Il 20 gennaio 2026 si celebra la Giornata del rispetto, in memoria di Willy Monteiro Duarte. A disporlo è la legge 17 maggio 2024 n. 70, in materia di prevenzione e contrasto del bullismo e del cyberbullismo.
Un momento di approfondimento delle tematiche del rispetto
A spiegarne la funzionalità è l’articolo 4 della suddetta legge, che la definisce come “momento specifico di approfondimento delle tematiche del rispetto degli altri, della sensibilizzazione sui temi della non violenza psicologica e fisica e del contrasto di ogni forma di discriminazione e prevaricazione”.
In memoria di Willy Monteiro Duarte
La Giornata del rispetto nasce in memoria di Willy Monteiro Duarte, cittadino italiano di origine capoverdiana, ucciso nel 2020 mentre prendeva le difese di un amico in difficoltà. In seguito, gli è stata intitolata una medaglia d’oro al valore civile alla memoria.
L’istituzione della giornata intende rappresentare l’occasione, per ciascuna comunità scolastica, di porre in essere attività di riflessione e approfondimento in ordine alla più ampia tematica del rispetto, anche al fine di prevenire e contrastare ogni forma di violenza psicologica e fisica connessa a fenomeni di bullismo e cyberbullismo.
I dati sul bullismo in Italia
Seppur spesso passi inosservato, il bullismo è una piaga costante della nostra società. A dimostrarlo è la ricerca Bambini e ragazzi: comportamenti, atteggiamenti e progetti futuri, condotta da ISTAT nel 2023. L’indagine ha coinvolto un campione di 39.214 individui, rappresentativo dei 5 milioni e 140mila ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 19 anni residenti in Italia.
Il 68,5% dei ragazzi in quella fascia d’età dichiara di aver subìto, nei 12 mesi precedenti, un qualche episodio offensivo, aggressivo, diffamatorio o di esclusione sia online che offline. Ad avere subìto questi atti più volte al mese è il 21% dei ragazzi; inoltre, per circa l’8% la frequenza è stata quanto meno settimanale.
I maschi dichiarano di aver subìto atti di bullismo più delle femmine (21,5% contro 20,5%). La cadenza più che mensile degli eventi vessatori subìti si riscontra soprattutto tra i giovanissimi (ne è stato vittima il 23,7% degli 11-13enni) piuttosto che tra i 14-19enni (19,8%).
Meglio al Sud?
Tra i dati ISTAT emerge anche il numero di ragazzi residenti nel Mezzogiorno che dichiarano di non aver mai subìto, nell’anno precedente, comportamenti offensivi, non rispettosi e/o violenti. Il numero risulta essere più alto rispetto ai ragazzi del Nord-ovest (il 33,5% contro il 29%).




















