Catania è ufficialmente tra le dieci città finaliste per il titolo di Capitale italiana della Cultura 2028. La selezione è stata annunciata dal Ministero della Cultura al termine della valutazione dei dossier presentati dalle città candidate, premiando la qualità progettuale e la visione culturale proposta. Un risultato che proietta il capoluogo etneo in una competizione nazionale di alto profilo, accanto a realtà provenienti da tutta Italia.
Le audizioni pubbliche a febbraio a Roma
Il prossimo passaggio chiave sarà rappresentato dalle audizioni pubbliche, in programma il 26 e il 27 febbraio 2026 presso la Sala Spadolini del Ministero della Cultura. Ogni città avrà un’ora a disposizione per illustrare il proprio progetto: trenta minuti dedicati alla presentazione e trenta al confronto diretto con la giuria. Gli incontri saranno trasmessi in diretta streaming sul canale YouTube del Ministero, garantendo massima trasparenza e partecipazione.
“Catania Continua”
Il dossier con cui Catania sostiene la propria candidatura porta un titolo che è già una dichiarazione d’intenti: “Catania Continua”. Il progetto si fonda su una narrazione complessa e stratificata della città, capace di tenere insieme musica, letteratura, scienza e paesaggio. Dalla tradizione lirica di Bellini alle sperimentazioni musicali di Franco Battiato e Carmen Consoli, passando per la grande letteratura di Verga, De Roberto, Brancati e Goliarda Sapienza, Catania si racconta come un laboratorio culturale vivo e in continua evoluzione.
Tra vulcano, ricerca e Mediterraneo
Il racconto culturale si intreccia con la dimensione scientifica e geografica. L’Etna, vulcano attivo più alto d’Europa, convive con una rete di istituti di ricerca di livello internazionale, con l’Università fondata nel 1434 e con infrastrutture che fanno di Catania un nodo strategico nel Mediterraneo. Una città che guarda in alto, tra cielo e lava, ma anche in profondità, tra ricerca, innovazione e connessioni globali.
Tre sguardi per il futuro della città
Il programma culturale si sviluppa attorno a tre direzioni simboliche: guardare in alto, verso l’innovazione e la creatività; guardare oltre il mare, rafforzando il ruolo di Catania come crocevia mediterraneo; guardare dentro sé stessa, mettendo in rete comunità, quartieri e patrimoni materiali e immateriali. Un percorso che coinvolge anche il tessuto produttivo, con centinaia di imprese culturali attive sul territorio.
Verso la proclamazione finale
La città vincitrice del titolo di Capitale italiana della Cultura 2028 sarà proclamata entro il 27 marzo 2026. In palio non c’è solo un riconoscimento simbolico, ma anche un’importante opportunità di investimento e visibilità nazionale e internazionale. Per Catania, l’ingresso tra le finaliste rappresenta già un risultato significativo e un’occasione per rilanciare il proprio ruolo culturale nel Paese.



















