È il giorno della conta dei danni in Sicilia dopo il passaggio del ciclone Harry, che ha devastato ampi tratti di costa, in particolare nel Messinese e nel Catanese. Una vera e propria tragedia ambientale ed economica, come l’ha definita il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nel corso della conferenza stampa convocata questa mattina per fare il punto sull’emergenza.
“La Regione sarà al fianco dei siciliani in tutte le fasi” ha assicurato Schifani, sottolineando come il sistema di preallerta abbia funzionato e abbia consentito di evitare conseguenze più gravi per le persone. “”Non ci sono state vittime per fortuna, di questo ringrazio la Protezione civile per il lavoro svolto in questi giorni difficilissimi”.
Sopralluoghi nei territori colpiti e contatti istituzionali
Il presidente ha annunciato che nelle prossime ore sentirà il Capo dello Stato e che effettuerà personalmente un sopralluogo nei territori colpiti, “per far sentire la vicinanza delle istituzioni ma soprattutto per avere una visione diretta dello stato dei luoghi“. Intanto la Regione ha già avviato l’iter per la richiesta dello stato di calamità nazionale: “Appena acquisiremo la documentazione completa, formalizzeremo la richiesta al governo, così da poter stanziare le somme necessarie”.

Sicilia in stato di calamità
La prima stima dei danni è definita dallo stesso Schifani “impressionante”: circa 740 milioni di euro, a cui si aggiungono i danni indiretti legati ai mancati introiti e alle perdite economiche subite da famiglie e imprese. “Vigilerò al massimo – ha aggiunto – conoscendo bene i tempi lenti della macchina amministrativa, affinché i fondi arrivino e vengano spesi con rapidità”.
Nell’immediato, la giunta regionale ha deliberato uno stanziamento di 50 milioni di euro per le spese urgenti, destinati in gran parte alla Protezione civile, di cui 20 milioni provenienti dai fondi globali. Salvo Cocina, capo della Protezione civile regionale, è stato appena nominato commissario per lo stato di calamità.
Coordinamento con il governo e le altre regioni colpite
Schifani ha inoltre riferito di aver avuto contatti con il ministro degli Esteri Antonio Tajani e che lavorerà a un coordinamento con le altre regioni colpite, Sardegna e Calabria. Ulteriori risorse potrebbero arrivare dalla riprogrammazione dei fondi europei per la coesione, tema affrontato anche con il Ministro per gli affari europei Tommaso Foti.
Dall’emergenza alla ricostruzione
“Questa è la fase dell’emergenza – ha spiegato ancora il presidente – poi inizierà quella della ricostruzione, come avviene nei grandi eventi calamitosi”. In quest’ottica, Schifani ha annunciato la futura nomina di un commissario per la ricostruzione strutturale, che opererà in deroga alle procedure burocratiche ordinarie. Al centro anche il tema dei risarcimenti indiretti: “Le istituzioni faranno sentire la propria presenza a chi ha subito perdite economiche, anche non immediate”. Restano alcune situazioni critiche da monitorare e mettere in sicurezza, come a Linosa, dove si registrano persone isolate.
Cocina: “Un evento mai visto negli ultimi decenni”
In collegamento, Salvo Cocina ha ricordato la straordinarietà dell’evento meteorologico: “Le previsioni erano molto severe e abbiamo attivato un’allerta preventiva, indicando a sindaci e Comuni come prepararsi. In poche ore sono caduti fino a 400 millimetri di pioggia, l’equivalente di un anno di precipitazioni in Sicilia, insieme a mareggiate e venti fortissimi che hanno sollecitato le coste come mai visto negli ultimi decenni”. Una stima dei danni così elevata è dovuta al fatto che “sono stati colpiti centinaia di chilometri di litorale”. Quanto ai feriti registrati, Cocina ha precisato che si tratta di casi legati a “comportamenti non precauzionali” ribadendo l’importanza del rispetto delle indicazioni di sicurezza in situazioni di emergenza estrema.




















