A Sant’Alessio Siculo, in provincia di Messina, si celebra il ricordo di Don Antonio Musumeci, parroco della città ucciso per mano di alcuni militari nazisti il 14 agosto del 1943. La Chiesa di S. Alessio Siculo ha scelto di avviare la Causa di Beatificazione del sacerdote diocesano.
Chi era Don Antonio Musumeci
Nato ad Aci Sant’Antonio, in provincia di Catania, il 15 dicembre 1899, Don Antonio Musumeci era diventato sacerdote nel 1925. Proveniva dalla Diocesi di Acireale, ma successivamente venne richiesta la sua incardinazione nella Diocesi di Messina con l’incarico da parroco nella Chiesa di Sant’Alessio – Parrocchia Santa Maria delle Grazie.
L’omicidio di Don Antonio Musumeci e la causa
È qui che l’uomo perse la vita, il 14 agosto del 1943, ucciso dai militari nazisti – in ritirata in seguito allo sbarco degli alleati in Sicilia – per difendere dei fedeli. Lo si legge anche nell’Editto arcivescovile che annuncia l’apertura della Causa di Beatificazione: “Don Musumeci dà la prova più alta del suo ministero la mattina del 14 agosto 1943, quando – difendendo alcuni fedeli aggrediti dai militari nazisti durante la ritirata – viene colpito da una granata all’interno della casa canonica e poi ucciso con due proiettili alla testa”.
La prima sessione dell’Inchiesta Diocesana
La prima sessione dell’Inchiesta Diocesana avrà luogo – sabato 10 gennaio 2026 alle 18 – proprio nella chiesa parrocchiale che ha dato il via al processo di beatificazione e sarà presieduta dall’arcivescovo Giovanni Accolla. La cerimonia si aprirà con un momento di preghiera e prevede l’insediamento del Tribunale, la nomina della Commissione dei periti storici e il giuramento di tutti gli officiali incaricati.
Come funziona la causa di beatificazione
L’incontro è parte di un più lungo percorso, quello della causa di beatificazione, cioè il processo formale utile a riconoscere la santità di un defunto, che prevede un iter preciso, scandito da fasi ben definite.
A seguire le nomine previste dalla prima sessione dell’Inchiesta Diocesana, la raccolta di testimonianze di chi ha conosciuto il Servo di Dio; scritti, documenti, lettere, diari ed eventuali prove di fama di santità o di martirio. L’obiettivo è verificare che la persona abbia vissuto in modo eroico le virtù cristiane. Successivamente, ha luogo la trasmissione degli atti al Dicastero delle Cause dei Santi di Roma, seguita dalla redazione della Positio – dossier che approfondisce vita, virtù e testimonianze del prossimo Santo – e dalla dichiarazione di Venerabile.
Infine, si procede con il riconoscimento del miracolo e con la definitiva beatificazione: il Venerabile diventa Beato.
La beatificazione di Carlo Acutis e la reliquia a Siracusa
Recentemente, lo stesso procedimento era stato affrontato per la beatificazione di Carlo Acutis, il primo millenial a essere canonizzato – a settembre 2025 – e di cui una ciocca di capelli è stata donata, come reliquia, al Santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa.




















