Il 2024 è stato un anno di forte dinamismo per il trasporto marittimo italiano. Secondo l’Istat, mentre le merci restano sostanzialmente ferme (-0,1%), i passeggeri crescono in modo deciso: +11,9% su scala nazionale, un ritmo superiore alla media europea. A trainare questa espansione sono soprattutto le Isole: Sicilia e Sardegna insieme superano i 32 milioni di viaggiatori, con un incremento del 15,3% rispetto al 2023. Numeri che distanziano nettamente il Nord-Ovest e il Centro Italia e che spostano il baricentro del traffico marittimo verso il Mezzogiorno.
Lo Stretto, cerniera quotidiana tra due sponde
Il simbolo di questa vitalità resta lo Stretto. I porti di Messina e Reggio Calabria figurano stabilmente ai vertici europei per traffico passeggeri, insieme a Napoli. La rotta tra le due sponde supera gli 11 milioni di attraversamenti annui e continua a crescere. È un flusso che non riguarda solo i pendolari o i turisti, ma anche mezzi pesanti e trasporto commerciale su gomma. Messina, infatti, è tra i principali scali italiani per i carichi Ro-Ro, insieme a Livorno, confermando la sua funzione di snodo strategico nel Mediterraneo.
I collegamenti che tengono unite le Isole
La forza del sistema siciliano non si esaurisce nello Stretto. Le linee tra Milazzo e le Isole Eolie e tra Trapani e le Egadi superano ciascuna il milione di passeggeri all’anno, dimostrando quanto il trasporto marittimo sia essenziale per l’equilibrio economico e sociale dell’arcipelago.
Nel complesso, nel 2024 sono oltre 110 mila le navi approdate nei porti dell’Isola, un dato che colloca la Sicilia al secondo posto nazionale dopo la Campania. La crescita delle toccate conferma un sistema vivace, seppur caratterizzato da una flotta mediamente più piccola rispetto a quella del Nord Italia: traghetti e aliscafi dominano, mentre le grandi navi mercantili restano minoritarie.
Augusta avanza tra i big delle merci
Se sul fronte passeggeri la Sicilia corre, anche quello delle merci offre segnali importanti. Il porto di Augusta compie un salto di qualità e si piazza tra i primi cinque scali italiani per volumi movimentati, superando Livorno. Davanti restano giganti come Trieste e Genova, ma la performance complessiva delle Isole si distingue in un contesto nazionale segnato da rallentamenti in altre macro-aree.
La specializzazione siciliana continua a essere legata alla rinfusa liquida, ma segnali di efficienza arrivano anche dal comparto container, dove la riduzione dei vuoti migliora le performance generali. In questo segmento, il ruolo di Gioia Tauro resta dominante su scala nazionale.
Il nodo irrisolto delle crociere
C’è però un settore che non segue la stessa traiettoria positiva: quello crocieristico. Nonostante l’Italia mantenga il primato europeo per numero di crocieristi, le Isole registrano una flessione significativa. Mentre porti come Civitavecchia, Genova e Venezia consolidano o ampliano i propri numeri, la Sicilia non ha ancora recuperato completamente i livelli precedenti alla pandemia.
Da tenere conto gli importanti investimenti che Palermo sta facendo in questo senso, eppure il bacino tirrenico resta centrale nel mercato delle crociere europee. La posizione geografica dell’Isola e la sua offerta culturale e paesaggistica potrebbero rappresentare un vantaggio competitivo decisivo, a patto di rafforzare infrastrutture, servizi e promozione.




















