Il 24 febbraio Gela aprirà ufficialmente le porte del “Museo dei relitti greci”, un progetto avviato cinque anni fa e oggi finalmente completato nell’area di Bosco Littorio. Un’inaugurazione attesa da almeno un quarto di secolo, che restituisce alla città un patrimonio unico emerso dai suoi fondali e destinato a riscrivere il racconto identitario del territorio.
Il cuore del museo è la Nave arcaica datata tra il VI e il V secolo a.C., rinvenuta nel 1988 nei fondali di contrada Bulala e recuperata tra il 2003 e il 2008 dopo un lungo e complesso intervento di ricerca e restauro. Dopo una breve apparizione alla Bit di Milano, l’imbarcazione trova ora una collocazione stabile nella struttura che fa capo alla Regione Siciliana e alla Soprintendenza.
La Nave arcaica, un patrimonio sommerso
Catalogata come “Relitto Gela I”, la nave rappresenta uno dei più importanti ritrovamenti archeologici subacquei del Mediterraneo. Il suo recupero fu fortemente sostenuto dall’archeologo Sebastiano Tusa, scomparso tragicamente in un incidente aereo, che per anni si batté affinché il relitto potesse essere riportato alla luce e valorizzato in un museo dedicato.
La nave è il risultato di una vasta campagna di attività in mare che portò alla scoperta di altri preziosi reperti, tra cui gli oricalchi associati alla leggenda di Atlantide. Alle operazioni parteciparono archeologi, sub esperti e appassionati, come Franco Cassarino, contribuendo a un’impresa che unisce ricerca scientifica e passione civile.
Un spinta per il turismo di Gela
Il nuovo museo si inserisce in una rete culturale che collega alcune delle realtà archeologiche più significative dell’Isola: dal parco archeologico di Lipari al Lilibeo di Marsala, fino al futuro museo della navigazione di Palermo. Un sistema integrato che punta a rafforzare l’offerta culturale siciliana e a renderla sempre più competitiva sul piano internazionale.
Per l’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Scarpinato, la struttura sarà “un volano per il turismo e per la valorizzazione di Gela”. Il Comune guarda al museo come a un tassello fondamentale per diversificare l’economia locale, storicamente legata all’industria, e costruire un nuovo modello di sviluppo fondato su cultura e accoglienza.
“È il nostro gioiello”, dichiarano il sindaco Terenziano Di Stefano e l’assessore al Turismo Romina Morselli. “Con il Museo dei relitti greci, Gela entra nel palcoscenico mondiale della cultura, del turismo e dell’archeologia”.

Un secondo relitto in arrivo
Mentre la Nave arcaica si prepara a diventare il fulcro espositivo del museo, sono già in corso i trattamenti preliminari sui resti di un secondo relitto, destinato a futura esposizione. Il Museo dei relitti greci non sarà dunque solo un punto d’arrivo, ma l’inizio di una nuova stagione di ricerca, tutela e promozione del patrimonio archeologico subacqueo di Gela.





















