Il Comune di Palermo si prepara a introdurre una definizione agevolata dei tributi locali, una sorta di “rottamazione” che permetterà ai contribuenti non in regola di pagare i debiti senza interessi e senza mora.
Una misura che punta a dare respiro a famiglie e imprese, ma anche a recuperare una parte dei crediti non riscossi dall’ente, che oggi sfiorano il miliardo di euro.
Cosa prevede la rottamazione dei tributi
L’idea è semplice: chi ha debiti con il Comune potrà regolarizzare la propria posizione pagando solo il tributo principale, senza le maggiorazioni accumulate negli anni.
Parliamo di:
- TARI
- IMU, TASI e tributi immobiliari
- Canone unico patrimoniale e imposta di soggiorno
- Canoni di locazione e concessione di immobili comunali
- Concessioni cimiteriali
- Servizi a domanda individuale
- Multe della polizia municipale
Una platea ampia, che include privati cittadini e imprese.
L’obiettivo del Comune di Palermo
La misura nasce dagli uffici comunali ed è sostenuta dal sindaco Roberto Lagalla e dall’assessore al Bilancio Brigida Alaimo.
La legge di Bilancio nazionale permette agli enti locali di avviare la definizione agevolata, a patto che aumentino le entrate e riducano il contenzioso.
Palermo ha numeri che rendono l’operazione conveniente: oltre il 60% di morosità sulla TARI e più dell’80% sulle sanzioni. Se la rottamazione funzionerà, quindi, potrebbe aiutare anche nel percorso di riequilibrio dei conti dell’ente.
Come funzionerà
Le modalità operative non sono ancora state definite. Se ne occuperà un gruppo di lavoro ristretto composto da Ragioneria, Tributi e Avvocatura comunale. Il prossimo passo sarà un regolamento da portare in Consiglio comunale.
La legge impone anche un aspetto importante: tutto dovrà passare da piattaforme digitali, dove i cittadini potranno verificare la propria situazione debitoria, scegliere se pagare in un’unica soluzione, oppure aderire a un piano rateale.
“La pace fiscale sarà il più possibile a vantaggio dei cittadini”, secondo Lagalla.
Perché è un’opportunità
Molti contribuenti, negli anni, si sono trovati a dover pagare interessi di mora più alti del debito originario. Per questo il consigliere comunale Antonio Rini parla di “grande occasione” per chi vuole chiudere situazioni che si trascinano da tempo.
“Questa misura – dice – consente di rimettere ordine e di chiudere situazioni debitorie che si trascinano da tempo”. Quindi, è probabile che, quando e se verrà approvato il regolamento, saranno in molti a voler aderire.
Cosa aspettarsi adesso
Al momento l’assessorato comunale al Bilancio sta lavorando alla bozza del regolamento. Si attende l’ok da parte del ministero dell’Interno, visto che il Comune è in pieno Piano di riequilibrio. Qualsiasi misura fiscale, compresa la rottamazione, quindi, richiede il via libera nazionale.
In ogni caso, dall’amministrazione fanno sapere che entro fine febbraio il regolamento sarà ufficiale. Nei prossimi giorni, il Comune potrebbe comunicare già quali anni saranno inclusi nella rottamazione, come presentare la domanda, se sarà possibile pagare a rate ed entro quando aderire.










