Il Comune di San Vito Lo Capo ha proposto un “progetto di riqualificazione turistica” per il litorale di Macari-Castelluzzo, famoso per la serie TV Màkari, tratta dai libri di Gaetano Savatteri. Il progetto prevede una nuova rete di servizi turistici: un luna park, la privatizzazione del tratto costiero, servizi di noleggio, aree giochi, chioschi e attrezzature temporanee.
La proposta ha fatto infuriare le associazioni ambientaliste, che hanno proposto una petizione per fermare l’iniziativa dal titolo “Salviamo il litorale di Macari“, petizione firmata da tanti professori universitari, attori, musicisti e membri della società civile, con una lunga lettera scritta da un gruppo di esperti che vorrebbero valorizzare l’area.
Tra i firmatari figurano Emma Dante, Giuseppe Messina di Legambiente Pizzo Cofano, Giuseppe Fiorello, Donatella Finocchiaro, Mario Venuti e numerosi altri artisti, attori, professionisti, ricercatori e professori universitari.
É possibile firmare la petizione attraverso questo link.
Il progetto del Comune di San Vito Lo Capo
Il progetto finalizzato alla “gestione di servizi turistici” prevede nell’area la realizzazione di due aree di parcheggio da 20mila e 25mila metri quadrati e l’attivazione di un sistema di trasporto turistico con mezzi a GPL/Diesel con corse ogni cinque minuti. È inoltre contemplata la privatizzazione temporanea di un tratto costiero, con delimitazioni fisiche e accessi controllati. Tra le infrastrutture previste figurano torrette di avvistamento, palchi, stand e un teatro amovibile in struttura metallica.
Sono programmati anche servizi igienici chimici e un sistema di noleggio di lettini e ombrelloni distribuito su più siti, con il progetto che include attività acquatiche, aree giochi e spazi fitness, collocati in zone particolarmente esposte al caldo e prive di ombreggiatura. Completano il quadro distributori automatici di bevande e alimenti, chioschi e mezzi mobili per la vendita di prodotti vari.
La petizione e i firmatari a salvataggio di Macari
Il progetto viene contestato per l’assenza di un’analisi sui reali fabbisogni e sugli impatti ambientali e socio-economici in un’area di elevato valore paesaggistico e culturale. Secondo i promotori della petizione, l’intervento comporterebbe un’eccessiva pressione antropica, con aumento di rifiuti, rumore, consumi energetici e inquinamento. Vengono segnalati rischi per habitat naturali, fauna e avifauna, oltre a danni alla vegetazione endemica e alla scogliera a vermeti, biocostruzione di particolare pregio.
Il progetto inciderebbe inoltre sul paesaggio, con strutture e parcheggi ritenuti incompatibili con i vincoli esistenti. Restano aperti interrogativi sulla reale fruibilità balneare e sull’utilità delle opere previste, giudicate in parte superflue. L’iniziativa viene letta come funzionale a interessi privati più che alla tutela del territorio. I firmatari chiedono alla Regione Siciliana di respingere il progetto tramite una nuova Valutazione di Incidenza Ambientale e al Comune di San Vito Lo Capo di rinunciare all’intervento.




















