Un sogno iniziato quasi trent’anni fa e oggi una bella realtà di solidarietà e amore per gli animali. La storia del gattile EDIGA è indissolubilmente legata a quella di Pola Narzisi, al secolo Maria Paola Narzisi, funzionaria della Regione Siciliana e grande amante dei gatti che negli anni Settanta e Ottanta si prendeva cura delle colonie feline di Villa D’Orléans, un patrimonio storico di animali randagi a Palermo. Nel 1988, insieme a un gruppo di amici, fonda EDIGA e acquista un terreno in via Pandolfini a Boccadifalco, destinato a diventare il rifugio. L’obiettivo era semplice ma ambizioso: dare benessere ai gatti in difficoltà e creare una struttura che potesse accoglierli in sicurezza.
Nel 2013 inizia per il rifugio una nuova missione: è l’anno in cui Pola scompare e Franco Lannino, tra i più importanti fotografi siciliani, assume la presidenza dell’associazione EDIGA. Da allora, quello che era il sogno di una donna profondamente legata agli animali diventa una responsabilità concreta: garantire benessere, cura e dignità ai gatti più fragili del territorio palermitano. Un impegno enorme, soprattutto considerando che il rifugio si estende su 2mila metri quadrati, ospitando centinaia di gatti stanziali.
Pola Narzisi: una memoria viva
Pola non era solo una amante dei gatti, ma una persona con un forte senso di responsabilità civile e sociale. Nel 1988 fonda l’associazione EDIGA insieme a un gruppo di amici e la sua visione ha plasmato l’identità di EDIGA: il rispetto, la cura e la tutela dei gatti sono al centro di ogni decisione. “Quando Pola mi disse che voleva che il rifugio continuasse anche dopo la sua morte – ricorda Lannino – ho sentito il peso di una promessa da mantenere”. La memoria di Pola è viva in ogni goccia di cibo, in ogni gesto di cura, in ogni adozione riuscita.

Quando l’emergenza non è solo il randagismo
Il cuore dell’attività del gattile EDIGA è l’accoglienza dei gatti che, per gravi problemi di salute o traumi, non possono più vivere nel loro ambiente originario. Animali che, anche dopo essere stati curati e stabilizzati, non riuscirebbero a sopravvivere tra strada e colonie. A questo si affianca una sorta di “pronto soccorso sociale”, pensato per gestire tutte quelle situazioni in cui il legame tra uomo e animale si spezza improvvisamente.
Non solo gatti di strada. EDIGA interviene anche nei casi in cui un animale domestico resta improvvisamente solo: un anziano che muore, una famiglia che non sa come occuparsene, una situazione che rischia di trasformarsi in abbandono. Qui il rifugio diventa un punto di riferimento, offrendo consigli, soluzioni e, quando possibile, una nuova collocazione.
“La guerra contro il randagismo è persa – ammette Lannino -. Ma ogni battaglia vinta conta: ogni gatto curato, adottato o semplicemente messo al sicuro rappresenta una goccia in mezzo al mare. E anche una goccia – dice – può fare la differenza”.

Sterilizzare è un atto d’amore
Al centro dell’impegno dell’associazione c’è la cultura della sterilizzazione. Senza questo passaggio, il randagismo felino continuerebbe a crescere in modo incontrollato, soprattutto in Sicilia. “Sterilizzare non è una mutilazione – spiega Lannino – ma un atto d’amore“. I gatti, ormai privi di un ecosistema naturale, dipendono completamente dall’uomo, che ne condiziona sopravvivenza e riproduzione.
L’adozione come vera soluzione
L’adozione resta uno degli strumenti principali. Cuccioli e adulti vengono accuditi e preparati per una nuova vita nelle famiglie, con un’attenzione particolare alla socializzazione e al benessere psicologico. Nonostante la grande quantità di animali, la gestione è affidata a pochi operatori tra cui il presidente, supportati da un piccolo gruppo di collaboratori e volontari. La carenza di braccia umane è una delle sfide più difficili: ogni giorno richiede energie immense, ma la passione e la dedizione rendono possibile un lavoro che altrimenti sarebbe impossibile.

Un rifugio che si autofinanzia e guarda avanti
Come detto, Lannino ha preso l’incarico nel 2013, alla morte di Pola Narzisi. “Mi senti molto preso da quella promessa” racconta Lannino. La situazione era critica: il rifugio era ormai in degrado e assomigliava, nelle sue parole, “a un campo nomadi per gatti“. Per sopravvivere, EDIGA ha costruito negli anni un sistema di autofinanziamento articolato. Dal 5×1000 alle donazioni private, fino a un’idea diventata centrale: una vera e propria pensione per gatti, con 31 stanze dotate di terrazzo privato. A questo si aggiunge il servizio di cat-sitting a domicilio, pensato per chi parte per lavoro o vacanza e vuole affidare il proprio animale a mani esperte.
Oggi il rifugio ospita circa 185 gatti stanziali, senza contare i gatti in pensione temporanea durante le vacanze. La gestione è stabile, la struttura rinnovata, i servizi innovativi e le adozioni continue. EDIGA è una realtà che unisce memoria, responsabilità e innovazione, portando avanti il sogno di Pola Narzisi e offrendo a Palermo un rifugio unico per gatti bisognosi e per chi vuole imparare a conoscerli e amarli.




















