La voce di Lucia Sardo, le note della Women Orchestra diretta da Alessandra Pipitone e la conduzione di Salvo La Rosa. Questi i principali protagonisti della prima edizione della serata Mille Rose per la Libertà, andata in scena al Teatro Biondo di Palermo in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne. Durante la premiazione, intervallata da momenti di performance teatrale, musicale e di danza, sono stati consegnati nove riconoscimenti a otto donne e un uomo che, con le loro storie e il loro lavoro, hanno contribuito a cambiare la società. Un tributo particolare è stato dedicato a Rosa Balistreri, musa dell’intera iniziativa, che ha trasformato la sua vita in un simbolo di resistenza al femminile.
Il Premio Mille Rose per la Libertà
Mille Rose per la Libertà nasce come gesto che si fa memoria attiva e invita a costruire una società fondata sull’inclusività e sul rispetto, unico antidoto alla violenza di genere e non solo. Le storie delle persone premiate sono diventate modello di un principio che non si deve smettere di ribadire: la cultura dell’altro come mezzo per arginare la brutalità, valorizzando il talento, l’impegno e il coraggio di donne che, nell’ambito in cui operano, non smettono di lottare per emergere ed essere riconosciute per la loro bravura.
Tutti i riconoscimenti consegnati
Il primo premio è stato consegnato a Elisabetta Puleo, moglie del maestro dell’opera dei pupi siciliana Mimmo Cuticchio, che ha dedicato il premio a tutte le donne che stanno dietro le quinte, senza le quali nessun progetto potrebbe prendere vita.
A ricevere il riconoscimento anche Rosa Di Stefano, presidente di Federalberghi Palermo, che ha dedicato il premio alle donne che resistono, accolgono e rinascono ogni giorno. “Nonostante sia paradossale nel 2025, essere una donna imprenditrice significa spostare montagne che a un uomo spesso basta osservare da lontano”, ha affermato sul palco.
Premiata anche Sabina Ciuffini, volto storico della televisione italiana accanto a Mike Bongiorno, che negli anni Settanta ha sdoganato la minigonna rivoluzionando lo stile delle ragazze dell’epoca.
Un riconoscimento è andato all’Associazione Life Onlus, rappresentata da Rosaria Vena, che promuove la cultura della vita attraverso ascolto e sostegno dedicandosi a ridurre le problematiche vissute dalle donne in gravidanza a rischio: “La scelta per la vita è sempre una scelta vincente, anche se con difficoltà”, ha ricordato.
Un altro riconoscimento è stato ritirato da Elvira Rotigliano in rappresentanza dell’associazione Le Onde ETS, che ha dedicato l’onorificenza a tutte le donne che non hanno più voce e a chi continua la propria lotta per la libertà. E ancora alla regista Donatella Massimilla, che ha portato il teatro nelle carceri contribuendo alla sensibilizzazione di un pubblico complesso.
Non potevano infine non essere premiate la direttrice della Women Orchestra Alessandra Pipitone, e l’attrice, nonché protagonista della serata, Lucia Sardo, che da sempre utilizza il teatro sociale come mezzo di resistenza. L’unico uomo premiato è stato Paolo Licata, regista del film su Rosa Balistreri L’amore che ho.
L’arte, strumento di liberazione e resistenza
Le musiciste della Women Orchestra hanno portato in scena la visione di un mondo in cui nessuna donna deve chiedere il permesso per essere libera. “Per noi non è solo musica, ma anche voglia di autodeterminazione, di coraggio e di grande unità tra donne”, ha affermato Alessandra Pipitone. La serata è stata accompagnata dalle musiche di Rosa Balistreri, voce degli ultimi, e dal brano inedito composto per l’occasione dal siciliano Giacomo Cuticchio, Fandango. Presenti anche la compagnia Cotroneo Events di Stefania Cotroneo e il coro dell’Accademia Pas diretto da Marzia Molinelli.
Il sostegno delle istituzioni
Lo spettacolo è stato una produzione dell’Associazione Spettacolo Cultura APS, realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale dello Spettacolo FUS. Sul palco è intervenuto anche il vicesindaco di Palermo Giampiero Cannella, che ha espresso il suo entusiasmo per l’iniziativa: “È importante dare spazio a questi messaggi attraverso il teatro per contrastare la violenza di genere, partendo dall’educazione dei bambini e dei ragazzi per insegnare loro il rispetto e il confronto con l’altro”.
Il cambiamento non può più aspettare, e a contribuire alla causa da questa prima edizione è il Premio Rosa, che punta — con una visione proiettata al futuro — a diventare un faro per celebrare storie di donne che, con la loro strategia e il loro impegno, creano lo spazio per costruire. Un premio made in Sicily che parla a tutte e a tutti, perché la responsabilità è collettiva e l’impegno degli uomini in questo percorso diventa necessario.




















