle botteghe di alimentari (quasi scomparse), nei campi. Food Mama Fest, festival gastronomico del sud est siciliano, punta alla valorizzazione del territorio attraverso la gastronomia ma, in realtà, parla d’amore perché racconta e valorizza quel sentimento amorevole, antico e silenzioso, che sta nel gesto quotidiano del cucinare, nelle ricette che custodiscono intatta l’essenza più autentica dell’Isola.
L’anima del Food Mama Fest
Il Food Mama Fest, che ha inaugurato la sua prima tappa sabato 18 e domenica 19 ottobre nella corte dell’antico mercato casmeneo di Comiso (Ragusa), per i prossimi cinque fine settimana celebrerà le eccellenze del territorio ibleo in un percorso del gusto che toccherà adesso Chiaramonte Gulfi, Scicli, Ispica, Vittoria, per culminare a Modica. Ogni tappa ha un’anima diversa, un tema che intreccia tradizione, innovazione e luoghi storici.
“Pensateci – esortano il sindaco di Comiso Maria Rita Schembari e la curatrice del progetto, Simona Celi, durante l’accoglienza agli ospiti – Vitaliano Brancati, parlando del protagonista del suo Bell’Antonio, non lo descriveva come bellissimo ed elegante ma rimarcava che sapeva di biscotto appena sfornato”. È questa la forza del cibo siciliano, evocare ricordi, far parlare i sensi, raccontare identità. E la cucina delle mamme, con la genuinità che, col tempo, si fa poesia nel ricordo di ciascuno di noi, diventa la chiave per raccontare il futuro dell’enogastronomia siciliana partendo dal suo passato.

Un’esaltazione del territorio
Il Sud Est siciliano, intanto, con tutta la potenza attrattiva del suo cibo, mette in mostra la sua anima: la bellezza dei chiostri, il fascino antico dei circoli delle società operaie, i palazzi nobiliari che nulla hanno da invidiare a quelli, più famosi, dei gattopardi celebrati da Tomasi di Lampedusa. E coltiva così il turismo del passo lento, quello che non si cura dell’alta stagione, ma guarda, assapora, si meraviglia, in ogni mese dell’anno. Il cibo diventa chiave di destagionalizzazione e di riscoperta, calamita che conquista il viaggiatore assieme alla straordinarietà dei luoghi.
Non solo cibo, appunto. A dare corpo e voce al viaggio che vuole fare incontrare turisti, produttori e rappresentanti istituzionali dei rispettivi territori, oltre alle cene, agli show cooking degli chef più apprezzati di questo estremo triangolo di Sicilia, ci sono anche i percorsi guidati alla scoperta del territorio.
Così, a Comiso, è stata il sindaco Maria Rita Schembari il cicerone speciale del “Giro Bufaliniano”, alla scoperta dei luoghi più rappresentativi della città, degli angoli cari al grande scrittore comisano, con la lettura “on the road”, di passi scelti dai suoi scritti.
Accursio Craparo tra gli chef del Food Mama Fest
E se la mano e la sensibilità di Sabrina Gariddi e Natalia Carpanzano contribuiscono a creare i link di connessione tra produttori e buyers, la guest star della prima tappa è stato certamente lo chef Accursio Craparo, che ha firmato la cena standing con un menu di piatti (irresistibili) della tradizione contadina: polpette di pane al sugo – nate per riutilizzare gli avanzi del giorno prima -, macco di fave, le immancabili scacce, frittelle di patate al profumo di cannella. Sapori che raccontano una cultura dell’essenziale e del rispetto per la materia prima che nell’epoca del junk food sembrano retaggio di un passato lontanissimo.

“Nasco – racconta Accursio Craparo, mentre mescola il macco di fave che ribolle nel pentolone – da una famiglia di contadini di Sciacca. La mia infanzia è fatta di uova fresche, galline e conigli, cibo genuino e raccolta di verdure di campo. Ho 49 anni e non mi sono mai pentito di aver fatto il cuoco, è la mia vita. Per cucinare ci vuole passione, studio e impegno ma se c’è amore, ne senti il sapore. Perché cucinare significa soprattutto avere cura di chi gusterà le tue pietanze”.






















