Nel giorno del trentesimo anniversario della cattura di Giovanni Brusca, il Comune di San Giuseppe Jato ha conferito la cittadinanza onoraria al prefetto Renato Cortese. La cerimonia è avvenuta nei locali del Centro diurno Giorgio La Pira e ha assunto un forte valore simbolico per l’intera comunità, legando il riconoscimento a una delle pagine più significative della lotta alla mafia nel territorio. La figura di Cortese è infatti strettamente connessa alla storica attività della sezione Catturandi della Squadra Mobile di Palermo, protagonista negli anni di numerose operazioni decisive contro Cosa Nostra.
Il riconoscimento nel giorno simbolo della cattura di Brusca
La scelta di conferire la cittadinanza onoraria proprio il 20 maggio assume un significato profondamente civile per San Giuseppe Jato, territorio a lungo segnato dalla presenza mafiosa. Tra gli uomini catturati da Cortese anche Berardo Provenzano, Gaspare Spatuzza, Pietro Aglieri, Enzo Brusca, Salvatore Grigoli e Giovanni Strangio.
A congratularsi per il premio, l’Associazione Nazionale Funzionari di Polizia: “Il riconoscimento rende omaggio a un funzionario che ha segnato alcune delle pagine più significative del contrasto alla criminalità organizzata, a partire dalla cattura di Giovanni Brusca, autore materiale della strage di Capaci, fino ai successivi, straordinari risultati investigativi conseguiti nella lotta a Cosa Nostra e ad altre organizzazioni criminali. Renato Cortese rappresenta un esempio di professionalità, equilibrio istituzionale, competenza investigativa e dedizione assoluta al servizio dello Stato. Il suo percorso ha contribuito non solo a colpire duramente le organizzazioni mafiose, ma anche a rafforzare nei cittadini la fiducia nelle istituzioni e nella presenza dello Stato nei territori più complessi”.
La cerimonia
Alla cerimonia hanno preso parte numerose autorità civili e militari, tra cui i questori di Palermo, Trapani ed Enna, oltre ai sindaci di diversi Comuni del territorio e al presidente del Parlamento della Legalità Nicolò Mannino. Durante la giornata, uno dei momenti più intensi è stato l’applauso rivolto agli uomini della Catturandi presenti in sala, protagonisti di alcune delle più importanti operazioni antimafia degli ultimi decenni. Un riconoscimento collettivo che ha voluto sottolineare il valore del lavoro di squadra svolto negli anni nella lotta a Cosa Nostra.













