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Giorgia Meloni torna a Niscemi: è la terza visita della Premier dopo la frana

La Presidente del Consiglio è tornata nella cittadina in provincia di Caltanissetta accompagnata dal Capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano

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La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è tornata a Niscemi per la terza volta dal 25 gennaio, giorno in cui la frana ha colpito la cittadina in provincia di Caltanissetta. Ad accoglierla, oltre al sindaco Massimiliano Valentino Conti, anche alcuni cittadini che sono stati costretti a lasciare le proprie abitazioni a causa dell’emergenza causata dalla calamità naturale. Dopo le visite del 28 gennaio e del 16 febbraio, la Premier si è recata nuovamente in Sicilia per un incontro istituzionale per constatare di persona le condizioni in cui versa oggi la località danneggiata dalle conseguenze drammatiche del ciclone Harry. Anche in questa occasione è stata accompagnata dal capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano

In Cdm due programmi da 75 milioni per Niscemi

A margine della sua terza visita a Niscemi, Giorgia Meloni ha espresso la volontà del Governo di stanziare, attraverso il Consiglio dei Ministri di domani, due programmi ciascuno da 75 milioni di euro per la messa in sicurezza del territorio e per gli indennizzi ai proprietari delle abitazioni nell’area colpita dalla frana. “Sono venuta qui la prima volta il 28 gennaio, poi sono tornata il 26 febbraio e oggi sono nuovamente qui. Avevo promesso che non si sarebbe ripetuta la vergogna insostenibile di risarcimenti arrivati dopo decenni”.

La Premier ha ricordato inoltre che il decreto legge che il Consiglio dei Ministri ha approvato lo scorso 27 febbraio ha previsto “oltre alle disposizioni generali che riguardavano tutti i territori che erano stato colpiti da Ciclone Harry, anche delle disposizioni molto specifiche per affrontare la questione della frana di Niscemi”. “Nello specifico – ha spiegato – il decreto stanziava 150 milioni di euro finalizzati a tre obiettivi: finanziare i programmi di demolizione di edifici pericolosi e che rientrano nell’area della frana, riduzione del rischio idraulico e idrogeologico del territorio di Niscemi, erogare i contributi ai cittadini proprietari di immobili crollati o da demolire per acquistare terreni dove costruire case nuove oppure per comprare case già disponibili a Niscemi o nei comuni limitrofi”.

L’obiettivo è quello di guardare al futuro, senza commettere gli errori del passato. “Stiamo facendo la differenza rispetto al 1997 quando gli interventi non vennero programmati. Le cose possono cambiare, non siamo eternamente destinati a rivivere gli errori del passato, non c’è niente che dobbiamo dare per scontato”, ha aggiunto.

La frana di Niscemi

La frana che si è manifesta nella provincia di Caltanissetta lo scorso inverno in seguito al ciclone Harry e che ha devastato gran parte del territorio di Niscemi, infatti, non è stata del tutto inaspettata. Niscemi, infatti, nasce da argille sabbiose e un contesto argilloso miocenico da poco consolidato, che non ha retto alle significative intemperie che hanno colpito la zona. Già in passato la zona era stata segnalata come a rischio. Lo scorso 25 gennaio una crepa lungo circa quattro chilometri ha causato poi lo sfollamento di 1.500 persone, costretto a evacuare. Il fenomeno ha colpito in particolare i quartieri Sante Croci, Trappeto e via Popolo, fino ad arrivare all’avanzamento del fronte in direzione Gela. Territori che adesso sentono l’esigenza di rinascere e che hanno bisogno dell’aiuto dello Stato.

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