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89 anni senza Luigi Pirandello: il ricordo dello scrittore siciliano che vinse il premio Nobel

Un viaggio nell'eredità del Premio nobel per la letteratura: come Luigi Pirandello ha cambiato il mondo della cultura

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Una personalità talmente grande e rivoluzionaria da sembrare immortale. L’eredità dello scrittore agrigentino Luigi Pirandello è enorme, in virtù della sua genialità e capacità di analizzare la realtà. Figlio di proprietario di miniere, mentre la sua famiglia andava in disgrazia per alcuni crolli intraprese la carriera letteraria. È così che passò gran parte della giovinezza a Roma, senza dimenticare però mai la sua Sicilia. Grazie alle sue opere, ottenne presto successo, divenendo uno degli autori più influenti in Italia e non solo. Oggi il Paese lo ricorda, a 89 anni dalla sua scomparsa, avvenuta proprio nella Capitale per una polmonite.

Pirandello, la sua vita e le opere

Dopo gli esordi poetici, Luigi Pirandello si affermò come narratore con romanzi come L’esclusa e soprattutto Il fu Mattia Pascal, incentrati sulla crisi d’identità e sul contrasto tra realtà e apparenza. Parallelamente sviluppò la sua teoria dell’umorismo, esposta nel saggio L’umorismo, che distingue tra semplice comicità e uno sguardo più profondo e doloroso sull’esistenza. Dal secondo decennio del Novecento si dedicò soprattutto al teatro, rinnovandolo con opere come Così è (se vi pare) e Sei personaggi in cerca d’autore, che mettono in scena il relativismo della verità e il gioco tra vita e rappesentazione.

L’autore fondò anche a Roma il Teatro d’Arte e ottenne nel tempo una fama internazionale, fino al conferimento del Premio Nobel per la Letteratura nel 1934. Alla sua morte, ha lasciato in eredità una vasta produzione di romanzi, novelle e drammi che hanno segnato in modo decisivo la letteratura e il teatro del Novecento.

Pirandello e la Sicilia

Spesso, nelle sue opere, Luigi Pirandello, ha descritto la Sicilia come una terra aspra, piena di contraddizioni e ingiustizie, ma anche come un luogo che segna per sempre il carattere di chi ci nasce, anche se costretto a vivere lontano. Lo scrittore, da parte sua, ha vissuto un’Isola povera: suo padre possedeva le miniere nei paesi limitrofi e Luigi frequentava sia le miniere che i centri urbani di paesi come Aragona e Comitini. Emblematica è la storia di Ciaula scopre la luna, novella ispirata proprio alle giornate degli operai che lavoravano all’interno delle miniere di Zolfo.

“Restò – appena sbucato all’aperto – sbalordito. Il carico gli cadde dalle spalle. Sollevò un poco le braccia; aprì le mani nere in quella chiarità d’argento.
Grande, placida, come in un fresco luminoso oceano di silenzio, gli stava di faccia la Luna. Sì, egli sapeva, sapeva che cos’era; ma come tante cose si sanno, a cui non si è dato mai importanza. E che poteva importare a Ciàula, che in cielo ci fosse la Luna?”, si legge.

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