La nuova puntata de La Pennicanza, il programma radiofonico in onda su Rai Radio2 e condotto da Fiorello insieme a Fabrizio Biggio, si apre con un momento di forte partecipazione emotiva. Lo showman interrompe il consueto tono leggero della trasmissione per rivolgere un pensiero alla Sicilia, duramente colpita dal ciclone Harry nelle ultime ore.
I messaggi nella notte e i racconti dal territorio
Fiorello racconta di aver ricevuto, nel cuore della notte, numerosi messaggi da amici e parenti che vivono nelle zone devastate dal maltempo. Testimonianze dirette che parlano di scene drammatiche lungo tutta la costa orientale dell’Isola. “Mi stanno descrivendo cose impressionanti” spiega sottolineando come la situazione sia precipitata improvvisamente: “Quello che ieri sembrava già grave, in realtà nella notte è successo davvero di tutto”.
Giardini Naxos e Letojanni, i luoghi delle origini
Il racconto si sofferma in modo particolare su Giardini Naxos e Letojanni, territori a cui Fiorello è profondamente legato per ragioni familiari. “Lì ci sono le mie origini, mia mamma e mio papà sono nati là” ricorda. È proprio da queste località che arrivano le immagini più dolorose: ristoranti spazzati via, attività commerciali distrutte, interi tratti di costa irriconoscibili.
Attività distrutte e barche affondate
Nel suo intervento, lo showman cita esempi concreti della devastazione causata dal ciclone. Ristoranti storici che non esistono più, barche di pescatori affondate, economie locali messe in ginocchio nel giro di poche ore. Dettagli che restituiscono la dimensione reale del disastro e il senso di smarrimento vissuto dalle comunità colpite.
L’appello raccolto in diretta
Fiorello racconta anche l’urgenza degli appelli ricevuti da chi vive sul posto. “Mi hanno detto: ti prego, parlane, aiutateci” confida in diretta. Un invito che decide di accogliere usando la sua voce e la visibilità del mezzo radiofonico, con l’obiettivo di non spegnere i riflettori su quanto sta accadendo in Sicilia.
Un abbraccio che parte da lontano
Lo sguardo si allarga poi ai siciliani che vivono fuori dall’Isola. Fiorello si rivolge idealmente a chi, come lui, è lontano ma continua a sentirsi parte di quella terra. “Tutti manderanno un abbraccio, un pensiero” dice, riconoscendo che forse “servirà a poco”, ma ribadendo l’importanza di testimoniare, di “accendere la luce” su un’emergenza che non può essere ignorata.
Il messaggio finale: vicinanza e attenzione
L’intervento si chiude con parole semplici ma cariche di significato: “È un disastro senza precedenti, vogliamo abbracciarvi tantissimo”. Non un discorso istituzionale, ma una testimonianza personale che dà voce al dolore di una Sicilia ferita e richiama l’attenzione sulla necessità di solidarietà concreta verso le popolazioni colpite dal ciclone lungo la costa orientale dell’Isola.



















